ALLIANZ, SEMPRE PIÙ FORTE E SOSTENIBILE

Il gruppo tedesco, sostenuto dai numeri record conseguiti nel 2018, e sulla base solida dei primi tre mesi del 2019, ha presentato un ambizioso progetto di riforma dell’asset allocation: investimenti totalmente a impatto zero dal punto di vista climatico entro il 2050

13/06/2019
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 65 Pagina: 28
Numeri record per il 2018, risultati sopra le attese per i primi tre mesi del 2019 e un progetto ambizioso sugli investimenti green. In poco più di una settimana, dall’assemblea degli azionisti dell’8 maggio alla comunicazione dei dati trimestrali del 14 maggio, il gruppo Allianz ha dato una chiara direzione alla sua strategia, basata sullo sviluppo sostenibile e sulla soddisfazione degli azionisti, che hanno approvato lo stacco di un dividendo pari a 9 euro per azione (+13% rispetto all’anno precedente). 
Un dividendo, anche questo, record, diretta derivazione dai conti del 2018, anno in cui Allianz ha conseguito il più alto profitto operativo della sua storia a 11,5 miliardi di euro, in aumento del 3,7% rispetto al 2017; l’utile netto attribuibile agli azionisti è cresciuto del 9,7% e ha raggiunto i 7,5 miliardi. I ricavi, anche questi i più alti di sempre, hanno superato i 130 miliardi. 



UN TRIMESTRE CHE SORRIDE

I numeri del primo trimestre sono quindi l’ideale proseguimento dell’inesorabile curva di crescita del colosso tedesco. L’utile netto attribuibile agli azionisti è risultato in crescita dell’1,6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a 1,97 miliardi di euro, più elevato delle previsioni; il risultato operativo è aumentato del 7,5% a quasi tre miliardi di euro, rispetto ai 2,8 miliardi del primo trimestre 2018. Un dato principalmente attribuibile alle buone prestazioni del segmento property & casualty, con la forte crescita dei premi, la riduzione dei sinistri da catastrofi naturali e il miglioramento dell’expence ratio. Le spese più elevate per gli investimenti nella crescita del business hanno invece portato a un lieve calo dell’utile operativo del settore dell’asset management, sotto pressione anche a causa della volatilità dei mercati. I ricavi del gruppo tedesco sono aumentati del 9,1% a 40,3 miliardi, contro i 36,9 miliardi dello stesso periodo del 2018: in questo caso è la raccolta vita e salute a fare da traino, con una crescita di quasi il 13% a 19,3 miliardi. 
Per l’anno in corso, il management prevede una performance operativa dello stesso livello del 2018, con una forchetta di +/- 500 milioni di euro. Il gruppo tedesco, inoltre, ha lanciato lo scorso 31 marzo un programma di riacquisto azioni proprie per un valore di 1,5 miliardi di euro, che si concluderà il 31 dicembre di quest’anno.


La sede di Allianz a Berlino

UN’ASSICURAZIONE CONTRO IL RISCALDAMENTO GLOBALE

Ma è guardando al futuro a lungo termine che Allianz ha annunciato strategie di grande rilievo. Il suo amministratore delegato, Oliver Baete, in occasione dell’assemblea degli azionisti, ha presentato l’ambizioso progetto sul tema degli investimenti sostenibili. Il piano si concretizza nello sviluppo di una asset allocation totalmente a impatto zero dal punto di vista climatico entro il 2050. Per farlo, la società dovrà gradualmente (ma anche velocemente) smettere di investire in azioni e obbligazioni emesse da imprese la cui attività risulti dannosa per il clima. Questo comporta trovare nuovi asset per investimenti che garantiscano i più che soddisfacenti ritorni di cui storicamente gli azionisti della compagnia godono.  
Allianz è già su questa strada da tempo e ha già ottenuto i risultati che si era prefissata: solo un anno fa, il gruppo aveva dichiarato di voler smettere di offrire soluzioni assicurative alle centrali a carbone, sia quelle già attive sia quelle in fase progettuale; anche le miniere di carbone non saranno assicurate. 
“Uno dei punti di forza del nostro impegno nei confronti della società – ha detto Baete durante la sua relazione – sono proprio le misure per combattere il cambiamento climatico che stiamo mettendo in campo: ogni cittadino, ogni organizzazione e ogni istituzione può dare il suo contributo”, ha aggiunto. 
Da parte sua, il governo tedesco prevede di ridurre le emissioni di gas serra del Paese dell’80-95% entro il 2050, rispetto al livello del 1990: per ottenere questo risultato, la Germania intende abbandonare completamente l’approvvigionamento di fonti energetiche derivanti dal carbone entro il 2038.


Oliver Baete e Michael Diekmann, rispettivamente ceo e chairman di Allianz

UNA RIVOLUZIONE PER L’ASSET MANAGEMENT

Tornando invece ai programmi di Allianz, l’amministratore delegato ha spiegato che un punto centrale nel progetto dedicato alla sostenibilità è fare in modo che tutta l’energia elettrica consumata dal gruppo, che è presente in più di 70 Paesi, in tutte le singole sedi, sia generata entro il 2023 da fonti totalmente rinnovabili. 
Guardando l’asset allocation di Allianz, a fine 2018 il gruppo poteva vantare un portafoglio di poco inferiore ai 670 miliardi di euro, investito principalmente in strumenti di debito. Come asset manager, Allianz si occupa di un patrimonio di clienti del valore di circa 1.960 miliardi, finora senza specifiche esclusioni settoriali. Queste masse, qualora fossero davvero investite tutte in finanza green, darebbero una spinta importante a un settore che è l’espressione più coerente per un mondo sostenibile. 


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