CATASTROFI, ITALIANI PREOCCUPATI MA DISINFORMATI

Il Paese non percepisce ancora il rischio catastrofale, ma le famiglie sono sempre più interessate e propense ad assicurarsi, a patto di risarcimenti certi e rapidi. L'Ania presenta una doppia ricerca per capire come affrontare il pericolo derivante dalle calamità naturali

13/11/2017
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 49 Pagina: 14
In Italia, l’estensione delle polizze incendio, a copertura delle catastrofi naturali, è ancora molto limitata. Tuttavia, la maggioranza degli italiani è favorevole ad assicurarsi, a patto di risarcimenti certi, rapidi e corrispondenti al valore di ricostruzione delle abitazioni. Sono le principali evidenze di due studi condotti dall’Ania e presentati a Roma lo scorso ottobre, sull’emergenza delle catastrofi naturali e sul ruolo che il mercato delle polizze può svolgere per mitigarne le conseguenze. 
Partendo dai numeri, al 30 settembre 2016, risultavano attive 435 mila polizze per la copertura del rischio terremoto o del rischio alluvione (o di entrambi), pari a 610 mila abitazioni. In sintesi, l’ombrello assicurativo protegge appena il 2% delle abitazioni private, nonostante il 35% delle case si trovi nelle zone 1 e 2 a più alta pericolosità sismica, percentuale che sale a quasi il 55% nel caso di pericolo alluvionale. 


IL COSTO SISMICO

In particolare, sei dei dieci più costosi terremoti, verificatisi in Europa nel periodo 1970-2016, sono avvenuti nella penisola. Quello che ha colpito le Regioni del centro Italia ha causato danni per oltre 23,5 miliardi di euro, di cui 12,9 miliardi si riferiscono a edifici privati (fonte: Protezione civile), con 341 mila unità immobiliari coinvolte nel sisma (rapporto sull’attività del Commissario straordinario) e solo 966 soluzioni abitative d’emergenza consegnate, rispetto alle 3.699 casette richieste dai 51 comuni terremotati. 





UNA PROTEZIONE ANCORA POCO DIFFUSA

Secondo i dati Ania sulla copertura del patrimonio immobiliare privato, le polizze sul rischio terremoto sono 188 mila, quelle sul pericolo alluvione 185 mila e quelle che coprono entrambe le tipologie 62 mila. Un totale di 435 mila contratti assicurativi, pari a circa il 5% delle polizze sulle abitazioni e a circa il 2% del patrimonio abitativo nazionale complessivo. In conclusione, una casa su 50 è coperta da una soluzione contro i rischi di catastrofi naturali, il terremoto, un’alluvione o entrambi. 
Se da un lato, nel 2009, la dimensione del mercato assicurativo sui catastrofali era molto più contenuta (non superava i 20 mila contratti), dall’altro l’utilizzo di una polizza è ancora circoscritto a una porzione molto limitata del patrimonio abitativo, con un impatto insufficiente quando accadono eventi di significative dimensioni. 





PIÙ COPERTI AL NORD

Sulla distribuzione territoriale delle polizze, emerge come la propensione ad assicurarsi non dipenda dal grado di pericolosità della zona: l’80% delle abitazioni assicurate per le catastrofi naturali è situato nel nord del Paese, mentre nelle aree caratterizzate da un’alta o medio-alta pericolosità sismica si riscontrano le più basse incidenze di copertura. Qui l’utilizzo di appropriati meccanismi fiscali (detrazione dei premi versati e/o annullamento della tassazione sugli stessi premi) sarebbe utile per contenere il gap territoriale tra i premi. 


IGNORANZA E PREOCCUPAZIONE

Gli italiani dimostrano di non saperne molto sui rischi associati alle catastrofi naturali e neppure sul sistema dei risarcimenti; tuttavia sono sempre più preoccupati per il frequente succedersi di terremoti e alluvioni (dal 2009 si sono verificate 40 alluvioni e tre eventi sismici importanti). 
Dall’indagine GfK, realizzata a giugno, sul 72% di intervistati che dichiara di possedere almeno un’abitazione, il 34% afferma di avere la casa assicurata, il 9% una copertura che include anche il rischio catastrofale, ma la percentuale effettiva di abitazioni protette è solo il 2%. A spiegare l’ignoranza contribuisce anche il fatto che i contratti assicurativi sono spesso sottoscritti dagli amministratori dei condomini (le cosiddette globali fabbricati) e i singoli condomini non ne conoscono con precisione le clausole e le esenzioni. 





IL RISCHIO, QUESTO SCONOSCIUTO

In conclusione, gli italiani hanno una falsa percezione del pericolo: solo il 17% ritiene che la propria abitazione sia esposta al rischio di terremoti, una percentuale inferiore a quella effettiva (35%) di oltre la metà. 
Tuttavia, il 46% delle famiglie si mostra disponibile a sottoscrivere un prodotto assicurativo, purché la polizza garantisca risarcimenti certi, immediati e corrispondenti al valore di ricostruzione della casa. La platea dei favorevoli si allarga, fino a percentuali tra il 60 e il 76%, di fronte alla proposta di una polizza a un prezzo contenuto, sottoscritta con una compagnia di fiducia, in cui la valutazione del danno sia fatta da un soggetto qualificato.

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