IL VALORE DELLA CONTAMINAZIONE

Insurance Skills Jam – Il convivio assicurativo, Nata nel 2009, rappresenta ormai un punto di riferimento in termini di occasioni di confronto e scambio culturale. Andrea Bertalot (presidente), Orazio Rossi (segretario generale) e Sergio Stolfa (tesoriere) fanno il punto con Insurance Review sulla strada percorsa finora, e sugli obiettivi futuri

IL VALORE DELLA CONTAMINAZIONE hp_stnd_img
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 84 Pagina: 52
Fare in modo che la contaminazione creata dallo scambio di esperienze tra percorsi professionali diversi possa far nascere idee in grado di stimolare un’evoluzione del mercato assicurativo. Da quasi dodici anni è questa la mission di Insurance Skills JamIl convivio assicurativo, associazione senza scopo di lucro che si propone di favorire il confronto in ambito assicurativo attraverso interscambi culturali, strutturati all’interno di seminari e convegni. L’associazione, fondata a Milano nell’ottobre 2009 e guidata per anni da Marco Marello, è attualmente presieduta Andrea Bertalot (vice direttore generale di Reale Mutua), e accoglie personalità di varia provenienza all’interno del settore assicurativo. Tra questi Orazio Rossi, country president di Chubb in Italia, che fa parte del direttivo di Insurance Skills Jam con la carica di segretario generale, e Sergio Stolfa, membro di direzione del Gruppo Lercari, che dell’associazione è (oltre che socio-fondatore) il tesoriere. 
Insurance Review ha parlato con Bertalot, Rossi e Stolfa per fare il punto sull’attività dell’associazione che, sebbene nell’ultimo anno abbia dovuto ricalibrare le proprie attività a causa del Covid, prosegue speditamente nella sua proposta convegnistica e di scambio culturale, e continua a macinare idee. 

UNO STIMOLO PER IL SETTORE

Il nome Insurance Skills Jam ha un significato per ognuna delle parole che lo compongono, spiega Andrea Bertalot: “insurance perché ci rivolgiamo al settore assicurativo, skills perché raccogliamo i contributi di professionalità delle persone che ne fanno parte, e jam perché vogliamo fare in modo che ci sia uno spazio di libero confronto tra esperienze molto diverse. Più di recente abbiamo voluto valorizzare anche la seconda parte del nostro nome, Il convivio assicurativo, nato da un’apprezzabile un’idea di Sergio (Stolfa, ndr): con questa espressione abbiamo voluto riassumere la natura di network e il piacere di stare insieme e di confrontarci”. 
La finalità dell’associazione, aggiunge Orazio Rossi, “è quella di essere un centro di risonanza e di discussione su temi rilevanti per l’assicurazione, ma anche di attrarre ed essere interessanti per chi non fa strettamente parte di questa industry, supportati dal fatto di lavorare in un ambito che richiede una pluralità di competenze e un’ottica multidisciplinare. Abbiamo anche l’ambizione di sottolineare e valorizzare il ruolo che le assicurazioni hanno come motore dello sviluppo non solo economico, ma anche sociale. Vorremmo inoltre stimolare il settore a fare in modo che l’industry assicurativa diventi molto più attrattiva di quanto non sia ora, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni che dobbiamo imparare a far appassionare”.
Sergio Stolfa, memoria storica dell’associazione, ricorda che il modello a cui ci si è ispirati quando è stata costituita è stato quello del club di matrice anglosassone. Inizialmente la connotazione era più sbilanciata verso il mondo industriale (sinistri e sottoscrizioni). Ma col tempo, la pluralità di argomenti affrontati e la necessità di diversificare le attività hanno fatto sì che la base associativa si allargasse a varie famiglie professionali. “Uno dei nostri sforzi – spiega Stolfa – è stato proprio quello di abbattere le barriere che separano le varie culture professionali all’interno del mondo assicurativo. Siamo una libera associazione senza fini di lucro, quindi abbiamo il vantaggio di non dover promuovere nulla che non sia lo scambio culturale e il meticciato culturale, rappresentato nel jam del nostro nome”. 



LA MIGRAZIONE ONLINE DELLE ATTIVITÀ ASSOCIATIVE

Come accennato, con l’arrivo della pandemia l’associazione ha dovuto ripensare le proprie attività. In questo Bertalot rileva un aspetto positivo e uno negativo. “La base della nostra attività associativa – spiega – è fatta di networking, di confronto dal vivo. Questo è venuto meno e ci ha pesato”. Dall’altro lato, però, la straordinaria partecipazione di pubblico virtuale degli appuntamenti online, come ad esempio l’evento dedicato alla mobilità urbana che si è tenuto a fine febbraio, “ci fa riflettere sul fatto che è possibile raggiungere più persone con la modalità in remoto. Noi – sottolinea il presidente di Insurance Skills Jam – ci auguriamo quanto prima di riuscire a tornare agli incontri dal vivo, più congeniali al modo di vivere dell’associazione. Ma dobbiamo anche pensare di affiancare modalità che consentano allargare la possibilità di partecipazione”. È un modo, questo, “anche per superare i limiti geografici ed essere un’associazione di respiro nazionale”, aggiunge Stolfa, ricordando come “una delle nostre ambizioni originarie era proprio quella di avere un’interazione e una visibilità su tutte le piazze assicurative”. Il ritorno in presenza, ad ogni modo, resta una priorità, come sottolinea Rossi: “sono infatti convinto – dice – che molti processi informali richiedano necessariamente la prossimità, in particolar modo quelli che coinvolgono i giovani”. 

I CONFINI PIÙ SFUMATI

Un’ultima osservazione il presidente Bertalot la dedica alle sfide che il settore assicurativo dovrà affrontare. “Anche in questo caso – riflette – la parola chiave sarà contaminazione, sotto vari punti di vista. In primis, la caduta della barriera tra gli operatori, che ci porta a doverci confrontare con player non tradizionali”. Poi c’è la contaminazione come esperienza dei clienti, laddove “le aspettative nei confronti di chi fornisce un servizio prescindono dal settore di appartenenza”. Ma una contaminazione sempre più pervasiva è quella della più labile distinzione tra risk management inteso come riduzione del rischio, e risk management inteso come trasferimento del rischio. “Il nostro ruolo come associazione – conclude Bertalot – è quello di portare uno stimolo al dibattito per contribuire alla circolazione delle idee e far crescere la consapevolezza di fronte a queste sfide”.

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