BREXIT, UNA REALTA' CON CUI CONFRONTARSI

In attesa che il Regno Unito lasci formalmente l’Ue, il settore assicurativo potrà continuare ad agire sulle regole di sempre. Ma occorre prepararsi a questo passaggio: i Lloyd’s garantiscono tutto il supporto necessario, in un’ottica di costante dialogo con broker e clienti. E intanto lavorano a strategie in grado di affrontare gli scenari futuri

18/10/2016
Senza alcun dubbio la Brexit è stata uno degli eventi più importanti di quest’anno. Da subito, i Lloyd’s non hanno mai nascosto la loro preferenza per restare nella Unione Europea e, nei mesi precedenti il referendum, hanno in ogni occasione chiaramente esplicitato le motivazioni economiche alla base della loro posizione, sia in relazione al mercato londinese dei Lloyd’s sia, più in generale, per l’intero mercato assicurativo europeo. Ma il popolo britannico ha deciso di lasciare l’Ue, seppur con una maggioranza risicata, e il nuovo primo ministro, Theresa May, ha dichiarato “Brexit means Brexit”. Questa è di fatto la nuova realtà con la quale i Lloyd’s devono fare i conti.
Dopo il risultato del referendum del 23 giugno, ho avuto modo di confrontarmi con molti sottoscrittori e broker, sia in Italia sia in Europa. Questi incontri hanno enfatizzato il forte desiderio di trovare nuove opportunità piuttosto che soffermarsi troppo sulle conseguenze del risultato. Dopo le prime settimane di incontrollabili incertezze e scenari catastrofici, oggi è rassicurante notare che, almeno nel breve termine, il caos finanziario provocato dalla Brexit sia stato limitato. La sfida principale sarà ora comprendere come la Brexit modificherà l’ambito di regolamentazione britannico nelle relazioni con il resto dell’Europa.


NULLA CAMBIA PER IL MOMENTO

È importante chiarire che al momento nulla è cambiato rispetto al modo in cui si svolge l’attività commerciale dei Lloyd’s in Europa. La Gran Bretagna è ancora un membro a pieno titolo dell’Ue e continua ad avere accesso al mercato unico godendo di tutti i diritti di passporting. Fino a quando il Regno Unito non lascerà formalmente l’Ue, i Lloyd’s continueranno a operare all’interno del mercato unico sulla base delle attuali regolamentazioni e norme dell’Ue. Ciò significa che nessuna polizza in vigore sarà interessata dal risultato del referendum del 23 giugno scorso. I Lloyd’s hanno chiarito e confermato che tutte le polizze, anche quelle pluriennali, sottoscritte nel periodo in cui il Regno Unito è ancora membro dell’Ue, rimangono e rimarranno legalmente vincolate fino alla loro naturale scadenza.





IL PIANO DI AZIONE

Da qualche settimana le compagnie del nostro settore stanno fornendo (e forniranno) risposte diverse sul loro futuro. I Lloyd’s da parte loro sono stati estremamente chiari riguardo i loro piani a lungo termine relativi all’Europa. Ci impegniamo da subito a fornire supporto ai nostri broker e ai nostri clienti in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Il nostro piano per l’Europa si basa su un approccio strutturato e multilaterale che è stato individuato attraverso la consultazione con diversi livelli di corporate governance, e ha ricevuto pieno supporto dal board. Tale piano si compone di tre differenti strategie.

La strategia 1 mira a mantenere il sistema dei diritti di passporting dei quali i Lloyd’s e le altre società di servizi inglesi godono oggi per permetterci di continuare a operare all’interno del mercato unico europeo esattamente come oggi.

Le strategie 2 e 3, che avanzano in parallelo, sono invece volte a ricercare soluzioni alternative. Già dall’inizio di quest’anno abbiamo svolto analisi dettagliate relativamente all’accesso ai 27 mercati europei e sulle azioni che dovranno eventualmente essere implementate al fine di ottenere le licenze per le sedi secondarie del mercato dei Lloyd’s che verrebbe considerato un assicuratore di uno “Stato terzo”. Questa è la base della strategia 2.
La strategia 3 riguarda invece l’opzione di stabilire una sorta di “sede secondaria” in una giurisdizione europea per permettere la sottoscrizione su base cross-border all’interno dell’Unione Europea.


LONDRA CITTA' APERTA

La Brexit certamente pone dei rischi, ma i Lloyd’s sono fermamente determinati a mantenere vive le relazioni costruite in Europa e, nello specifico, con i nostri clienti e collaboratori italiani.
Abbiamo la solidità finanziaria per far fronte alla volatilità dei mercati, e questa non è certamente stata in alcun modo toccata dal referendum sulla Brexit. Non ci sono conseguenze immediate sulla nostra capacità di operare in Europa, e da subito abbiamo creato un gruppo di lavoro costituito da tecnici con svariati anni di esperienza per lavorare sulla Brexit e negoziare con le autorità di sorveglianza e di governo le soluzioni migliori. Sarà importante mantenere aperti tutti i canali di comunicazione e parlare come un’industria unita per gestire al meglio la nuova realtà post-Brexit negli anni a venire.
Come recentemente affermato dal chairman dei Lloyd’s John Nelson, Londra è sempre stata una città aperta al business proveniente da qualunque parte del mondo: d’ora in poi lo dovrà essere ancora di più, mettendo i clienti al primo posto e continuando ad attrarre talenti da tutto il mondo. 

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