ASSICURARE I RISCHI COMPLESSI DEI PROFESSIONISTI

In caso di difficoltà, oltre il 90% dei lavoratori autonomi intacca i propri risparmi o chiede aiuto a parenti e amici. Tra obblighi normativi e bisogni di sicurezza, Dual Italia punta a offrire soluzioni di protezione facilmente accessibili

03/12/2017
👤Autore: Maria Moro Review numero: 49 Pagina: 45
L’attività professionale riguarda in Italia circa 1,2 milioni di persone, di cui il 76% agisce in modo individuale, non associato in studi o con altri colleghi. È una categoria di lavoratori altamente qualificati ma che Mauro Semenza, undewriting director financial lines di Dual Italia, individua come estremamente esposta al rischio di crisi reddituale in caso di eventi personali di una certa gravità: un target al quale gli intermediari possono rivolgersi con soluzioni assicurative specifiche. 


PROFESSIONISTI MOLTO ESPOSTI

Il panorama dei professionisti si sta ridisegnando attraverso un percorso che mostra una serie di difficoltà: nei dati Censis-Adepp riportati da Semenza, il 56% degli intervistati prevede che la propria attività entro il 2020 sarà stabile o peggiorerà, percentuale che sale con l’età dei rispondenti. Ma lo stato di crisi dei lavoratori autonomi italiani si intravede particolarmente dall’andamento del reddito medio, che negli ultimi dieci anni è stato in costante calo: “gli ingegneri hanno visto scendere i propri guadagni anche del 45%”, ha notato Semenza. La forbice tra reddito nominale e reale si allarga sempre di più, un trend che si presenta simile nell’area tecnica e nell’area economico-sociale, mentre è più grave in quella giuridica. 
In un contesto come quello attuale, emergono delle criticità per i professionisti che possono mettere in crisi l’attività: “un sistema di welfare inadeguato a questa fascia sociale, l’assenza di forme di sostegno al reddito e di strumenti agevolati per l’accesso al credito, determinano uno scenario di forte instabilità di fronte a eventi imprevisti”. Per chi lavora in modo autonomo, un evento come una malattia, o un problema famigliare che riduce la propria capacità produttiva, impatta in modo diretto sul reddito personale: tra chi ha avuto qualche tipo di difficoltà negli ultimi anni, solo il 15,9% dei singoli e il 28,2% degli associati ha dichiarato di non aver subito qualche contraccolpo. Un’altra causa di impatto sulla propria capacità reddituale è il rischio di un imprevisto professionale con richiesta di risarcimento e connesse spese legali. 


RISPOSTE ADEGUATE A PROBLEMI NUOVI

In caso di difficoltà, i mezzi a cui ricorrono i professionisti sono ancora “vecchio stile” e solo il 4,3% può avvalersi di un prodotto di protezione assicurativa: “pur avendo una forte esposizione al rischio di imprevisti gravi – conclude Semenza – negli ultimi cinque anni solo il 6% dei professionisti uomini e il 3% delle donne hanno potuto superare un evento grave grazie a una polizza”. Il compito del sistema assicurativo, e degli intermediari in modo particolare, è di instaurare un rapporto costruttivo con i professionisti, stimolando la cultura della prevenzione e presentando soluzioni che tocchino i punti critici dell’attività professionale quali la responsabilità civile, la conduzione del proprio studio e la protezione da infortuni o malattie invalidanti.

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