COSA RENDE EFFICACE UNA POLIZZA

Il generale aumento della litigiosità riscontrato negli ultimi anni in Italia espone le figure poste ai vertici delle aziende a un costante rischio di contenzioso. E' fondamentale riuscire a difendersi in maniera snella e tempestiva, con le spalle coperte da una soluzione assicurativa scelta con consapevolezza

02/11/2017
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 48 Pagina: 60
Sempre più spesso si finisce in tribunale, e frequentemente i procedimenti si concludono con un nulla di fatto. E pur tuttavia, anche se non sopraggiunge alcuna condanna, “richiesta risarcitoria e necessità di coprire le spese legali fanno sì che ognuno di questi episodi rappresenti un sinistro”, sottolinea Alfredo Gaeta, responsabile D&O del gruppo Aec, che traccia un quadro dell’attuale situazione di mercato. “I sinistri più denunciati – spiega – si riferiscono ad accuse di mala gestio degli amministratori. Ci sono anche casi di clienti che si sentono danneggiati da scelte aziendali, come ad esempio decidere di mettere in liquidazione una società. Esistono poi i casi riguardanti le società partecipate dal pubblico, soggette a contestazioni da parte della corte dei conti. E sempre più spesso – evidenzia – stanno sorgendo dissidi relativi ai brevetti: aziende concorrenti che ritengono di essere state danneggiate per questioni di proprietà intellettuale”. 


POLIZZA INDIVIDUALE, PURCHÉ COPERTI

Gaeta mette in luce una prima criticità che si riscontra nel mercato. “Esistono molti professionisti che assumono incarichi presso più aziende: ad esempio commercialisti o avvocati con il ruolo di sindaci o di amministratori in diverse società. In caso di assenza di una copertura anche solo presso una di queste aziende, il professionista, ovviamente, può essere esposto a tutti i rischi che il suo ruolo comporta”. Per questo, secondo Gaeta, è importante pensare anche a una forma di protezione D&O individuale. “È un tipo di copertura di cui c’è richiesta, e che fino a qualche anno fa era offerta da molte compagnie, mentre ora sono in pochi a proporla: tra questi alcuni sottoscrittori dei Lloyd’s, di cui Aec è coverholder”. 





TOTALE ATTIVO VS FATTURATO

Non bisogna associare la polizza D&O solo nell’ambito delle società di capitali. Secondo Gaeta, la platea a cui queste polizze si rivolgono è molto più ampia: consorzi, cooperative, associazioni di diritto privato, enti no profit, fondazioni, società di partecipazione pubblica. “Si pensi ad esempio al presidente di un ente no profit – spiega Gaeta – che si trova a dover gestire le somme di denaro provenienti dal 5x1000, con crescenti responsabilità derivanti dalla rendicontazione che ne deriva”. Spesso le compagnie non considerano appetibile questa tipologia di clienti preferendo le aziende manifatturiere. “Nella pratica l’assicuratore copre un rischio solo dopo aver valutato le informazioni pre contrattuali acquisite attraverso un questionario e suffragate dai dati di bilancio” E questo, secondo Gaeta, genera un’altra stranezza del mercato: “ci sono alcune compagnie che tariffano le polizze D&O sul totale attivo, e altre sul fatturato”. Ciò comporta che società che hanno appena iniziato la propria attività (le start up, ad esempio) e che presentano dati di bilancio non omogenei, si trovino a dover pagare premi lontani dalla loro effettiva realtà di rischio. Per questo “Aec assieme ai Lloyd’s ha voluto studiare una tariffa che tenga conto sia del fatturato, sia del totale attivo, permettendo di calcolare il premio su entrambi questi parametri, superando l’eventuale disallineamento di queste due voci di bilancio”.


LA D&O NON È UNA TUTELA LEGALE

Il responsabile D&O di Aec, inoltre, evidenzia la necessità di sensibilizzare la clientela: bisogna considerare che, nonostante la gran parte dei sinistri di D&O abbiano caratteristiche di spese legali (essendo una responsabilità civile, per legge fino a un quarto del massimale può essere utilizzato per sostenere le spese di difesa legale dell’assicurato), bisogna ricordare che la D&O non è una copertura che possa sostituire le molteplici prestazioni di una polizza di tutela legale, e viceversa. “Bisognerebbe far comprendere ai clienti che la vera copertura, anche in ambito di sinistri societari, si ha abbinando la copertura D&O con una polizza di tutela legale: questo è un ulteriore passaggio culturale che andrebbe fatto fare al mercato, e di cui Aec è promotrice”.





PERCHÉ È AUMENTATO IL CONTENZIOSO

L’aumento dei contenziosi ha alla base diversi elementi. Uno di questi è l’interpretazione che le corti di giustizia fanno della responsabilità degli amministratori: secondo Massimiliano Colombo, regional underwriting manager di Qbe, questo è un aspetto critico su cui occorre fare attenzione. “Oggi – spiega – c’è una maggiore consapevolezza dei diritti per chi si ritiene danneggiato dall’operato altrui. È cambiata la percezione di coloro che interagiscono con gli amministratori, siano essi clienti, dipendenti o creditori sociali, circa il fatto che esista una responsabilità dei soggetti apicali per il loro operato, e circa la possibilità dei soggetti terzi, che si ritengono danneggiati, di poter agire per ottenere un risarcimento del danno”. Se in passato di fronte a possibili errori commessi dall’amministratore si era portati a non adire le vie legali, adesso l’atteggiamento è diverso. “Questo – precisa Colombo – dipende da vari motivi. In primis, le polizze di Rc di amministratori sono diventate molto note a seguito di eventi tristemente famosi (i casi Parmalat e Banca Popolare Lodi, solo per citarne alcuni); inoltre veniamo da un periodo che per l’economia e la finanza nel nostro Paese non è stato positivo; e più difficile è la situazione economica, più chi si sente danneggiato prova a ricorrere a qualsiasi forma per vedersi ripagato dal danno subito”. 


AGIRE IN MODO TEMPESTIVO

Nell’efficacia della polizza di Rc amministratori, è fondamentale la tempestività nella difesa. “Le D&O – osserva Colombo – funzionano secondo il principio del duty to indemnify, e non del duty to defend: dare all’assicurato la possibilità di scegliere il proprio legale per difendersi nel modo più snello e rapido possibile risponde all’esigenza di tutelare la reputazione dell’imputato”. Una polizza come quella proposta da Qbe è costruita in due parti (side A e side B) con cui l’assicuratore si impegna a tenere indenne per pagare terzi che hanno subito un danno. “A questo, che è l’oggetto classico della polizza Rc amministratori – precisa Colombo – sono state aggiunte ulteriori estensioni: la prima è la copertura oltre alle persone fisiche anche per la società, nel caso in cui l’oggetto della richiesta di risarcimento abbia a che fare con una quotazione in Borsa (entity cover for securities claims)”. È poi stata estesa la copertura alle controversie di lavoro “dapprima in forma individuale, o in forma entity; infine, è stata estesa la copertura anche a favore degli amministratori indipendenti o non esecutivi: quei soggetti che non hanno potere decisionale, ma hanno un potere di supervisione sull’operato degli amministratori”. Qbe ha anche allargato la definizione della persona assicurata, traslando per la specificità italiana le figure, specificandole in aderenza al dettato legislativo italiano. “Si è poi andati a ragionare sulla garanzia postuma per gli amministratori ritirati, e sulla garanzia retroattiva illimitata per i nuovi amministratori, coprendo anche l’operato degli amministratori passati”. Ci sono, infine, le ipotesi in cui si chiama l’amministratore delegato a rispondere, non perché abbia commesso qualcosa, ma perché rappresenta l’azienda: “su questo aspetto – conclude Colombo – la polizza prevede un’estensione a copertura dei costi di assistenza legale legati all’attività dell’amministratore delegato anche se svincolata da una richiesta di risarcimento”. 

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