AGENTI AMISSIMA, COME SI DIVENTA RESILIENTI

È una rete che in questi anni ha maturato una grande tempra, e che ha mostrato una notevole capacità di adattamento e reazione. Stefano Passerini, presidente del gruppo agenti, ripercorre gli ultimi intensi mesi vissuti dalla rappresentanza, che si appresta a vivere l’ennesimo grande cambiamento: il passaggio sotto le insegne di Hdi

AGENTI AMISSIMA, COME SI DIVENTA RESILIENTI hp_stnd_img
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 82 Pagina: 47
La storia di quello che oggi conosciamo come Gruppo Agenti Amissima inizia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, come rappresentanza della compagnia Nord Italia Assicurazioni. Negli anni ’90 il gruppo si amplia in seguito all’ingresso dei colleghi provenienti dalla Levante, compagnia che si era fusa con la Nord Italia. Successivamente gli agenti sono passati sotto le insegne di Carige, fino alle note, tristi vicende di questo decennio: le difficoltà della banca genovese, e le gravi accuse nei confronti del presidente Giovanni Berneschi e dell’amministratore delegato delle controllate assicurative, Ferdinando Menconi. Nel 2015 Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova vengono cedute al fondo statunitense Apollo, che per dare un segnale di discontinuità con il passato crea il brand Amissima (acronimo di asset management insurance solution, cui è stato aggiunto il suffisso finale che rende il nome palindromo). Il prossimo capitolo di questa storia si sta scrivendo in questi mesi, con l’imminente passaggio della compagnia ad Hdi Assicurazioni (gruppo Talanx). 


Stefano Passerini, presidente del Gruppo Agenti Amissima

FORGIATI DALLE DIFFICOLTÀ

Attualmente la rappresentanza conta poco più di 300 iscritti che gestiscono un portafoglio di premi intermediati di circa 260-270 milioni di euro. Ma probabilmente la peculiarità di questo gruppo non sta tanto nei numeri, ma nella capacità di resilienza, considerate le tante difficoltà che questi agenti hanno dovuto affrontare, e che hanno forgiato il carattere della rete. “Ne abbiamo passate di tutti i colori” ammette Stefano Passerini, presidente del Gruppo Agenti Amissima dal 2018. “Abbiamo vissuto – ricorda – situazioni drammatiche, come ad esempio quando furono arrestati i vertici di Banca Carige: un momento in cui alle difficoltà per la tenuta della compagnia si aggiungevano anche pesanti risvolti reputazionali. Io ripeto spesso che tutti coloro che sono rimasti agenti Amissima in questi anni meriterebbero una medaglia”. 

IL COVID E GLI STIMOLI A FAR MEGLIO

In questo contesto la pandemia non è stata che l’ultima delle tante avversità rispetto alla quale è arrivata una risposta forte. “Quando un anno fa è stato imposto il primo lockdown – racconta Passerini – la nostra rete ha inizialmente sofferto, come tutti, questa situazione. Ma poi ha saputo reagire in modo forte, archiviando un ottimo risultato a fine anno”. Se a marzo 2020 gli incassi delle agenzie segnavano un -18% rispetto all’anno precedente, nel corso dell’anno il gap si è via via ridotto fino a un più attenuato -4% a dicembre. “Siamo stati forgiati dalle difficoltà e lo abbiamo dimostrato proprio in quest’ultimo anno”. Nei mesi più duri dell’emergenza, spiega Passerini “come gruppo abbiamo scelto di non spingere nella richiesta alla compagnia di aiuti a fondo perduto. Abbiamo piuttosto preferito chiedere incentivi sull’attività, o maggiorazioni sugli incassi”. È una scelta che il presidente degli agenti Amissima definisce “di dignità professionale. Un contributo a fondo perduto – sostiene – avrebbe infatti tamponato momentaneamente il problema, ma non avrebbe portato alcun tipo di frutto sul lungo periodo. Era più stimolante mettere in campo azioni che ci avrebbero spronato a recuperare e a superare l’ostacolo, piuttosto che stare ad aspettare una forma di assistenzialismo senza obiettivi. Ci siamo messi in gioco – prosegue Passerini – ed è stata una scelta vincente”. La compagnia, aggiunge, “ci è stata vicino, perché ha capito che andava fatta un’iniezione di fiducia verso i propri agenti e ha messo in campo una serie di azioni commerciali, in particolare sull’Rca, che hanno portato risultati”. 



UN 2020 AL CARDIOPALMA

Ma il 2020 per gli agenti Amissima è stato un anno vissuto al cardiopalma anche per una complicata congiuntura che Passerini definisce “un cocktail micidiale”. Da un lato l’annuncio di acquisizione da parte di Hdi è arrivato in piena pandemia, dall’altro il 31 dicembre scadeva l’accordo integrativo. “C’è voluto grande equilibrio per trattare con la compagnia in un contesto così agitato, con la pandemia sullo sfondo”. Ad ogni modo, l’accordo è stato prorogato di due anni e sarà vigente fino al 31 dicembre 2022, quando gli agenti Amissima saranno pienamente parte di Hdi. 
Passerini giudica ottimi i rapporti con l’attuale dirigenza di Amissima. “Devo ammettere che il management che ho incontrato da quando sono diventato presidente è quello ideale. Persone serie, competenti, per bene, che in questi anni hanno assolutamente cercato di fare il bene della compagnia, e mai l’interesse personale. E questo per chi ricopre un ruolo come il mio è fondamentale”. 
Secondo quanto rivelato dall’ad di Amissima, Alessandro Santoliquido, nel corso del road show del 3 febbraio scorso, il passaggio definitivo ad Hdi dovrebbe arrivare tra aprile e maggio. L’acquirente troverà una rete che ha maturato una grande tempra in questi anni, e che ha mostrato una notevole capacità di adattamento e reazione. Che gruppo si aspettano di trovare gli agenti Amissima? “Lo scorso ottobre l’ad di Hdi, Roberto Mosca – spiega Passerini – ci ha scritto facendo una dichiarazione di grande apertura e dialogo, sia nei confronti dei dipendenti, sia per quanto riguarda gli agenti. Questo mi ha fatto piacere, tanto è che ho risposto accogliendo questo dialogo. Mi aspetto quindi che si possa proseguire su questa strada”. 

PRONTI AD ACCOGLIERE I NUOVI COLLEGHI

Una delle peculiarità che caratterizzano la rete Hdi è che i suoi attuali agenti non hanno mai avuto una rappresentanza di gruppo, quindi la compagnia non porta avanti trattative in forma collettiva. “Il mio obiettivo personale e come presidente di gruppo – sottolinea Passerini – sarà quello di far comprendere alla nuova dirigenza e al nuovo azionista che avere un gruppo agenti è un vantaggio non solo per gli agenti ma anche per la compagnia stessa, perché si riescono a percepire difficoltà e problemi prima che si traducano in mancati incassi e mancata produzione”. Quanto ai futuri colleghi della rete, il Gruppo Agenti Amissima vuole essere “aperto al dialogo con tutti e quindi soprattutto con gli agenti, però non vogliamo interloquire prima di aver interagito con la direzione di Hdi”. Pronti ad accogliere i nuovi colleghi ora sprovvisti di rappresentanza in un unico gruppo, magari sotto una nuova sigla? “Sarebbe la soluzione ideale – risponde Passerini – ma deve essere un percorso condiviso”.

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