UNIPOLSAI, FUSIONE IN CORSO

Per l’integrazione definitiva tra le strutture di Unipol e Fonsai serviranno ancora due anni di lavoro, ma secondo l’ad della compagnia, Carlo Cimbri, i primi risultati sono già visibili: due su tutti, l’aumento di capitalizzazione dell’azienda e la distribuzione di 550 milioni di dividendi ai soci. Ma la magistratura getta un’ombra sugli sviluppi: le indagini riguardano alcuni presunti illeciti legati alla valutazione patrimoniale antecedente all’operazione

30/06/2014
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 15 Pagina: 18 - 20
A UnipolSai servono ancora due anni di intenso lavoro per concludere, dal punto di vista industriale, il complesso cammino che ha portato alla nascita della prima compagnia assicurativa danni in Italia, operativa a tutti gli effetti dal 6 gennaio di quest’anno. “Un progetto coerente nel tempo”, lo ha definito l’amministratore delegato Carlo Cimbri nel corso dell’assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 29 aprile a Bologna. Ripercorrendo le principali tappe dell’operazione, Cimbri ha messo l’accento sul fatto che “il progetto industriale originario è rimasto invariato durante i 24 mesi dell’iter autorizzativo. L’integrazione della struttura di Unipol con quella di Fonsai – ha aggiunto – è in itinere, ma è in fase più avanzata di quanto avessimo prospettato all’inizio di questo percorso”.



Carlo Cimbri amministratore delegato di UnipolSai

AUMENTO DI VALORE PER 4,3 MILIARDI

Ai soci presenti in assemblea, Cimbri ha voluto sottolineare quanto il progetto sia “fondato su sinergie industriali e solidità patrimoniale”, con l’obiettivo di “creare valore per tutti gli azionisti secondo una logica finanziaria e di gestione del rischio. Molti risultati sono già visibili”. Il più evidente è la creazione di valore dell’azienda: oggi UnipolSai capitalizza 7,4 miliardi di euro, prima della distribuzione di 550 milioni di dividendi. Si tratta di 4,3 miliardi in più rispetto al valore del 2011 delle singole società coinvolte nella fusione (Unipol Assicurazioni, Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni, Premafin). Il numero uno di UnipolSai ha ricordato che l’operazione “è stata finanziata tutta con equity, attraverso aumenti di capitale richiesti al mercato: 1,7 miliardi di euro, quasi il doppio del totale degli aumenti di capitale realizzati successivamente dalle società quotate italiane nel loro complesso. Tutte risorse confluite nell’odierna UnipolSai – ha sottolineato – e che per 550 milioni verranno ridistribuiti agli azionisti”. I dividendi, che hanno ricevuto il via libera dall’assemblea, prevedono un pagamento di 0,19 euro per ciascuna azione ordinaria (in totale 440 milioni di euro), 19,64 euro per ciascuna azione di risparmio A (in totale circa 25 milioni di euro) e 0,22 euro per ogni azione di risparmio B (in totale 85 milioni di euro). Dal 30 gennaio 2012, giorno in cui venne annunciato l’avvenuto accordo Unipol-FonSai, chi ha seguito gli aumenti di capitale ha guadagnato dal 90%, nel caso delle azioni Unipol ordinarie, e fino al 513% delle Milano Assicurazioni risparmio. Chi invece ha comprato durante gli aumenti di capitale ha guadagnato tra il 168% per le azioni Fonsai ordinarie e il 404% per le azioni Unipol privilegiate.




DODICI AUTORIZZAZIONI OTTENUTE DALLE AUTORITA' DI VIGILANZA

Quanto al contesto in cui è avvenuta l’operazione, Cimbri ha ricordato il “quadro regolamentare complesso”, segnato da 12 autorizzazioni ottenute da varie Autorità di vigilanza italiane ed europee, e da oltre 1.500 pagine di documenti informativi e prospetti pubblicati. “Abbiamo adempiuto a prescrizioni di inusitato rigore – ha affermato Cimbri – e totalmente nuove per il panorama assicurativo italiano”. Su questo fronte, il passaggio più noto riguarda la richiesta dell’Antitrust di cedere 1,1 miliardi di premi danni della Milano Assicurazioni per portare le quote di mercato sotto quota 30% su ogni singolo ramo ministeriale a livello nazionale e per ogni provincia. “Pur non condividendo la rigidità quantitativa che ci è stata prescritta – ha aggiunto Cimbri – il gruppo si è adeguato trovando una soluzione con Allianz Italia”.


ADDIO AL MARCHIO MILANO ASSICURAZIONI

Proprio su quest’ultimo fronte, lo scorso 24 aprile, l’accordo sulla cessione degli asset è stato raggiunto anche con le organizzazioni sindacali (Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca, Fna, Snfia) dopo una lunga trattativa proseguita a oltranza. I lavoratori coinvolti vedranno l’applicazione della normativa Allianz, e gli scostamenti economici (e in parte normativi) saranno compensati attraverso i contributi sia dell’UnipolSai (una tantum) sia da parte di Allianz. L’operazione di acquisizione del ramo d’azienda da UnipolSai non ha determinato situazioni di eccedenze di personale. Allianz ha poi confermato che, tranne pochissime eccezioni, l’operazione non comporterà alcun cambiamento di sede per i lavoratori interessati. Nel trasferimento sono coinvolte in tutto 729 agenzie, 487 dipendenti (di cui dieci dirigenti, 54 funzionari e 423 impiegati) addetti alla rete distributiva, e il relativo portafoglio di polizze assicurative nel ramo danni. Non saranno gli unici lavoratori a dover salutare la Milano Assicurazioni. Anche coloro che resteranno all’interno del gruppo bolognese dovranno dirgli addio: “il marchio Milano non lo utilizzeremo più. Lo ritiriamo dal mercato”, ha spiegato Cimbri a margine dell’assemblea, specificando che “per ora continuerà a sopravvivere fino a quando non sarà ultimato definitivamente il trasferimento delle filiali ad Allianz. Successivamente – ha concluso l’ad di UnipolSai – non lo utilizzeremo più nemmeno a livello divisionale”. 

Perquisizioni a Bologna: Cimbri indagato per aggiotaggio 

Lo scorso 20 maggio, la sede bolognese di UnipolSai è stata perquisita dalla Guardia di Finanza, su mandato del pm milanese Luigi Orsi, in relazione a presunti illeciti nella fusione tra Unipol Assicurazioni, Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni e Premafin. Risultano indagati per aggiotaggio l’ad della compagnia, Carlo Cimbri e altri tre manager: Roberto Giay, già ad di Premafin Finanziaria; Fabio Cerchiai, ex presidente del cda della Milano, e Vanes Galanti, ex presidente del cda di Unipol. Nel corso dell’operazione, è stato disposto il sequestro di 20 computer della società; altri 45 pc sono stati sequestrati presso la sede della Consob, il cui operato è sotto la lente della magistratura. Gli inquirenti indagano in merito alla valutazione patrimoniale della compagnia bolognese antecedente alla fusione, in particolare per quanto riguarda il portafoglio titoli strutturati. Nella serata dello stesso 20 maggio, UnipolSai ha diramato un comunicato con cui ha voluto rimarcare la correttezza della fusione, conclusa “dopo un iter durato circa due anni – sottolinea la compagnia – nel corso dei quali sono state ottenute tutte le autorizzazioni e approvazioni, previste dalla vigente normativa, da parte delle Autorità di Vigilanza competenti, la società auspica tempi brevi per la conclusione di dette indagini che, si è certi, confermeranno l'assoluta correttezza e trasparenza dell'operato del gruppo Unipol e dei propri rappresentanti”. A UnipolSai “non è mai pervenuta dall'Autorità giudiziaria nel corso degli ultimi due anni e fino alla data odierna alcuna richiesta di informazioni o chiarimenti in merito all'operazione di fusione”.

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