UNAA, UN NUOVO GRUPPO IN CASA ALLIANZ

Il Gaav cambia nome e diventa Unione Agenti Allianz: a guidarlo è Maurizio Casalegno. Il neo eletto presidente spiega a Insurance Review i progetti per il futuro del gruppo, forte dell’eredità dei 15 anni di Pierangelo Colombo alla presidenza. E con la volontà di massima collaborazione con gli altri gaa della stessa mandante

UNAA, UN NUOVO GRUPPO IN CASA ALLIANZ

Unione Agenti Allianz (Unaa). Si chiama così il gruppo agenti che riunisce gli intermediari della ex rete italiana di Aviva. A guidarlo per i prossimi anni è Maurizio Casalegno, eletto nel corso del congresso, che si è svolto a fine settembre a Roma. Il titolo scelto per l’appuntamento, Un gruppo che ha fatto la storia, una storia scritta insieme ha voluto testimoniare quanto significativa sia l’attuale fase di transizione. A fine anno, infatti, la compagnia Allianz Next sarà fusa per incorporazione in Allianz Spa
Casalegno raccoglie la forte eredità di Pierangelo Colombo, il quale ha guidato la rappresentanza per 15 anni, e che all’ultimo congresso è stato acclamato presidente emerito. 
Il gruppo agenti, lo ricordiamo, con la cessione delle attività italiane di Aviva è passato dapprima sotto le insegne di Allianz Viva, e successivamente, dopo l’approdo in Allianz dei colleghi della rete Tua, sotto il logo di Allianz Next; gli agenti Unaa, inoltre, hanno tutti anche un altro mandato con Cnp Assurances, compagnia che aveva rilevato il portafoglio vita di Aviva. 

UN GRUPPO ANCHE PER CNP

“Il congresso di Roma – spiega Casalegno a Insurance Review – segna un importante passaggio di denominazione del nostro gruppo, e arriva alla luce del progetto di fusione di Allianz Next in Allianz Spa. Diventando un gruppo che sempre più esplicitamente si richiama ad Allianz abbiamo voluto evitare imbarazzi con la nostra altra mandante, Cnp. Per questo, oltre al cambio di denominazione, abbiamo deliberato di creare un nuovo gruppo agenti per Cnp: sarà fondato a dicembre”. Per praticità il gruppo sarà inizialmente una sorta di clone dell’Unaa, con un primo periodo di uno-due anni gestito ad interim con gli stessi agenti e la stessa struttura dell’Unione Agenti Allianz anche perché praticamente tutti gli agenti Aviva avevano il mandato vita, e di conseguenza sono tutti diventati agenti Cnp. “Probabilmente io farò il presidente pro-tempore del nuovo gruppo, in attesa di capire come strutturarlo. Il gruppo sarà autonomo e indipendente, anche se inizialmente sarà un calco dell’Unione Agenti Allianz”, precisa Casalegno.

AL LAVORO SULLA CONVERGENZA DEI PRODOTTI

Quanto alla fusione di Allianz Next in Allianz Spa, non sarà una pura formalità. “Per noi il cambiamento sarà soprattutto a livello di prodotto, e in misura minora in termini di operatività”. Un passaggio chiave sarà il lavoro per creare una convergenza tra i prodotti delle due compagnie. “Abbiamo convenuto con la mandante – spiega Casalegno – di provare a trasformare tutti i prodotti in essere di Allianz Spa in qualcosa che recepisca la storia e l’operatività di vendita di Aviva e di Tua”. Per lavorare su questo aspetto sono stati avviati, dalla fine giugno, una serie di tavoli di lavoro (che sono stati chiamati tavoli di convergenza) con gli altri gruppi agenti della stessa mandante, l’Associazione Agenti Allianz, il Gruppo Agenti Allianz e Unit. L’obiettivo è quello di creare dei prodotti condivisi tra le due macro aree delle reti che ora si fonderanno. I prodotti Allianz Next, osserva Casalegno “sebbene siano in sé per sé sono molto simili a quelli di Allianz Spa, nella proposizione di vendita sono completamente diversi. Sono differenze che riguardano principalmente il settore danni retail, mentre per l’auto l’Ivass ci obbliga ad avere una tariffa unica già dal primo giorno in cui sarà effettiva la fusione”. Negli auspici, i primi prodotti di convergenza potranno essere pronti per la seconda parte del 2026, per poi completare il percorso durante il 2027. 

Maurizio Casalegno, presidente dell’Unione Agenti Allianz 
© Insurance Connect

L’IMPORTANZA DEL RICAMBIO GENERAZIONALE

Sarà dunque un lavoro lungo e intenso quello che andrà svolto all’interno dei tavoli di convergenza. Un’attività che si somma a quella da svolgere in parallelo per la creazione del gruppo agenti Cnp. “Quello della rappresentanza di categoria è un lavoro complesso – ammette Casalegno – soprattutto in un momento come questo, in cui l’associazionismo sembra essere entrato un po’ in crisi. Questo è dovuto sia al fatto che gli impegni sono veramente tanti, sia perché è un po’ calato l’appeal. Fino a qualche anno fa le riunioni in presenza rappresentavano un’occasione per incontrare fisicamente i colleghi e i vertici di compagnia, e recarsi di persona presso le direzioni. Oggi le tante riunioni online hanno un appeal decisamente diverso”. 
Un presidente giovane come Casalegno dimostra tuttavia che il fascino per l’associazionismo non si è affatto spento, e che è possibile creare modalità innovative per coinvolgere le nuove generazioni nella vita del gruppo agenti. Su questo aspetto negli ultimi anni è stata stretta una forte collaborazione con l’Unione Europea Assicuratori (Uea), il cui presidente, Mario Cipriano, è un componente attivo proprio dell’Unaa. 
“La nostra collaborazione con Uea, a cui anche io tra l’altro sono iscritto, poggia su diverse basi. La prima – spiega Casalegno – è che molti agenti tra le nostre fila sono iscritti anche a Uea, associazione di cui, come gruppo, siamo soci sostenitori, e alle cui attività abbiamo sempre partecipato attivamente. In secondo luogo, anche noi come Unione Agenti Allianz siamo convinti che si debba spingere affinché i giovani lavoratori di agenzia possano partecipare alle attività del gruppo agenti. Mi riferisco ai giovani tutti, non solo agli agenti, ma anche ai collaboratori iscritti in sezione E”. L’idea è quella di far partecipare i giovani che lavorano presso le agenzie Unaa alle attività delle commissioni tecniche, e più in generale alla vita associativa per sostenere e agevolare un ringiovanimento complessivo. Come osserva Casalegno, “se un giovane inizia a vivere l’attività del gruppo agenti, può iniziare a interfacciarsi anche con il mondo della compagnia. E se anche le compagnie si aprissero di più alla partecipazione dei subagenti, vedendoli non come portatori d’acqua ma come portatori di idee, ciò sarebbe di grande stimolo per coloro che si affacciano alla professione, un grande passo in avanti verso un più complessivo ricambio generazionale”. 

COLLABORAZIONE CON GLI ALTRI GRUPPI AGENTI

Tornando all’ultimo congresso, un momento importante dell’assise romana è stata la tavola rotonda che ha messo a confronto i quattro gruppi agenti della galassia Allianz. Il sogno non nascosto di Casalegno è che si possa arrivare, un giorno, all’unificazione di tutti i gruppi. “La nostra scelta di chiamarci Unione Agenti Allianz è frutto anche del mio modo di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, il più possibile. La decisione di mettere la parola unione nella nostra nuova denominazione è una scelta politica forte, perché noi crediamo in una fortissima collaborazione di tutti i gruppi agenti”. 
“I nostri rapporti – prosegue Casalegno – sono ottimi con la Unit di Gianfranco Macchione, e sono buoni anche con la Tripla A di Ennio Busetto. Con il Gruppo Agenti Allianz di Paolo Sacchi c’è qualche difficoltà di rapporti: spero davvero che il nostro gruppo possa rappresentare un punto di mediazione e di incontro. Spesso ci sono posizioni non distanti, ma in cui ognuno vuole fare la punta alla matita: ma a furia di fare la punta alla matita, la matita diventa sempre più corta, e poi scompare”. 
La volontà di massima a collaborare tutti verso comuni obiettivi, ad ogni modo, c’è. “Durante la tavola rotonda al nostro ultimo congresso, due veterani come Dario Piana e Pierangelo Colombo hanno spinto molto sul concetto del camminare insieme. Mi rendo conto che sono percorsi complessi, che vanno costruiti con pazienza. Del resto anche la Tripla A e il Gruppo Agenti Allianz ci hanno messo una decina di anni a costituirsi attraverso una fusione tra gruppi. Fare un ulteriore passo – ammette Casalegno – sarà lungo. Credo che il percorso più facile da avviare sarà quello con Unit”. 


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