UNA CONVENTION FUORI DAL COMUNE

La presentazione degli obiettivi strategici 2014 di Assimoco è stata completamente affidata ai dipendenti, a cui è stata lasciata carta bianca sulle modalità espressive. Così, lo scorso 2 aprile, a Milano, si sono visti cortometraggi, sketch, parodie e canzoni, con cui sono stati illustrati i 12 punti del piano: tra questi, la dematerializzazione, nuovi stili di comunicazione, lo sviluppo del digital, una nuova proposta commerciale per banche e agenzie

30/05/2014
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 14 Pagina: 10 - 12
Cortometraggi. Sketch e gag teatrali. Parodie e canzoni. Sono soltanto alcune tra le tante sorprendenti forme espressive scelte dai dipendenti di Assimoco per presentare il piano strategico della compagnia per il 2014. A loro e non al top management, come accade di solito, è stato affidato il compito di trovare la forma migliore per comunicare i 12 obiettivi da raggiungere quest’anno. Così lo scorso 2 aprile, a Milano, i circa 240 collaboratori suddivisi in 12 gruppi (uno per ciascun obiettivo da rappresentare) hanno potuto utilizzare qualsiasi strumento comunicativo piacesse loro, con un solo punto fermo: il divieto assoluto di usare le classiche slide. Il risultato è stato un divertente susseguirsi di filmati, musicarelli e scene teatrali in perfetto stile brechtiano. Con una partecipazione quasi da stadio da parte dei dipendenti in platea, fatta di applausi, cori, acclamazioni e risate, e un entusiasmo davvero palpabile.


DA UN FUNERALE SCAMPATO ALLA RESURREZIONE

I dodici punti di cui si compone il piano strategico si potevano leggere su altrettanti totem disposti all’interno della sala. Il primo punto riguarda il percorso e l’identità della compagnia: Chi siamo: storia e mission. Per rappresentarla, i dipendenti hanno scelto di realizzare un cortometraggio che inizia con un allarme rosso che preannuncia il disastro; alcune persone con le ossa rotte finiscono al pronto soccorso, e, subito dopo, viene celebrato un funerale: “non ci resta che pregare!”, esclama uno stuolo di persone listate a lutto. Era questa la situazione di Assimoco nel 2010: una compagnia con conti da incubo, di cui in tanti avevano già annunciato le esequie. Ma dallo schermo si leva una voce: “Bisogna darsi da fare, altro che pregare!”. Da qui il passaggio al secondo punto: Le nostre realizzazioni, ovvero, come è stato possibile far risorgere la compagnia. Attraverso una parodia e l’utilizzo di gag, sono state presentate le buone performance dell’anno appena concluso: sei milioni di euro di utile nel vita, e sette milioni nel danni (risultato ante imposte), in crescita del 6,5%, e con un combined ratio sceso dal 98,1% al 90,8%. Come mostrato da un altro video, il brutto incubo del 2010, quando questo rapporto era al 140%, è ormai archiviato. 



PROPOSTA COMMERCIALE, ARRIVA EASY ASSIMOCO

Il contesto in cui operiamo, terzo punto del piano, è stato spiegato attraverso un finto telegiornale in cui sono stati snocciolati dati Istat riguardanti le pensioni e le difficoltà economiche delle famiglie, con la parte meteo a sottolineare però le “schiarite su Segrate (sede di Assimoco, ndr): per il 2014 si prevede un utile ancora in crescita”. Passando alle sfide e agli obiettivi (quarto punto), imperativi strategici dovranno essere l’ascolto e l’apprendimento, la capacità di erogazione del servizio, la flessibilità e l’efficacia commerciale. Parallelamente si lavorerà in ottica value proposition su relazione, promozione, servizio, professionalità e semplicità. Punto numero cinque è la proposta commerciale rivolta a banche e agenzie: la novità, in questo campo, è Easy Assimoco, un nuovo sistema di offerta basato sul concetto di semplicità. 


IL PASSAGGIO ALL'ERA DIGITALE

Il tema del digital (sesto punto) è stato spiegato attraverso un divertentissimo sketch realizzato come un film in bianco e nero del cinema muto, in cui si racconta il passaggio dall’epoca delle infinite risme di carta da firmare a quella della firma digitale; nel 2014, inoltre, saranno protagonisti un sito rinnovato, una nuova area clienti e, soprattutto, il tema della dematerializzazione, supportato dall’introduzione della firma grafometrica. Si è poi passati a illustrare la svolta comunicativa (punto numero sette), che prevede nuovi stili di comunicazione interna, e la prosecuzione del nuovo sistema di sviluppo del personale, iniziato nel 2013. Il successivo tema dei processi e dell’organizzazione (ottavo punto) è stato rappresentato con un musicarello in stile anni ’60, il cui motivo ricorrente è “Persone oltre le polizze”. Al nono punto, riguardante i sistemi di offerta, che ha comunicato l’apertura di 15 nuove agenzie nel 2014, è seguita la rappresentazione dell’obiettivo numero dieci, un Viaggio alla ricerca del servizio eccellente, rappresentato con una parodia della Divina Commedia girata tra le vie di Segrate: un dipendente nei panni di Dante Alighieri, con l’aiuto del Virgilio di turno riesce a trovare la propria Beatrice. Protagonista dell’undicesimo punto, Come ottimizzare il processo operativo, è stata Solvency II, spiegata in chiave “cosa sarebbe potuto accadere se…”. La conclusione è stata dedicata alle nuove opportunità e all’innovazione (punto numero 12) non solo tecnologica, ma raccontata come “attitudine a stare al passo con i tempi”: il tema è stato celebrato con una canzone (ripresa da un celebre brano di Raffaella Carrà) caratterizzato dal ritornello: “a innovare comincia tu”. 


FRECCHIAMI: TUTTI DEVONO PARTECIPARE ALL'INNOVAZIONE

L’idea di affidare ai dipendenti di Assimoco l’onore (e l’onere) di rappresentare i dodici punti del piano strategico 2014 è stata dello stesso direttore generale della compagnia, Ruggero Frecchiami, che a Insurance Review ha spiegato qual è il significato insito in questa scelta. “L’obiettivo principale – ha detto Frecchiami – era quello di far assimilare maggiormente i concetti del piano ai dipendenti, ai quali è stata lasciata la massima possibilità creativa per poterli esprimere”. La compagnia ha invitato il più possibile a partecipare, ma l’entusiasmo messo in campo “è andato oltre le aspettative, e si è propagato all’interno dell’azienda. Adesso la vera sfida – ha sottolineato – è che questa energia continui a fluire, sia nell’entusiasmo per il lavoro di tutti i giorni, sia per alimentare il ciclo innovativo”. Il dg di Assimoco lo ripete più volte: tutti i dipendenti devono partecipare all’innovazione: “non credo nei concetti calati dall’alto. Sono convinto che, applicandosi giorno per giorno, tutti i nostri collaboratori saranno in grado di capire come costruire innovazione nell’approccio al nostro distributore e al cliente. L’eccellenza è un dovere, non è un optional. Noi – ha ricordato Frecchiami – siamo una piccola società che si confronta con dei giganti: ogni giorno ci dobbiamo guadagnare l’attenzione dei nostri distributori”. È la relazione ciò che consente di apprendere, e di poter offrire un servizio di qualità: “quello che stiamo cercando di impostare – ha concluso il dg di Assimoco – è un’azienda in cui si respira un’aria positiva, che si possa trasmettere a chiunque entri in contatto con noi. Un’organizzazione che ha un proprio stile”.

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