LA MERITOCRAZIA (INGLESE) ESISTE PER TUTTI

Non è una leggenda metropolitana: in Gran Bretagna si può far carriera se si ha esperienza, competenza e voglia di emergere. E anche le donne, oltretutto straniere, possono ambire (e riuscire) a ricoprire ruoli di prestigio. Come è successo a Valeria Calvo, insurance risk senior manager di London Stock Exchange. Il racconto della sua esperienza

26/05/2016
👤Autore: Valeria Calvo Review numero: 34 Pagina: 62 - 63
La meritocrazia esiste. Almeno in Gran Bretagna. Donna, italiana in terra straniera, mamma e moglie, sono riuscita a far carriera. E non solo io. In tredici anni a Londra, ho avuto modo di conoscere tante, tantissime donne il cui valore era stato giustamente riconosciuto con incarichi di prestigio e posizioni di alta responsabilità. 

Dal 2014 sono insurance risks senior manager, ovvero la persona preposta all’acquisto delle assicurazioni per London Stock Exchange e per tutte le sue società nel mondo. Per esemplificare, dall’acquisto della polizza D&O, che protegge il consiglio di amministrazione, alla Rc professionale per il gruppo, fino alla property and casualty insurance, cerco le coperture assicurative di cui il gruppo ha bisogno. Io e il mio team analizziamo i rischi di London Stock Exchange e decidiamo quali siano i bisogni in termini assicurativi.  

Al settore assicurativo mi sono approcciata gradualmente: ho studiato economia e ho iniziato la mia carriera come analista per una banca d’investimento. Quest’esperienza mi ha insegnato la precisione, l’organizzazione e l’avere una mentalità client driven ma mi mancava il contatto con le persone: proprio quello che, invece, il settore assicurativo ti dà. Seppur i miei principali referenti siano i cro e i cfo delle società del gruppo, parlo con quante più persone possibili per non perdere nessuna sfumatura: la comunicazione, nel mio lavoro, è fondamentale perché, per trovare le migliori soluzioni assicurative, devi capire il rischio intrinseco di ogni dipartimento e riportarlo ai broker o agli assicuratori. 
Il risk assessment è un’opportunità unica per incontrare i colleghi dei vari dipartimenti e chiedere loro cosa li preoccupa. Si sviluppano relazioni  fondamentali mentre si ottiene un feedback onesto e immediato dei rischi che dovrebbero essere incorporati nei programmi assicurativi.   


DONNE, ESTERO E ASSICURAZIONI

In questi giorni, ho partecipato a un meeting di risk manager a Londra e l’unica altra donna presente era una signora impiegata in banca. Tuttavia, è sbagliato credere che il mio settore sia prettamente maschile. Anzi. Devo ammettere che i tempi sono molto cambiati da quando ho cominciato a fare questo mestiere, ormai tredici anni fa: nel mercato dei Lloyd’s, quando all’epoca ero un broker, le donne erano poche. Tante segretarie, ma poche assicuratrici. Oggi, seppur la parità sia ancora lontana, sono stati fatti notevoli passi avanti: basti pensare che Inga Bale è ceo del Lloyd’s di Londra mentre, fino agli anni settanta, le donne non potevano neppure entrare al Lloyd’s. Un cambiamento di rotta del mercato che le donne hanno saputo cogliere al volo. Un aspetto interessante del Regno Unito, e di Londra in particolare, è che il mercato è meritocratico e pertanto si è accorto della presenza di donne in gamba che si sono fatte trovare pronte al momento giusto. L’essere donna nel Regno Unito non ti preclude la possibilità di ricoprire posizioni di prestigio. E neppure il provenire da altri Paesi è una discriminante per la carriera. Lavoro per un’organizzazione che promuove il talento straniero, e non a caso almeno la metà dei director del consiglio d’amministrazione non è inglese. Nel mio team ci sono tantissime persone non autoctone (io unica italiana) e il mio capo è una donna franco-canadese. 





QUELLO CHE GLI INGLESI NON DICONO

Lavorare con gli inglesi, inizialmente, è stato molto difficile: ci sono tantissime regole non scritte nel modo in cui comunicano e anche se si conosce perfettamente la lingua non è facile capire le nuance di quello che non dicono. Difficoltà, sostanzialmente, di interpretazione perché gli inglesi evitano il confronto diretto. Ma oltre a questo nessun altro problema: come detto prima, nel mercato anglosassone vige la meritocrazia, quindi che io sia donna, o italiana, e che abbia raggiunto importanti obiettivi professionali non interessa a nessuno. È ovviamente importante capire le differenze culturali che hanno un impatto rilevante nel quotidiano e cercare di smussare gli angoli italiani che mi porto dietro. Aiuta, certamente, il fatto che noi stranieri parliamo quasi sempre più di due lingue (o, almeno, la nostra e quella del paese che ci ospita), il che rende più semplici i rapporti con le varie entità del gruppo. Ci sono tante opportunità qui a Londra e l’attenzione si sta concentrando sulla necessità di creare diversity. Tante società reclutano attivamente figure senior femminili per questo motivo. 


DONNA IN CARRIERA E MAMMA

Ho due figli (un bambino di due anni e mezzo ed una bambina di quattro mesi) e per il mondo del lavoro anglosassone la mia situazione familiare è totalmente indifferente. Ovvero, non viene discriminata o messa in difficoltà la donna che sceglie di essere mamma, moglie e manager, né, però, ci sono particolari privilegi o tutele per chi ha figli. Il congedo di maternità è molto più vantaggioso in Italia, ad esempio, ma credo che questo sia il prezzo da pagare per la flessibilità lavorativa e le opportunità di carriera. 


IL FUTURO DEI RISK MANAGER

Una tra le difficoltà più importanti nella carriera di un insurance risk manager o di un cro in generale,  è riuscire a far considerare la propria posizione nel pool di futuri ceo e coo.  
Le qualità e l’esperienza farebbero di queste figure ottimi candidati, soprattutto perché con il nostro lavoro abbiamo sempre una visione completa del gruppo per il quale lavoriamo. Purtroppo, però, ciò non accade spesso.
Credo che il nostro settore abbia ancora tanto da fare per promuovere e sostenere la nostra figura lavorativa e realizzare in pieno le potenzialità di questa interessante nicchia di mercato. 

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