LA FINANZA SOSTENIBILE SECONDO INTESA SANPAOLO

Il gruppo illustra i risultati raggiunti in materia di tutela ambientale e inclusione sociale. E rilancia il proprio impegno: pronti 50 miliardi di euro da investire in attività green e due iniziative volte a favorire l’accesso al credito per categorie solitamente escluse dai circuiti finanziari

11/02/2020
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 71 Pagina: 16
Il gruppo Intesa Sanpaolo è pronto ad accelerare sulla finanza sostenibile. L’annuncio è arrivato lo scorso 16 gennaio a Milano, nel corso di un evento promosso proprio per illustrare i risultati raggiunti dall’istituto nella tutela ambientale e nell’inclusione sociale. E per rilanciare anche il proprio impegno in attività che vanno ben al di là del tradizionale perimetro di business.
“Il mondo risente dell’attività delle grandi imprese: come istituzione finanziaria, dobbiamo pertanto farci carico dell’impatto che le nostre azioni possono avere sul resto della popolazione mondiale”, ha affermato il presidente Gian Maria Gros-Pietro nelle battute iniziali della mattinata. “Investitori e aziende – ha proseguito – devono rispondere alle sfide del cambiamento e rivedere modelli organizzativi che hanno tenuto finora conto soltanto dell’output economico: dobbiamo iniziare a considerare la creazione di valore nel senso più ampio del termine”. Anche perché, ha chiosato, “senza sostenibilità non ci potranno essere in futuro prospettive di profitto e tantomeno di sopravvivenza”.



A SOSTEGNO DELLA GREEN ECONOMY

Il gruppo parte dalla lotta al cambiamento climatico. “Il Green Deal recentemente approvato a livello europeo prevede investimenti in attività verdi per oltre mille miliardi di euro”, ha osservato il ceo e consigliere delegato Carlo Messina. “Di questi – ha proseguito – ben 150 miliardi potranno essere attivati in Italia: noi siamo pronti a fare la nostra parte mettendo sul piatto 50 miliardi di euro per finanziare iniziative della green economy”.
L’impegno si aggiunge alle altre iniziative che Intesa Sanpaolo ha intrapreso negli ultimi anni in materia di tutela ambientale. A cominciare dal green bond da 500 milioni di euro emesso nel giugno del 2017: grazie ai proventi del titolo, l’istituto ha potuto finanziare progetti che hanno consentito di risparmiare oltre 353mila di tonnellate di CO2 ogni anno. È anche attraverso queste iniziative che, come ha ricordato Rob Kapito, presidente di BlackRock, Intesa Sanpaolo è diventata l’unica banca italiana inserita nel ristretto club del Dow Jones Sustainability Index. “Il rischio climatico è diventato un rischio di investimento: ormai è il mercato che chiede modifiche di portafoglio. Dobbiamo costruire il futuro e, come investitori, siamo chiamati a fare la nostra parte”, ha sottolineato Kapito.


Carlo Messina, ceo e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo

INIZIATIVE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

Più in generale, nel 2018 Intesa Sanpaolo ha investito 1,9 miliardi di euro in attività della green economy. Investimenti a cui si aggiunge un plafond da cinque miliardi di euro, stanziato in collaborazione con la Fondazione Ellen MacArthur, per sostenere fra 2018 e 2021 attività e imprese dell’economia circolare. Parte delle risorse sono arrivate lo scorso novembre con il collocamento di un sustainability bond da 750 milioni di euro, a fronte di una domanda pari a oltre 7,5 miliardi di euro.
Nello stesso ambito vanno poi collocati il lancio dell’Eurizon fund absolute green bond, primo strumento istituito da un asset manager italiano specializzato in mercati obbligazionari e volto a finanziare progetti legati all’ambiente, e l’inaugurazione del Circular economy lab, iniziativa promossa insieme alla Fondazione Cariplo per creare valore per le aziende clienti e sviluppare percorsi di ricerca e innovazione circolare.



L’IMPEGNO PER L’INCLUSIONE SOCIALE

Sul tema dell’inclusione sociale, invece, Intesa Sanpaolo ha realizzato nel 2018 investimenti per 62 milioni di euro, che si sono poi tradotti nella distribuzione di 8,7 milioni di pasti, nell’assegnazione di 519mila posti letto e nella fornitura di 131mila farmaci e 103mila indumenti a persone e famiglie che si trovavano in condizioni di particolare bisogno. Altri 28 milioni di euro sono andati invece a studenti universitari che hanno potuto accedere a per Merito, prestito senza garanzie lanciato lo scorso febbraio per consentire a giovani promettenti di proseguire il proprio percorso formativo in istituti d’eccellenza.



Anche in questo ambito Intesa Sanpaolo è pronta ad accelerare. Lo fa con due iniziative di inclusione finanziaria pensate per categorie solitamente sprovviste dei requisiti convenzionali per l’accesso al credito. La prima è L’impatto è donna e prevede la concessione di un prestito alle neo-mamme lavoratrici per integrare il proprio reddito o per avviare una start up: il progetto si lega a un’iniziativa di microcredito avviata in India in collaborazione con il partner locale CreditAccess, che punta a sostenere le donne e le loro famiglie nello sviluppo di piccole attività imprenditoriali. La seconda novità è invece Diritto alla pensione, programma che punta a fornire una linea di credito a persone che risultano anagraficamente vicine al raggiungimento dei requisiti per la pensione ma presentano difficoltà a versare gli ultimi contributi necessari. Entrambe le iniziative rientrano nell’ambito delle attività del Fondo d’Impatto, strumento da 250 milioni di euro che raccoglie l’eredità e l’esperienza di Banca Prossima: a leva può consentire di concedere prestiti per un totale di 1,25 miliardi di euro.

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