CONSIGLI PER UNA PROFESSIONE CHE CAMBIA

Le sfide dell'intermediazione si chiamano tecnologia e normativa. Per Sergio Sorgi, vice presidente di Progetica, l'unica strada è trasformare un obbligo in un servizio

04/12/2017
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 49 Pagina: 44
Il cambiamento non è buono o cattivo: avviene e basta. Un presupposto semplice che per Sergio Sorgi, vice presidente di Progetica, ben si adatta all’innovazione tecnologica e agli adempimenti normativi che stanno investendo l’intermediazione assicurativa. Tutto sta ora nel cavalcare le novità del momento per convertire un obbligo in un servizio.
“La Idd – si è chiesto Sorgi – è l’ennesimo adempimento burocratico o può essere un pretesto per lavorare meglio?”. L’argomento non è banale, ma neppure così complicato. In fondo, ha osservato Sorgi, “la normativa si limita a regolarizzare procedure che il settore sta già seguendo”. 


I RISCHI DEL CAMBIARE POCO

Posta così, la questione non dovrebbe comportare grossi grattacapi. Il settore potrebbe limitarsi a considerare la Idd una “seccatura normativa”, adottando comportamenti coerenti con la scelta di “cambiare poco e niente”. Soluzioni standardizzate e qualche foglio di carta in più, giusto per dar conto delle procedure seguite: i cambiamenti sarebbero minimi.
I rischi maggiori, tuttavia, sono quelli che non si vedono. “La carta – ha avvertito Sorgi – non consente un efficace controllo di processo”. E le soluzioni standardizzate pongono il problema di “prodotti vecchi come un’auto d’epoca”. Il rischio è concreto, visto che “quando il prezzo diventa un elemento evidente al cliente, il mercato tende a contrarsi”.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, invece, il rischio maggiore è dato da quello che Sorgi definisce tardo-romanticismo. “Non possiamo trincerarci – ha avvertito – dietro l’idea che le persone cercheranno sempre il contatto umano: non aiuta a comprendere come si muovono i mercati”. Il consumatore vuole tutto, subito e a poco prezzo. E quando la produzione viene incontro a queste esigenze, “a soffrire è sempre la distribuzione”.
Sempre caldo è poi il fronte dell’automazione. Anche alla luce del fatto che, come ha riportato Sorgi, “i lavori che si stanno perdendo non sono quelli taylor-fordisti, ma quelli legati al segmento della distribuzione”. Insomma, “non sarà il romanticismo a salvarci, ma un buon posizionamento”.


ASCOLTARE LA CLIENTELA

Per Sorgi, la soluzione passa da una maggiore attenzione verso la clientela. Secondo una recente indagine, banche e assicurazioni raccolgono il maggior livello di insoddisfazione fra i consumatori. Eppure, allo stesso tempo, “costituiscono il principale portatore di benessere per la popolazione”. Parole che confermano l’esigenza di ascoltare, meglio e di più, i propri clienti. Sostenibilità, formazione, sensibilizzazione, educazione finanziaria e professionalità sono, secondo Sorgi, le parole d’ordine della nuova intermediazione assicurativa. Anche perché, ha concluso Sorgi, “chi sta fermo aumenta la distanza fra sé e mondo che corre a una velocità impensabile”.

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idd,
👥 Sergio sorgi,

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