INCENDI BOSCHIVI E ASSICURAZIONE: L’EFFETTO DOMINO SULL’ECONOMIA LOCALE

Negli Stati Uniti, in Australia e anche in Europa i roghi di boschi e foreste sono un rischio in grande ascesa. La difficoltà nello stabilire un costo preciso dei potenziali danni all’ambiente e alle persone mette in dubbio la loro assicurabilità

INCENDI BOSCHIVI E ASSICURAZIONE: L’EFFETTO DOMINO SULL’ECONOMIA LOCALE
La grande quantità di incendi boschivi che hanno colpito varie parti del mondo sta causando gravi problemi, non solo per il gran numero di proprietà perdute, ma anche per la riduzione della capacità assicurativa, derivante dall’abbandono del ramo da parte di molti carrier. La questione si presenta un po’ come un effetto domino, perché il gran numero di perdite ha provocato l’impennata dei costi di ricostruzione, causando una forte sottoassicurazione, rallentando la ripresa, mettendo a rischio la concessione di mutui da parte delle banche, e determinando un’ancora maggiore riduzione della capacità assicurativa offerta. 
È un po’ la classica legge di mercato: maggiore domanda e minore offerta determinano l’aumento dei prezzi. Ma i proprietari dei beni oggetto della garanzia non riescono a tenere il passo con gli aumenti e ciò causa la svalutazione dei beni stessi. 
I capitali assicurati, a questo punto, si trovano a essere inferiori ai costi effettivi di ricostruzione. Sul piano assicurativo, ciò equivale ad avviare una spirale di sottoassicurazione da un lato, e una vera e propria crisi di copertura dall’altro. Negli Stati Uniti, le principali compagnie hanno abbandonato l’assicurazione in intere zone del paese, spingendo le amministrazioni statali a rafforzare o avviare forme di copertura governative, come il Fair Access to Insurance Requirements (Fair) in California. 
Gli assicuratori si stanno ritirando dalle aree ad ovest del paese, perché troppo esposte agli incendi boschivi. Il portafoglio del California Fair Plan è così aumentato di oltre 452mila polizze nel solo 2024, più del doppio del totale del 2020. La contrazione si sta estendendo ad altri Stati, come il Colorado e l’Oregon, dove i premi medi di polizza sono aumentati di quasi il 60% negli ultimi cinque anni. La carenza dell’offerta si ripercuote direttamente sulla sottoscrizione dei mutui. Ogni prestito concesso deve essere concluso con un’assicurazione sulla proprietà e il premio è conteggiato nel rapporto debito/reddito (Dti) del mutuatario. Inutile sottolineare come questa spirale comporti un processo inflattivo che interessa l’economia intera.

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L’EUROPA TRA ONDATE DI CALORE E “DIAVOLI DI FUOCO”

In Europa la situazione non è molto più rosea. Il rapporto promosso dalla Commissione Europea, e intitolato Current wildfire situation in Europe, dello scorso 30 settembre, rivela come dall’inizio dell’anno siano andati in fumo 1.025.224 ettari di foreste, contro i 377.027 bruciati nei primi nove mesi del 2024. Si tratta di 2.128 incendi, contro i 1.497 del 2024 (dati Effis, European Forest Fires Information System di Copernicus Emergency Management Service). Come sappiamo, nel corso del 2025, alcuni paesi europei sono stati gravemente colpiti da incendi boschivi, in particolare quelli che si affacciano sul Mediterraneo. Il fenomeno è stato aggravato da un’ondata di calore record, che ha registrato temperature estreme in tutto il continente, per tutto giugno e luglio. Almeno 30 persone sono state uccise dal fuoco, centinaia sono rimaste ferite e centinaia di migliaia sono state evacuate.
Tra le nazioni più colpite, Ucraina, Turchia, Portogallo, Spagna, Portogallo, Albania, Montenegro e Kosovo. Solo in Italia, sono bruciati 81.296 ettari di boschi, contro una media annuale di 55.799. Sappiamo che, nell’area sud del Mediterraneo, il riscaldamento globale sta rendendo le estati più calde e più secche: gli incendi boschivi aumentano dunque ogni anno, e talvolta si trasformano in vortici. I vortici di fuoco, anche detti diavoli di fuoco, sono rari fenomeni naturali che si verificano durante i grandi incendi. Si formano quando l’aria calda sale da un incendio e converge con correnti d’aria, creando una colonna rotante di fiamme, cenere e fumo che può durare da pochi minuti a più di 20. La loro pericolosità consiste nella capacità di disperdere l’incendio in aree assai vaste e generare correnti di calore molto forti (fino a 160 km orari e oltre), come veri e propri tornadi di fuoco. 
Le abitazioni di migliaia di persone sono state completamente distrutte e, trattandosi di aree con una decisa vocazione turistica, l’economia locale è stata annientata.

QUANDO C’È E QUANDO NON C’È IL POOL CAT NAT

In alcuni di questi paesi esistono dei pool di assicurazione per coprire gli eventi catastrofali. Spagna e Francia, ad esempio, hanno decretato lo stato di calamità che innesca l’operatività di questi pool. Per quanto attiene alla Spagna, il Consorcio de Compensación de Seguros (Ccs) fornisce copertura per gli incendi boschivi, ogni qual volta gli stessi siano considerati un “evento straordinario” che le compagnie assicurative private non coprono direttamente. 
In Francia, però, i danni causati da questi eventi particolari non sono coperti dal Sistema francese di risarcimento per calamità naturali (Cat Nat), ma solo dalle clausole della tipica assicurazione contro gli incendi nelle abitazioni civili. Ciò significa che le proprietà danneggiate da questo genere di eventi sono coperte solo qualora esista la relativa polizza incendio.
Anche in Grecia e Italia non esistono sistemi statali per la protezione dei danni derivanti dagli incendi boschivi e le vittime di questi eventi possono solo contare sull’assicurazione privata eventualmente stipulata. 
Il Turkish Catastrophe Insurance Pool (Tcip) dovrebbe coprire questo tipo di danni in futuro, secondo le proposte avanzate da più parti, ma al momento non vi è alcuna assistenza statale disponibile.
Insomma, la stragrande maggioranza dei danni causati dagli incendi boschivi nell’ultima stagione non sono coperti da alcun pool nazionale e contano sull’eventuale esistenza delle classiche polizze incendio.

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IL COSTO DEI DANNI

Ma gli incendi, oltre a distruggere o danneggiare gravemente case, edifici e infrastrutture come le linee elettriche, di approvvigionamento idrico e le vie di trasporto, costringono le imprese locali a chiudere, anche permanentemente, con gravi perdite per le entrate e la conseguente disoccupazione. Per non parlare, come abbiamo accennato, delle economie locali che si basano sul turismo. 
Insomma, le perdite economiche causate dagli incendi boschivi in Europa stanno aumentando in modo significativo, con la perdita media annua in aumento da circa 14,9 miliardi di euro negli anni ‘90 a 44,9 miliardi di euro nel periodo 2020-2024 (fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente). 
L’Europa presenta un certo divario nella copertura assicurativa: le assicurazioni possono coprire le perdite solo in una certa misura, come segnalato anche da Swiss Re. I dati del grande riassicuratore elvetico mostrano che questi incendi, a livello globale, sono costati oltre 100 miliardi di dollari di perdite economiche e 74 miliardi di perdite assicurate, nel decennio compreso tra il 2014 e il 2023. 

RISCHI A LUNGO TERMINE PER LA SALUTE UMANA

Riassumendo, le aree più colpite dagli incendi boschivi riguardano soprattutto la zona degli gli Stati Uniti occidentali, ma anche la regione meridionale mediterranea, e alcune parti dell’Australia presentano sempre più frequentemente le condizioni necessarie per il verificarsi di questi fenomeni. 
Ovunque, oltre agli aspetti climatici, anche l’espansione urbana gioca un ruolo fondamentale: molte abitazioni, ad esempio, sono ormai costruite nelle zone di passaggio tra le periferie cittadine e le vicine aree boschive, rendendole facile preda degli incendi che qui si dovessero sviluppare. Ciò comporta vere e proprie migrazioni delle popolazioni. Tra il 2021 e il 2023, gli incendi boschivi hanno causato un totale di 589.926 sfollati interni nell’Ue. Nella più ampia regione See-38, il fenomeno è stato particolarmente devastante, con 234.287 e 131.481 sfollati rispettivamente, quasi cinque volte la media annuale del periodo 2008-2023.
Non dobbiamo dimenticare che questi incendi comportano anche rischi significativi per la salute umana, al di là del numero di persone scomparse in prima battuta: l’esposizione diretta alle fiamme o al calore causa ustioni, lesioni e malattie che possono essere fatali.
Sono tutti costi che, alla lunga, sono sostenuti dal mercato assicurativo. Per le aree a rischio più elevato, come Nord America e Australia, è possibile utilizzare modelli per stimare le potenziali perdite assicurate, ma la modellizzazione di questo tipo di rischi è complessa, proprio a causa dei numerosi fattori naturali e artificiali coinvolti.

FONDAMENTALE MANTENERE L’ASSICURABILITÀ

Da parte degli assicuratori si teme un’escalation che colpisca i loro bilanci, al punto di cominciare a considerare con sempre maggiore cautela l’assunzione di questi rischi. Il fenomeno della sottoassicurazione evidenziato nel mercato statunitense non sembra essersi manifestato altrove con la stessa prepotenza, ma l’eventualità di una riduzione della capacità assicurativa offerta è plausibile. Con la possibilità che si avvii la spirale inflattiva osservata oltre oceano, ad aggravare processi simili, in corso da tempo e per diversi motivi.
In California, l’inflazione, l’aumento dei costi dei sinistri e l’aumento del rischio hanno reso la determinazione del prezzo dell’assicurazione contro gli incendi boschivi molto difficile. Ma bilanciare l’accessibilità economica e la disponibilità assicurativa sta cominciando a essere difficile anche in Europa.
Come si è accennato, nel vecchio continente esiste un divario di protezione molto variabile, perché il mercato assicurativo è assai diversificato, grazie all’esistenza di soluzioni come i pool assicurativi obbligatori. Nel 2024, il divario di protezione dalle catastrofi naturali in Europa è stato valutato al 70%, rispetto al 43% degli Stati Uniti. Questo conteggio si ottiene combinando la penetrazione assicurativa con il rischio di incendi boschivi, per ottenere una stima della vulnerabilità complessiva di ciascun paese.
Con il continuo aumento del rischio, stabilire prezzi che riflettano l’intero costo associato al fenomeno degli incendi boschivi è dunque fondamentale per mantenere intatta l’assicurabilità degli stessi e far sì che le popolazioni siano in grado di sostenere il costo economico delle relative coperture assicurative.
Insomma, la correlazione tra il cosiddetto shortage di capacità assicurativa e l’inflazione diventa sempre più evidente.

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