UN ATTUARIO AL SERVIZIO DEL RISK MANAGEMENT

Il percorso formativo nelle scienze attuariali e le successive esperienze professionali hanno fornito a Gabriele Palandri le competenze per gestire i rischi interconnessi tipici delle aziende industriali

27/04/2020
👤Autore: Maria Moro Review numero: 73 Pagina: 36
Più è complessa la realtà aziendale, più può essere utile saper utilizzare modelli matematici e metodologie statistiche e probabilistiche. Serve avere la capacità di comprendere rischi molto diversi tra loro, capire come impattano nella realtà aziendale, come si interconnettono. E serve studiare soluzioni efficaci di trasferimento. 
È questo il bagaglio formativo di Gabriele Palandri, head of insurance di Tim, il gruppo guidato da Luigi Gubitosi che con 45mila dipendenti in Italia e altri 10mila all’estero, in particolare in Brasile, opera nelle telecomunicazioni spaziando dalle infrastrutture ai servizi di telefonia, dalla digitalizzazione all’entertainment. Dopo la laurea in Scienze statistiche e attuariali presso l’Università di Firenze e un master in Teoria delle decisioni e analisi di rischio assicurativo e finanziario presso la Liuc, Palandri ha conseguito l’abilitazione alla professione di attuario e a quella di broker assicurativo, ponendo le basi per un percorso professionale che lo ha visto impegnato prima nel settore assicurativo e poi nelle direzioni finanziarie di grandi gruppi. “Ho ricoperto il ruolo di attuario prima in Axa, nel 1999, e poi nel gruppo Cattolica Assicurazioni, per diventare nel 2001 responsabile dell’ufficio attuariato e sottoscrizione rischi di Ing Employee Benefits Italy, dove ho ricoperto anche il ruolo di key account manager”, spiega Palandri. Nel 2004 approda al settore produttivo con l’entrata nella direzione finanza del gruppo Finmeccanica, oggi Leonardo, dove nel 2012 è diventato responsabile dell’unità insurance di gruppo, ruolo ricoperto fino al 2019 con il passaggio in Tim. In Leonardo, Palandri ha realizzato un percorso professionale parallelo all’evoluzione della gestione del rischio in azienda, “ho avuto l’opportunità di gestire il processo di centralizzazione per la gestione dei rischi assicurabili di tutte le aziende del gruppo, sia in Italia che all’estero, e ho avuto il compito di far evolvere la funzione insurance da un’unità dedita alla gestione dei programmi assicurativi a una funzione di risk management integrata con i processi e il business del gruppo. Nel 2009 ho anche gestito la costituzione della società di riassicurazione captive del gruppo Finmeccanica”. Parte dell’esperienza in Leonardo ha riguardato gli aspetti legati ai rischi e alle assicurazioni per progetti aerospaziali e della difesa, tra cui la partecipazione al gruppo di lavoro Risk and Insurance del consorzio industriale internazionale Galileo.
 
INTEGRARE INSURANCE E RISK MANAGEMENT

Attualmente, Palandri in Tim ha la responsabilità della funzione di insurance a diretto riporto di Giovanni Ronca, chief financial officer, che a sua volta è protagonista di un percorso di maggiore integrazione nei processi di risk management dell’azienda. Un’evoluzione che, precisa Palandri, vede “tra le mission della funzione, oltre alla gestione delle coperture assicurative del gruppo e allo sviluppo di soluzioni assicurative per la clientela, anche il presidio del processo di gestione dei rischi operativi, con lo scopo di supportare sia il processo di Enterprise risk management che la definizione della strategia di risk response, tra cui rientra il trasferimento al mercato assicurativo”. 
Gli ambiti di rischio, per un settore strategico come le telecomunicazioni, non mancano. Oltre alle incertezze derivanti dai fattori macroeconomici, assumono rilevanza strategica i rischi legati alle dinamiche competitive che, se non adeguatamente gestiti, possono comportare riduzioni delle quote di mercato, dei prezzi e dei margini: “il mercato delle telecomunicazioni è infatti caratterizzato da una forte competizione su prodotti e servizi innovativi, nonché sulla capacità di evolvere rapidamente verso un’offerta convergente, allargata anche al mondo dei contenuti. L’impiego di nuove tecnologie come il 5G e l’IoT oltre all’utilizzo dei big data costituiscono validi strumenti per trasformare questi rischi in opportunità”.

DALLE TECNOLOGIE UN SISTEMA DI RISCHI COMPLESSO 

Altre aree di rischio caratteristiche del settore sono quelle legate alla capacità di sviluppo delle reti fisse e mobili e quelle connesse alla continuità del business, “il raggiungimento degli obiettivi strategici è fortemente legato alla capacità di offrire in modo ininterrotto i propri servizi che, per loro natura, sono esposti a diverse minacce sia interne sia esterne, come ad esempio i potenziali danni alle infrastrutture di rete causati da eventi naturali catastrofali”, osserva Palandri, che sottolinea come Tim abbia adottato a questo scopo framework di business continuity in linea con i best standard internazionali. Strettamente correlati allo sviluppo tecnologico sono i rischi cyber, tra cui assumono rilievo gli eventi di frode “oltre agli eventi tradizionali come il dolo da sottoscrizione, si sono aggiunte tipologie di danno emergenti quali lo spamming, il phishing e il service resellig”. 
Palandri tiene a sottolineare l’importanza, per un settore fortemente regolamentato come quello delle telecomunicazioni, dell’ulteriore area di incertezza costituita proprio dai cambiamenti di tipo normativo e dal loro impatto sui risultati attesi. Rientrano poi tra i rischi di rilevanza strategica i temi reputazionali e quelli di ambito finanziario, come i rischi di credito, i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi d’interesse e dei tassi di cambio, i rischi di liquidità e quelli legati all’andamento dei mercati azionari. Palandri sottolinea come sia altrettanto fondamentale gestire i rischi legati alle persone che operano in azienda al fine di garantire loro la massima tutela, “aspetto che diventa ancora più importante nelle situazioni di emergenza, come quella della pandemia da Covid-19, per la quale il gruppo Tim ha attivato da subito misure a tutela dei propri dipendenti e ha sottoscritto, per primo tra i grandi gruppi industriali, una copertura assicurativa specifica per il ricovero in caso di infezione da coronavirus”.

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