LA SALUTE, UN BUON TRAMPOLINO DI LANCIO

I wearable rappresentano lo strumento più economico su cui poter sperimentare nuove applicazioni della telematica. Ma un eventuale cambio normativo potrebbe mettere a rischio l'investimento in questo campo

19/06/2017
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 45 Pagina: 54
Prodotti dinamici e vicini alle esigenze del cliente. È la direzione verso cui si sta muovendo l’attenzione del mercato assicurativo in fatto di telematica.
“Seppur maturo – spiega Emanuel Sitzia, head of insurance Bbd Comarch Italia – il mercato assicurativo italiano registra un ritardo nel fare percepire i vantaggi della telematica a causa delle rare occasioni di contatto con il cliente”. A conferma di ciò, da uno studio congiunto Comarch-Efma, sull’utilizzo del mobile nel settore assicurativo europeo, emerge che le assicurazioni hanno grosse difficoltà a trovare momenti di contatto con il cliente. “Questo è un grande punto di sofferenza, perchè si perdono opportunità sia di raccogliere informazioni; sia di tarare i prodotti sull’assicurato”. 
Ora, però, si sta cambiando ottica e si iniziano a sperimentare progetti legati all’IoT e ai big data, non più solo finalizzati alla raccolta dati e alla fraud detection, ma anche alla costruzione di un prodotto/servizio che sia dinamico e vicino alle esigenze del cliente”.


IMPARARE DA ALTRI MERCATI

Un altro problema sta nella difficoltà di far comprendere al management il potenziale dell’investimento, ma anche nel far percepire al cliente i vantaggi derivanti dalla telematica. “Qui si può prendere spunto da altri mercati, come quello della grande distribuzione, dove iniziative di loyalty ingaggiano l’utente attraverso il benefit dei premi, con il vantaggio, lato aziende, di raccogliere enormi quantità di dati”.





LA DOMOTICA, TROPPO INVASIVA

Anche qui qualcosa sta cambiando: soprattutto le grosse compagnie stanno realizzando test importanti, in particolare sulle polizze sanitarie collettive. Un esempio di questo è il progetto Rbm Salute che mira a fornire agli iscritti dell’Inarcassa dispositivi per il monitoraggio domiciliare remoto dei parametri vitali. “Quello sanitario – spiega il responsabile – è un buon trampolino di lancio per raccogliere, analizzare e utilizzare informazioni, ed è il canale dove poter sperimentare la telematica nel modo più economico”. Inoltre, questo ambito viene percepito come meno invasivo rispetto alla domotica, dove i sensori sono collocati nell’aleo della privacy domestica. 
Il rischio, però, avverte Sitzia, è che un cambio normativo, ad esempio troppo restrittivo, possa compromettere l’investimento fatto dalla compagnia. “Un’incertezza – conclude – su cui le assicurazioni si stanno impegnando per trovare una soluzione”. 

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