IL RITORNO ALLA TARIFFA AMMINISTRATA

La legge sulla concorrenza prova a mettere un punto alle annose diatribe giurisprudenziali sul danno non patrimoniale ma apre anche la porta al dirigismo statale sulla gestione dei contratti assicurativi. Ecco l'interpretazione dell'avvocato Maurizio Hazan, managing partner dello Studio Legale Taurini - Hazan

18/12/2017
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 50 Pagina: 30
Uno dei temi centrali su cui si è tornati spesso durante la giornata del convegno sull’Rc auto è la normativa. Questo perché sulle novità introdotte della legge sulla concorrenza, di cui si attendono ancora molti decreti attuativi, si è raggruppato lo scontento di molti. 
L’intervento dell’avvocato Maurizio Hazan, managing partner dello studio legale Taurini-Hazan, però, si è concentrato soprattutto sulla revisione degli articoli che riguardano il danno alla persona che, secondo il legale, definiscono finalmente in modo chiaro il perimetro del danno non patrimoniale anche nelle lesioni gravi. 
Legge Concorrenza e legge Gelli incanalano il diritto giurisprudenziale facendo prevalere quello positivo; si sancisce l’esigenza di razionalizzare i costi in un sistema obbligatoriamente assicurato e questo principio di bilanciamento vale per tutto il danno non patrimoniale. 
“Da un lato – spiega Hazan – la legge sulla concorrenza e dall’altro quella sulla responsabilità sanitaria chiudono il cerchio sotto il profilo giuridico, ma anche economico sociale, di un nuovo assetto delle responsabilità obbligatoriamente assicurate”. Questo combinato disposto, secondo Hazan, configura un nuovo regime, fatto di “regole proprie che derogano rispetto alle regole di diritto comune”. Queste due norme, insieme, mostrano come l’assicurazione possa essa stessa svolgere un ruolo di risk management, ancor prima che di pagatrice di sinistri.





IL TRAGUARDO FINALE DI UNA LEGGE

La legge Concorrenza riporta la barra al centro e dà un po’ di sicurezza. “Il cuore mutevole del giudice”, come lo ha definito Hazan, deve essere incanalato in norme di diritto positivo. Aver ottenuto la definizione di danno non patrimoniale in luogo di danno biologico non è una vittoria da poco per i sostenitori dell’unitarietà delle poste di risarcimento: non una cosa marginale, ha commentato Hazan, perché dietro alla dicitura di danno biologico si agitavano (e si agitano ancora) lunghissime battaglie giurisprudenziali. “Tutto il danno non patrimoniale – ha osservato l’avvocato – d’ora in poi sarà iscritto nelle norme appena approvate”. 
L’importanza della legge, da questo punto di vista, è chiara a tutti: si tratta di un riconoscimento preciso e senza dubbi di un sistema che lavora grazie a logiche, anche di auto-sostenibilità economica, che creano una nuova mutualità. Ecco quindi che, quando si dovrà affrontare il nodo della definizione delle tabelle per le poste di risarcimento, si terrà conto dell’esigenza di razionalizzare i costi che gravano sul sistema assicurativo e sui consumatori: “un’affermazione di questo tipo – ha sottolineato Hazan – dieci anni fa non poteva nemmeno essere pensata. Poi qualche anno fa è intervenuta la Consulta. Mentre oggi, per la prima volta, è un principio affermato in termini così chiari da una legge”. 





LA CONCORRENZA SENZA CONCORRENZA

Eppure, nonostante queste positive novità per il settore, in questa legge sulla concorrenza “di concorrenza non si parla affatto”, ha detto Hazan. “Se è vero da un lato – ha continuato – che al settore assicurativo sarà concesso di risarcire di meno, dall’altro sono posti vincoli straordinari alla gestione del contratto”.  
Il rischio principale legato alla legge sulla concorrenza, per l’avvocato, è il ritorno di fatto alle tariffe amministrate: una progressiva flattizzazione e flottizzazione del mercato, che lascia poco spazio alla libertà tariffaria. 
Una sorta di ritorno alle origini dell’Rc auto, dopo la liberalizzazione del 1995 e gli anni delle riforme (come quella sull’indennizzo diretto) che non hanno però riformato nulla: le tariffe sono aumentate a dismisura e il legislatore è arrivato al punto di richiamare il settore e alla fine imporsi, visto che lo stesso comparto non è stato capace di auto regolamentarsi.


COME FARE LA DIFFERENZA?

Ecco perché nella legge Concorrenza cambiano le regole di preventivazione, rispunta il Contratto base (“chimerico soggetto” che aleggia sul settore da ormai cinque anni), si determina l’estensione temporale delle garanzie accessorie che saranno inevitabilmente correlate con la garanzia base e s’introducono sconti obbligatori che cambiano secondo la maggior sinistrosità, per arrivare progressivamente a premi uguali per tutti. “L’intenzione del legislatore è molto chiara – ha ribadito Hazan –, quando parla di progressiva riduzione delle differenze dei premi applicati sul territorio nazionale nei confronti di assicurati con le medesime caratteristiche e collocati nella medesima classe di merito. Sono norme molto invasive sul contratto”. 
Qual è quindi il campo su cui si giocherà la competitività delle compagnie (e degli intermediari) nell’Rca? Le variabili sono il prezzo, l’utilizzo della tecnologia e le strategie di distribuzione. In questo scenario, il rischio che il mondo agenziale perda il confronto con la grande distribuzione è concreto. 


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