TUTTI I NUMERI DELLA RIVOLUZIONE SOCIAL

Anche nelle assicurazioni i Social Network creano valore incrementando i clienti e ottimizzando i costi. I guadagni più significativi, nell'area del marketing: fino a 218 miliardi di dollari l'anno a livello mondiale. Ma le compagnie arrancano

31/03/2013
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 2 Pagina: 37
I siti web aziendali che hanno un profilo su Facebook, con più di 1.000 fan, hanno un traffico 22 volte superiore a chi ha meno di 25 fan e una lead generation di 12 volte più alta (che diventa di 16 volte, per i profili b2c). Chi ha fra i 300 e i 1.000 follower sperimenta una lead generation di quattro volte superiore rispetto a chi ha fino a 25 follower. Amplificata nel b2c: con più di 1.000 follower, si generano contatti commerciali di dieci volte superiori a chi ne ha fino a 25.
I guadagni più significativi si registrano nel marketing, con un valore che, se calcolato sui prossimi dieci anni, farà aumentare la produttività dell’industria tra lo 0,4 e lo 0,7%. Nella distribuzione, invece, l’aumento della produttività ammonta tra i 47 e i 79 miliardi di dollari l’anno, grazie a un incremento nello sviluppo di prodotti e nelle funzionalità di supporto al business. In particolare, McKinsey stima che l’uso di tecnologie social possa ridurre il costo di acquisizione di un cliente del 30% (pari a un aumento del margine dello 0,5% per cliente) e generare un valore equivalente al 24% dei costi di marketing e di acquisizione di nuovi clienti.


CO-CREARE CON IL CLIENTE

I social aiutano i gruppi di sviluppo prodotto a monitorare le comunità digitali per modellare l’offerta sui desideri dei potenziali clienti, che vengono coinvolti in un processo di co-creazione di mobile solution: Danske Bank, banca danese, ha creato una pagina chiamata Idebank su una rete social, per instaurare un legame con i propri clienti e generare nuovi prodotti, raccogliendo consigli, suggerimenti e idee su prodotti in corso e da sviluppare. 
Altro risparmio arriva dal collegamento di personale centrale e locale: attraverso social network e piattaforme di Enterprise 2.0, si potrebbe migliorare la produttività dei colletti bianchi di banche e assicurazioni del 25%, che corrisponde dal 6 all’8% del totale dei costi del personale e a un potenziale miglioramento del margine globale dal 3 al 5%.


IL RITARDO DELLE ASSICURAZIONI

Nonostante le cifre entusiasmanti, il settore dei servizi finanziari, secondo McKinsey, è in ritardo rispetto ad altri settori di business nell’adozione di tecnologie sociali. In un sondaggio del 2011, è emerso che solo il 64% delle imprese creditizie utilizzava almeno un social media, contro l’86% delle società operanti nell’high tech.
In Italia, dei 28 istituti selezionati, solo 15 sono presenti (in maniera peraltro banale) su almeno un social network e si registra uno scarso uso dei blog (anche se va segnalato il caso di CheFuturo! blog di CheBanca!). Naturalmente le realtà più attive sono quelle online come WeBank, Ing Direct e Genialloyod

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