IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL WELFARE AZIENDALE

Raddoppiano le imprese molto attive nel benessere dei propri dipendenti. Sanità integrativa, conciliazione vita - lavoro, sostegno alla maternità, iniziative sul territorio e tempo libero sono le aree cresciute più velocemente nell'ultimo anno. A dimostrarlo, il Welfare Index Pmi 2017, promosso da Generali Italia con le principali confederazioni imprenditoriali

17/05/2017
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 44 Pagina: 22
Il 2016 è stato un anno fondamentale per il welfare aziendale. Nuove norme, incentivi e un crescente interesse degli imprenditori verso il benessere dei lavoratori hanno dato il via a un circolo virtuoso, anche se a velocità diverse per aree e profili di imprese. A rilevarlo è il Rapporto 2017 – Welfare Index Pmi, promosso da Generali Italia, insieme alle principali confederazioni imprenditoriali (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni) e presentato a Roma lo scorso marzo.
Giunta alla sua seconda edizione, l’indagine mostra come le imprese molto attive (in almeno sei aree), siano quasi raddoppiate: l’anno scorso erano il 9,8% e ora sono il 18,3% del totale, anche se il 58% sta iniziando solo ora a muovere i primi passi, con iniziative in non più di tre ambiti. 
La previdenza integrativa resta l’area in cui viene implementata la maggioranza dei progetti (qui opera il 40% delle Pmi), ma risultano in crescita anche altri settori: sanità integrativa (il 47% delle imprese ha attuato almeno un’iniziativa in quest’area: era il 39% del 2016), conciliazione vita-lavoro (31% di aziende attive, rispetto al 22%), sostegno alla maternità (23% contro il 15%), iniziative sul territorio, tempo libero e cultura (5% rispetto al 3%). 





LE GRANDI IMPRESE SONO LE PIÙ ATTIVE

Il report contiene una ricerca condotta da Innovation Team su 3.422 Pmi italiane (+60% rispetto alle 2.140 imprese del 2016), da cui emergono 109 best practice: realtà di tutti i settori (industria, commercio e servizi, agricoltura, artigianato, studi e servizi professionali) e dimensioni (da meno di 6 a 250 addetti) che hanno attuato le iniziative più originali.
L’indagine ha tracciato una mappa del welfare aziendale, e non mostra grandi differenze geografiche: ad esempio, nella sanità integrativa, il tasso di iniziative varia dal 35,6% del Nord, al 33,5% del Sud. Viceversa, determinanti sono le dimensioni aziendali: sulla stessa area, la percentuale delle imprese attive, tra 100 e 250 addetti, è tre volte superiore a quella delle realtà con meno di 10 dipendenti. Ciò significa che le Pmi hanno il problema di come strutturare le iniziative di welfare su una popolazione minima di lavoratori in azienda. 
Per la maggior parte delle Pmi, lo scopo principale del welfare è migliorare la soddisfazione dei lavoratori e il clima aziendale (il 71% delle imprese ha già ottenuto risultati positivi), seguito dall’aumento della produttività (il 56% delle realtà molto attive si dichiara soddisfatto).





INFORMAZIONE E ALLEANZE

Nell’implementazione dei progetti, il principale fattore di successo è la conoscenza, ovvero l’informazione su norme, opportunità e strumenti di welfare aziendale (come i flexible benefits) e le competenze necessarie per attuare le varie iniziative. Emergono due evidenze: la prima è che solo due Pmi su dieci hanno una conoscenza precisa delle regole e degli incentivi relativi a questo strumento; la seconda è che le aziende più informate risultano essere quelle più attive nel welfare. 
Le alleanze e reti d’impresa rappresentano la via per raggiungere la massa critica. Nel 22% dei casi, le Pmi più attive si sono associate con altre realtà o hanno utilizzato servizi comuni di tipo associativo; più della metà afferma che, per la crescita del welfare aziendale, è necessario puntare sulle alleanze con altre imprese nel territorio (54%) e ricevere servizi di informazione e consulenza da parte delle associazioni imprenditoriali (60%).





I PERFORMER DELLA 5W

Un’importante novità del Rapporto 2017 è il Rating Welfare Index Pmi, un servizio che permette alle imprese di comunicare il proprio livello di welfare sulla base di cinque classi di rating, con un valore crescente da 1W a 5W che tiene conto di ampiezza e contenuto delle iniziative, gestione delle politiche di welfare aziendale, originalità e distintività dei progetti. 
Sulla base di ciò, 22 imprese hanno ottenuto le 5W: storie d’eccellenza che raccontano l’attuazione di un ampio ventaglio di iniziative per il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, con soluzioni originali.


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