PERITI, UN MESTIERE AL CAMBIO DI PASSO

In uno scenario segnato da rischi emergenti, novità normative e nuove tecnologie, i professionisti della stima del danno sono oggi chiamati a una rapida evoluzione professionale. Sulla scia dell’obbligo di copertura sulle catastrofi naturali e dell’istituzione del ruolo dedicato ai periti cat nat, Umberto Guidoni di Ania e Sestino Giacomoni di Consap analizzano quello che potrà essere in futuro il contributo della professione

PERITI, UN MESTIERE AL CAMBIO DI PASSO

L'evoluzione dello scenario di mercato pone la necessità di un cambio di passo per i professionisti delle perizie assicurative. In un panorama reso sempre più complesso da rischi emergenti, produzione normativa e nuove tecnologie, c’è infatti oggi il bisogno di andare al di là della semplice valutazione del danno per acquisire tutte le competenze necessarie per governare e gestire la complessità del momento e confermarsi, in questo modo, un partner autorevole, affidabile e indipendente per clienti e compagnie assicurative. Le principali associazioni di categoria, come emerso a più riprese anche sulle pagine di questa rivista, si dicono da tempo pronte a una simile novità. E pure per tutti gli altri operatori del settore è ormai arrivato il momento di un’evoluzione tecnica e professionale per i periti assicurativi.
“In un mercato sempre più complesso, caratterizzato dalla crescente sofisticazione dei prodotti, dall’evoluzione normativa e dall’introduzione di nuove tecnologie, il ruolo del perito si è progressivamente ampliato”, osserva Umberto Guidoni, condirettore generale di Ania. “Non si tratta più soltanto di quantificare un danno, ma di operare – prosegue – come una figura tecnica altamente specializzata, capace di interpretare correttamente le condizioni contrattuali, di analizzare scenari articolati e di garantire una certa uniformità applicativa”.

Umberto Guidoni, condirettore generale di Ania

LA SPINTA DELLA NORMATIVA

La normativa ha senza dubbio impresso una spinta decisiva all’evoluzione del mestiere di perito assicurativo. Molto è arrivato dalla legge di Bilancio 2024 che, come ricorda Sestino Giacomoni, presidente di Consap, “ha previsto l’obbligo di copertura contro i rischi catastrofali per le imprese e per gli immobili che hanno potuto beneficiare del Superbonus”. La novità, seppur attesa per anni dal mercato, si è posta fin da subito come una sfida decisiva per i professionisti della valutazione del danno: difficile infatti pensare che la norma possa essere efficace senza una rete di periti assicurativi, competenti e qualificati diffusa, su tutto il territorio nazionale. Ecco allora la necessità di uno scatto evolutivo per i professionisti del settore, che possa contribuire a tradurre il nuovo obbligo di legge in uno strumento concreto di protezione per il Paese.
In futuro, il bisogno di simili figure potrebbe rivelarsi addirittura maggiore. “Con la prospettiva di una progressiva estensione dell’obbligo assicurativo a tutte le abitazioni private, diventa imprescindibile disporre di una rete qualificata di periti”, osserva Giacomoni. “Senza una struttura tecnica solida – aggiunge – qualsiasi schema di collaborazione fra pubblico e privato rischierebbe di generare inefficienze operative”.

L’IMPEGNO DELL’ANIA

La sfida del settore è ben chiara anche ad Ania. “L’entrata in vigore del nuovo obbligo assicurativo apre per la professione scenari nuovi e più sfidanti”, commenta Guidoni. “L’ampliamento della platea degli assicurati e la gestione di sinistri di ampia portata – prosegue – richiederanno competenze sempre più specialistiche e nuove capacità organizzative”. In definitiva, secondo Guidoni, “una gestione efficiente, rapida e trasparente dei sinistri catastrofali diventerà un elemento decisivo non solo per la tenuta tecnica del sistema assicurativo, ma anche per la tempestiva ripartenza delle imprese e dei territori colpiti”.
Proprio per sostenere i professionisti del settore in questa sfida, l’associazione sta lavorando alla costituzione di una task force del mercato assicurativo che si attiverà in occasione di eventi catastrofali, con l’obiettivo, dice Guidoni, di “facilitare e velocizzare lo svolgimento delle operazioni peritali nelle aree maggiormente colpite dal sinistro”. A tutto ciò si aggiunge poi il dialogo costante con le principali associazioni di categoria, così come il lancio di iniziative volte all’innalzamento degli standard professionali di chi si occupa di perizie assicurative.

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IL RUOLO DEI PERITI CAT NAT

Un’altra importante novità normativa è arrivata lo scorso marzo, con la promulgazione della legge n. 40/2025 che ha istituito presso la Consap il Ruolo dei periti per i danni catastrofali. Per Giacomoni, si tratta di “un passaggio storico: fino a oggi non esisteva infatti un albo nazionale strutturato per la stima dei danni da eventi calamitosi”. La creazione del ruolo, prosegue, garantirà “interventi più rapidi, valutazioni omogenee su scala nazionale, maggiore certezza dei risarcimenti e tutela contro l’improvvisazione e l’abusivismo”. La legge prevede l’adozione dei decreti attuativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore. “Siamo in dirittura di arrivo”, assicura Giacomoni.
Consap ha collaborato attivamente con il governo per definire elementi come il modello organizzativo e digitale di gestione, e i criteri di accesso al ruolo. Proprio in merito a quest’ultimo punto, la concessionaria pubblica si è avvalsa anche del confronto tecnico con Aipai, Anpre, Assiprovider e Cineas per definire requisiti chiari di accesso come la comprovata esperienza professionale, le competenze specifiche sui danni da eventi calamitosi, i requisiti di onorabilità e indipendenza, la formazione tecnica specialistica e l’aggiornamento continuo.

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LA NECESSITÀ DI INTERVENTI RAPIDI

Giacomoni stima che “circa 3.000 professionisti possano essere interessati a richiedere l’accesso al ruolo”. In ogni caso, aggiunge, “l’obiettivo è garantire qualità, competenza e affidabilità”.
Basteranno per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese colpiti da una catastrofe naturale? Ania, in questo caso, è un po’ scettica. “Abbiamo la convinzione che la previsione di una nuova figura di perito specializzato in danni catastrofali non aggiungerebbe valore alla professionalità della categoria, rischiando anzi di portare solo a un irrigidimento del sistema”, afferma Guidoni. “Spesso, in occasione di eventi calamitosi, l’esigenza del comparto assicurativo è quella di fare affidamento sul maggior numero possibile di periti per consentire la celerità delle operazioni di valutazione del danno: la costituzione di un ruolo dei periti specializzati in sinistri catastrofali, con criteri di accesso rigidi e predefiniti, potrebbe rendere più complessa la procedura di reperimento del maggior numero possibile di professionisti”, sostiene Guidoni.

Sestino Giacomoni, presidente di Consap
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UN VANTAGGIO PER TUTTO IL MERCATO

Ad ogni modo, a prescindere dalle valutazioni di merito, lo sviluppo professionale del mestiere di perito può tradursi in un beneficio tangibile per l’intero mercato. “Anche i periti, al pari delle compagnie di assicurazione, sono chiamati a un percorso di evoluzione e aggiornamento continuo”, commenta Guidoni. Tutto ciò potrebbe alla fine riverberarsi anche sull’operatività di business delle compagnie assicurative. “Una funzione peritale sempre più qualificata e aggiornata contribuirà a garantire maggiore accuratezza nelle valutazioni del danno e, di conseguenza, una maggiore efficienza dei processi liquidativi”, chiosa Guidoni.
In chiusura Giacomoni torna invece a rimarcare il ruolo di garanzia che i periti ricoprono nel mercato assicurativo. “La sua funzione è assicurare trasparenza, imparzialità e correttezza nella valutazione del danno e nella determinazione dei risarcimenti”, osserva il presidente di Consap. “Una perizia qualificata, indipendente e fondata su criteri oggettivi – prosegue – è essenziale per ridurre il contenzioso, contenere le inefficienze e rafforzare la fiducia tra assicurati e compagnie”. Per questo, secondo Giacomoni, l’istituzione del ruolo dei periti catastrofali è una buona notizia per tutti. “Non si tratta solo di un registro professionale, ma di un pilastro dell’ecosistema di resilienza che il paese deve costruire”, afferma. “Senza una perizia qualificata non c’è risarcimento equo. E senza risarcimento equo – conclude – non c’è ricostruzione”.


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