COMPRENDERE COME STA CAMBIANDO IL GIOCO

Il Quattroruote Day di quest’anno è andato alla ricerca dei segnali di futuro riconoscibili nel presente. A partire dai comportamenti delle nuove generazioni e dalle trasformazioni in atto scaturite dalla rivoluzione digitale. Tra gli ospiti intervenuti all’evento, anche lo scrittore Alessandro Baricco, che ha condiviso una suggestiva riflessione sull’evoluzione tecnologica

22/03/2019
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 62 Pagina: 30
È imparando a osservare con attenzione i germogli del cambiamento disseminati nel tempo presente che si può iniziare a immaginare il futuro. E uno di questi germogli sono le nuove generazioni. Dopo aver indagato le potenzialità delle smart city e lo sviluppo delle driverless car, il Quattroruote Day 2019, che si è svolto il mese scorso a Milano, ha deciso di dedicare un approfondimento ai Millennial, categoria in cui convenzionalmente si inquadrano i ragazzi nati tra il 1984 e il 1995, cioè coloro che attualmente hanno tra i 24 e il 35 anni. Un importante tassello che comporrà il quadro futuro dell’automobile. 

PROTAGONISTI DEL PROPRIO TEMPO

Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati di una ricerca, Millennial alla guida, realizzata da Bain & Company attraverso interviste effettuate non solo in Italia, ma anche in Germania e Regno Unito. 
Cresciuti in un mondo con molte più incertezze rispetto a quello delle generazioni precedenti, i Millennial sono piuttosto disillusi sotto diversi aspetti: ad esempio non ambiscono al posto fisso, e tendono a rinviare le grandi decisioni della vita: sposarsi, avere figli, comprare casa, acquistare un’auto. Come ha osservato Gianluca Di Loreto, partner di Bain, questi giovani “sono iperconnessi, bombardati da informazioni: passano in media più di sei ore su internet”. Inoltre, ha spiegato, “hanno la necessità di far parte di una visione del mondo”. Avere la licenza di guida non è una loro priorità: le patenti emesse nel 2017, spiega lo studio di Bain, sono il 75% di quelle rilasciate nel 2001. L’auto viene messa al 5° posto tra le priorità di spesa, tanto nelle rilevazioni svolte in Italia, quanto in quelle effettuate in Germania e Regno Unito. 



Il numero di giovani sul totale della popolazione, in Italia, è pari al 16%, contro il 18% della Germania e il 20% del Regno Unito. In Italia i Millennial abitano prevalentemente nelle città: il 31% in metropoli, il 45% in città medio-piccole. La residenza incide molto sul rapporto con la mobiltà: “La customer journey nelle metropoli è critica, e spinge i giovani lontano dall’auto”, ha affermato Di Loreto, spiegando che “il costo della mobilità è a oggi più alto del relativo beneficio. Fino a che l’innovazione non renderà l’auto di nuovo competitiva, i Millennial guarderanno ad altro”. Gli operatori devono investire nella comunicazione: “i giovani – ha concluso Di Loreto – vogliono sentirsi parte di una storia”. 



VERIFICARE IN MODO OGGETTIVO LA QUALITÀ DEGLI ADAS

Nel corso del Quattroruote Day sono stati presentati anche i risultati dei primi test effettuati per verificare in modo oggettivo e scientifico la qualità degli Adas (advanced driver assistance systems). I test sono stati realizzati in collaborazione con Generali Jeniot, la società di servizi Iot e connected insurance di Generali Italia. “Siamo la prima realtà indipendente al mondo che testa la qualità di questi dispositivi”, ha spiegato il direttore di Quattroruote, Gian Luca Pellegrini


Da sinistra:  Francesco Bardelli, ceo di Generali Jeniot e Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote

Le prove sono state effettuate sulla pista di proprietà della rivista di Editoriale Domus, a Vairano (Pavia), con l’ambizione di stabilire uno standard per l’intera industria automotive. Il progetto, con un lavoro durato un anno, ha permesso di mettere a punto 12 prove, mirate ad analizzare il funzionamento della frenata di emergenza, che hanno tre caratteristiche fondamentali: riproducono situazioni verosimili, sono ripetibili e dunque offrono risultati comparabili. “Gli Adas – ha detto Francesco Bardelli, ceo di Generali Jeniot – migliorano notevolmente la sicurezza e possono contribuire alla diminuzione dei sinistri e della loro gravità, a condizione che funzionino correttamente. Con Quattroruote abbiamo definito un protocollo per valutare gli Adas, e testato oltre 20 modelli di automobili: anche così in Generali Jeniot e Generali Italia facciamo leva sulla tecnologia per aumentare la sicurezza”. I dati di questi primi test, ha annunciato Bardelli, “verranno poi utilizzati per personalizzare la tariffa Rca, e saranno un ulteriore elemento che si aggiungerà a quello rappresentato dallo stile di guida”. 

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