L’ASSICURAZIONE PRONTA A GIOCARE A TUTTO CAMPO

Giovanni Liverani, presidente da meno di un anno, ha impresso un cambio di passo all’associazione: moltiplicando la propria presenza attraverso interventi e iniziative vuole imporre il settore tra gli interlocutori privilegiati del potere pubblico, alla ricerca di soluzioni comuni. L’assemblea annuale è stata un esempio lampante di questo nuovo stile di governance

L’ASSICURAZIONE PRONTA A GIOCARE A TUTTO CAMPO

Dal palco dell’Auditorium Parco della musica a Roma, lo scorso luglio, Giovanni Liverani, da pochi mesi alla guida di Ania, ha ringraziato Maria Bianca Farina, oggi presidente emerito e dal 2015 al 2024 presidente dell’associazione. Un saluto e un ringraziamento non certo di facciata, ma inserito in un ragionamento ampio sul ruolo che un’associazione come Ania dovrebbe avere nel contesto delle relazioni tra potere pubblico e operatori economici di un paese come l’Italia. “Partiamo da basi solide – ha detto – costruite grazie alla sapiente guida di chi mi ha preceduto, che desidero ringraziare per il prezioso lavoro svolto negli anni passati e per il convinto supporto che mi ha dato in questi primi mesi della mia presidenza: Maria Bianca Farina. Se oggi l’Ania può puntare a nuovi livelli di ambizione lo si deve al lavoro fatto negli anni appena trascorsi”. 
E quindi quali sono questi nuovi livelli di ambizione cui si riferisce Liverani? Il presidente, da subito, ha impresso un cambio di passo alla conduzione di Ania: una spinta dinamica fatta di presenza nel dibattito pubblico, di interventi e iniziative volte a imporre l’associazione tra gli interlocutori privilegiati del governo. 

© Ania

UN NUOVO PATTO PER L’ITALIA

Le assicurazioni, secondo la visione del presidente, non sono “una cassaforte da cui far provvista, bensì uno strumento potente, capace di risolvere problemi socio-economici endemici e onerosi nell’interesse del Paese, attraverso operazioni di partenariato pubblico-privato in cui, nel rispetto dei reciproci ruoli, si sviluppino soluzioni in sinergia e non in contrapposizione negoziale”.
L’assemblea di luglio è stata un esempio chiaro (e non isolato) del nuovo stile di governance che ha in mente Liverani. In primis, ha affermato, serve un “patto per un’Italia protetta e quindi più forte e competitiva”, un programma che si propone di individuare il contributo che le assicurazioni, in un’alleanza strategica con il settore pubblico, possono offrire per la prevenzione e la gestione di nuovi rischi, come l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento climatico.
Un altro esempio? In merito all’introduzione dell’obbligo assicurativo contro le calamità naturali per le imprese (vedi box), definita “una risposta importante e coraggiosa da parte del governo”, ha mandato un messaggio chiaro: “l’assicurazione non è una tassa occulta, ma uno scudo di protezione necessario e strumentale alla sopravvivenza delle imprese”.

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UNA VOCE SEMPRE PIÙ AUTOREVOLE

Al centro di un progetto ambizioso dev’esserci un motore forte e dinamico: ecco perché, secondo il presidente, urge una riforma della governance di Ania: “è il momento giusto per rivedere gli strumenti di governo dell’associazione – ha detto Liverani – prendendo atto delle mutate condizioni del settore e della necessità di introdurre alcuni principi importanti”. Tra questi, il “rispetto dei pesi relativi e della proporzionalità tra le associate, maggiore collegialità nelle decisioni strategiche, distinzione tra ruoli gestionali e di controllo”, con l’obiettivo di rafforzare la coesione, accrescere la rappresentatività e rendere “la voce del settore sempre più autorevole e sempre più ascoltata”.
Un’associazione con una voce sempre più autorevole è quindi pronta a dettare le proprie condizioni per fare in modo che le associate restino al centro dei progetti del Paese. Dal punto di vista patrimoniale, il settore assicurativo italiano è molto robusto (Solvency ratio a fine 2024 pari al 260%) e versa allo Stato, tra imposte dirette e indirette, oltre 12 miliardi all’anno. “Con la legge di bilancio per l’esercizio in corso – ha sottolineato Liverani – è stato richiesto alle compagnie di anticipare anno per anno per conto del cliente l’imposta di bollo”, stimabile per il solo 2025 in circa 2,5 miliardi, “un onere aggiuntivo per le compagnie”. 

FISCALITÀ: PROTEGGERE IL CAPITALE

Ma perché il sistema resti robusto, e “inattaccabile”, c’è bisogno che il capitale finanziario sia pronto a intervenire quando necessario: il capitale è il mezzo principale di produzione dell’attività assicurativa e “misure eccessive di natura fiscale o regolamentare, come ad esempio tassazioni aggiuntive che vanno nella direzione di deprimere la remunerazione di questo capitale, diminuiscono l’attrattività del settore per i mercati finanziari e quindi equivalgono, in sostanza, a indebolire il pilastro sul quale poggia il ruolo sociale stesso dell’assicurazione”, ha argomentato Liverani.
Il tema della fiscalità va di pari passo con quello della regolamentazione; secondo il presidente di Ania, è arrivato il momento di “cambiare passo e puntare sulla semplificazione”, in particolare bisogna evitare l’introduzione di nuovi obblighi, “soprattutto in iniziative chiave come la Retail investment strategy e la proposta sull’accesso ai dati finanziari, la cosiddetta Fida”, ma anche rivedere quelli esistenti. Ecco perché Liverani vuole “un irrobustimento dei presidi dell’associazione nelle sedi dell’Unione Europea e un crescente coordinamento con le associazioni di altri paesi”.

Giovanni Liverani, presidente di Ania
© Ania

CON IVASS UN RAPPORTO DI “COLLABORAZIONE E CONFRONTO”

In continuità con il lavoro fatto negli ultimi dieci anni da Maria Bianca Farina c’è anche il rapporto, più stretto e cordiale, con Ivass. Lo stesso presidente Luigi Federico Signorini l’ha definito di “collaborazione e confronto”, aggiungendo che proprio l’assemblea annuale di Ania “resterà un momento importante e fecondo di questo rapporto”.
Nel confronto con le singole compagnie sulle polizze catastrofali, invece, stanno emergendo “impostazioni concettuali diverse fra loro che andranno rapidamente valutate e approfondite”, ha sottolineato Signorini: “è indispensabile che le compagnie calibrino attentamente la propria offerta di protezione in funzione delle esigenze di copertura di ogni controparte, grande o piccola che sia”. Le offerte, ha ribadito Ivass, dovranno essere “adeguate, trasparenti e chiare”. 
Infine, un passaggio significativo sull’introduzione dell’educazione assicurativa nei programmi scolastici, un passo definito da Ivass “apprezzabile, a cui dovranno seguire interventi attuativi attenti e ben organizzati”.  
Sulla stessa linea, ovviamente, Ania: Liverani ha parlato dell’avvio di un “importante protocollo di intesa con il ministero dell’Istruzione e del merito proprio per promuovere e diffondere la cultura assicurativa nelle scuole superiori di primo e di secondo grado”.



NASCE IL POOL PER LE CAT NAT 
Dopo mesi di preparazione, Ania ha lanciato il pool assicurativo per le catastrofi naturali. L’iniziativa rientra nell’ambito del nuovo obbligo per le imprese di sottoscrivere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali.
Il pool, precisano dall’associazione “non riterrà né rischio né capitale, ma agirà in nome e per conto delle imprese consorziate, provvedendo alla negoziazione e cessione dei rischi a riassicuratori terzi, esterni al consorzio stesso, incluso il riassicuratore pubblico Sace”. L’obiettivo è garantire “un accesso più efficiente alla riassicurazione mondiale e i benefici attesi saranno una maggior efficienza e competitività che si tradurranno in una maggiore stabilità dei risultati, con vantaggi evidenti per gli assicurati”.
Liverani ha sottolineato come Ania abbia “lavorato intensamente con il mercato assicurativo per creare un sistema che porterà benefici concreti a tutto il paese. Abbiamo messo in campo – ha aggiunto – un’alleanza strategica tra pubblico e privato che aiuterà la nostra economia e il nostro territorio: siamo pronti ad offrire uno scudo di protezione alle aziende per renderle più forti e competitive”.


AGENTI, UNA RELAZIONE CHE DEVE EVOLVERE
Giovanni Liverani, nella sua prima relazione da presidente di Ania, ha fatto capire che anche la relazione con gli agenti deve evolvere: un passaggio che non era affatto scontato. Il numero uno dell’associazione delle imprese ha fatto esplicito riferimento alla necessità di “un’evoluzione dei rapporti contrattuali, che da molti anni sono in attesa di una revisione più equa, più moderna, più adeguata ai tempi”, nell’ambito di una valorizzazione del ruolo degli agenti, “che rappresentano – ha ricordato – circa il 75% del mercato danni”.
Liverani ha anche detto di voler “avviare il rinnovo del contratto collettivo nazionale per i dipendenti del settore, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità del loro lavoro, rafforzare la motivazione e rendere il mondo assicurativo più attrattivo per le nuove generazioni”. Il dialogo è quindi aperto con le organizzazioni sindacali dei dipendenti e dei dirigenti, “così come con le sigle di rappresentanza degli agenti”. Liverani si è detto “certo che si lavorerà bene per raggiungere intese di reciproca soddisfazione”.


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