GAZ, LA QUARTA VOLTA DI ENRICO ULIVIERI

Ancora un mandato per l’agente che dal 2007 sta guidando gli intermediari di Zurich in Italia. Al congresso di Zurigo, la lista del presidente uscente ha ottenuto la fiducia del 70% dei delegati. La priorità del numero uno del gruppo è rilanciare la professionalità della rete attraverso l’innovazione

GAZ, LA QUARTA VOLTA DI ENRICO ULIVIERI hp_stnd_img
👤Autore: Redazione Review numero: 18 Pagina: 30 - 31
Il gruppo Agenti Zurich sceglie la continuità e rielegge presidente Enrico Ulivieri, il numero uno uscente. 
Si tratta di una riconferma piena che avviene a due anni di distanza dall’ultima assise di Bologna. 

Per Ulivieri si profila quindi un altro mandato: è la quarta volta consecutiva che gli agenti Zurich gli affidano il compito di rappresentarli presso la compagnia, gli organismi sindacali e di fronte alle istituzioni. 
In occasione della XXVI Assemblea Generale, svoltasi a Zurigo, dal 19 al 21 settembre scorsi, contrariamente al passato si è giocata una battaglia vera tra due candidati. L’assise dopo la presentazione delle candidature e il dibattito assembleare ha premiato nell’ultima giornata di congresso, con una maggioranza netta pari a oltre il 70%, la lista presentata da Ulivieri che comprende, oltre al presidente, Marco Manfredini di Viareggio, Paolo Revel di Torino, Giovanni Previtali di Bergamo e Giuseppe Lottini di Firenze. I supplenti del comitato esecutivo saranno Samuele Antinori, agente di Macerata, Stefano Bosco di Alba e Rocco Principe di Cosenza. A completare il consiglio direttivo c’è stata anche la designazione dei delegati territoriali: i nomi sono quelli di Marco Peressi di Novara (area nord-ovest), Annalisa Folli di Imola (area nord-est), Andrea Pieri di Montecatini (area centro e Sardegna) e Michele Mainolfi di Benevento (area sud e Sicilia). 


ADESIONI RECORD

Il congresso che ha testimoniato, nonostante le iniziali critiche, la grande vitalità del gruppo agenti Zurich capace di attirare nella capitale svizzera un numero inaspettato di intermediari.
Il numero di agenti presenti ha superato abbondantemente le 200 unità e, sommando le deleghe, i voti disponibili sono stati oltre 400, sfiorando un’adesione pari al 90% delle agenzie iscritte.
Lo stesso presidente ribadisce la straordinarietà della cosa: “in tre mandati – ha detto Enrico Ulivieri – non mi è mai capitata un’adesione così alta. Questo ci rende molto soddisfatti, a testimonianza che l’andare per la prima volta nella nostra ormai lunga storia a ‘casa nostra’, addirittura a pochi metri dalla sede centrale della multinazionale che con orgoglio rappresentiamo sia stato interpretato magnificamente dalla stragrande maggioranza dei nostri iscritti”.
Le ragioni del calore intorno all’assise sono tante: a partire dall’agenda ricca di interventi, da quello del consulente legale del gruppo, l’avvocato Andrea Bullo, che ha ripercorso le trasformazioni dell’intermediario assicurativo avvenute a seguito delle modifiche normative dal 2006 a oggi, per arrivare al confronto con l’amministratore delegato per l’Italia Camillo Candia. Molto apprezzato è stato l’intervento di Patrick Cohen, recentemente nominato head of customer and distribution per il general insurance. Il top manager, nel dichiarare la grande importanza che il mercato italiano rappresenta per Zurich, ha confermato l’intenzione di inserire l’Italia tra i principali Paesi dove aumentare gli investimenti.


IN DIFESA DEL PROPRIO RUOLO

Il tema del congresso è stato quindi quello di ribadire la centralità dell’intermediario assicurativo nel mercato italiano: un concetto che, secondo gli agenti italiani, dovrà essere tenuto ben presente dalla compagnia quando si dovranno prendere le future decisioni. A fronte di una concorrenza sempre più pressante di altri canali con diverse modalità di vendita, gli intermediari italiani di Zurich desiderano continuare a essere considerati fondamentali e assolutamente centrali nelle scelte future dell’importante multinazionale elvetica. 
Ulivieri è presidente continuativamente dal 2007 e in questo periodo molto è cambiato nel mondo della distribuzione. “Dal 2007 a oggi – spiega – è cambiato il mercato. Siamo passati, per esempio, da agenzie che si autofinanziavano grazie al preconto provvigionale ad agenzie che invece devono cavarsela con la provvigione annuale; da una quasi totale mancanza di tecnologia nel lavoro quotidiano a una presenza sempre più permeante dei sistemi tecnologici nello svolgimento della nostra professione. Siamo passati da un sostanziale monopolio nell’offerta dei prodotti assicurativi sul mercato, a un regime molto più concorrenziale. Concorrenza che a breve rischierà addirittura di aumentare in maniera esponenziale: a Poste e banche probabilmente si aggiungeranno importanti catene di distribuzione senza dimenticare la possibilità per le case automobilistiche di vendere auto ‘già assicurate’. È chiaro che nel prossimo futuro noi agenti d’assicurazione saremo chiamati a difendere con maggiore decisione il nostro ruolo”.
Il congresso ha confermato anche, “l’assoluta necessità di guidare e non subire le grandi trasformazioni in atto nella nostra attività, anche attraverso un deciso rinnovamento dei sistemi informatici dell’agenzia”. 
Per questo, infine, è emersa l’esigenza di predisporre un accordo integrativo poliennale a favore delle agenzie. 
Si tratta sicuramente di sfide importanti da affrontare che sono state affidate alla squadra guidata da Enrico Ulivieri.


IL CONTRIBUTO DEI GRUPPI AGENTI

In questi anni, sostiene Ulivieri, il contributo dei gruppi agenti è stato essenziale per cercare di fare cultura e trasmettere la necessità di cambiare il modo di approcciare il mercato. “È fondamentale riuscire a mantenere ciò che ci differenzia dagli altri mercati europei e mondiali, cioè la relazione con il cliente. Non è accettabile che l’intermediario si limiti a essere un semplice collocatore di prodotti, fine a se stesso: l’intermediario, al contrario, deve potersi relazionare con il cliente per poter offrire un servizio efficiente e prodotti sempre di maggior qualità: il tutto, ci auguriamo, anche grazie al contributo di un grande marchio come quello di Zurich”. 



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