ASSICURAZIONI FRA LE NUVOLE

Anche i professionisti del rischio, pur fra qualche incertezza, iniziano a percepire le potenzialità del cloud nelle attività core del proprio business: secondo una recente indagine, quasi l’80% delle compagnie italiane ha già adottato o prevede di adottare questa tecnologia nei prossimi anni

02/04/2020
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 72 Pagina: 52
Nel 2019 il mercato del cloud computing poteva vantare in Italia un giro d’affari complessivo di circa 3,3 miliardi di euro. In decisa crescita, il settore potrà raggiungere quota 4,7 miliardi di euro nei prossimi due anni. Ed è probabile che almeno parte di questo aumento possa essere attribuito al mercato delle assicurazioni.
La previsione arriva da un’indagine condotta da NetConsulting cube per conto di Guidewire e Gft Italia. Realizzata su un campione di responsabili IT di 17 compagnie che rappresentano il 63,5% del mercato danni in Italia, la ricerca è stata presentata a metà febbraio a Milano. E fotografa uno scenario di rapida trasformazione in cui il settore assicurativo, seppur fra qualche incertezza e ritardo, si prepara ad abbracciare le opportunità offerte dalla tecnologia della nuvola. “Abbiamo deciso di fare questa indagine per ascoltare dalle compagnie qual è il valore che attribuiscono al cloud, e osservare la loro reazione a modelli SaaS (Software as a Service, ndr) per i loro sistemi core”, ha esordito Umberto Zanchi, insurance executive director di Gft Italia, nelle battute iniziali dell’evento di presentazione della ricerca.

UN RITARDO DA COLMARE

Punto di partenza dell’indagine è che il mercato assicurativo si è mosso in ritardo rispetto ad altri business. “Settori come telecomunicazioni, energy e utilities, insieme ai grandi gruppi industriali, hanno cominciato da tempo a utilizzare il cloud in modelli SaaS per applicazioni core”, ha affermato Rossella Macinante, practice leader di NetConsulting cube. “In queste aziende – ha aggiunto – il cloud è spesso parte dei piani strategici di evoluzione, con un forte coinvolgimento del top management”.
Nelle assicurazioni, invece, lo scenario non appare così maturo: nessuna delle compagnie interpellate ritiene totalmente adeguato il proprio sistema informativo e appena il 52,6% del campione lo reputa abbastanza pronto alla sfida digitale. Le compagnie sono intervenute soprattutto per migliorare le attività di back office (90%) e adottare modelli di sviluppo DevOps (80%), mentre limitati restano gli impieghi nell’area del front end (50%), nell’architettura informatica (50%) e nella creazione di customer data platform (30%).



PRIMI PASSI NEL CLOUD

Eppure qualcosa si muove. Il 10,5% delle compagnie intervistate ha affermato di utilizzare il cloud per applicazioni core, il 36,8% la reputa una tecnologia adottabile già oggi, e il 31,6% in un arco di tempo non superiore ai cinque anni: a conti fatti, circa l’80% delle compagnie ha già adottato o prevede di adottare la tecnologia cloud nel prossimo futuro.
La strada resta tuttavia ancora lunga. La stragrande maggioranza delle compagnie (82,4%) ricorre infatti ancora soluzioni IaaS (Infrastructure as a Service): alcune società hanno persino portato l’intero sistema informativo su questo genere di piattaforma. I modelli Saas risultano diffusi nel 70,6% delle compagnie, ma in nessun caso vengono utilizzati per la gestione di attività core. “Nel mercato c’è ancora la percezione che le soluzioni IaaS possano essere viste come un livello intermedio per poi adottare definitivamente modelli Saas”, ha commentato Marco Burattino, Italy sales director di Guidewire. Non è così: si tratta, ha aggiunto, “di due sistemi diversi e l’adozione di modelli SaaS va vista come una scelta strategica”.



UNA SCELTA DI BUSINESS, NON TECNOLOGICA

Sia come sia, la diffusione del cloud nel mercato assicurativo appare ormai evidente. E ciò in ragione di una serie di benefici che iniziano a essere percepiti dalle compagnie. Secondo i risultati dell’indagine, la migrazione delle attività core nel cloud potrà portare benefici in termini di scalabilità (3,63 punti, in una scala da 1 a 5), time to market per il lancio di nuovi prodotti (3,32) e upgrade delle nuove release (3,26). Più indietro, staccati, si piazzano la riduzione dei costi del settore IT (2,95) e la loro predicibilità (2,84).
I curatori dell’indagine, come hanno affermato nel corso della presentazione, sono rimasti (piacevolmente) colpiti da questi risultati: a differenza di quello che ci si poteva aspettare, i responsabili IT delle compagnie assicurative vedono il cloud come un’opportunità di business. “Scalabilità e time to market sono elementi che incidono su come l’impresa riesce a muoversi sul mercato”, ha osservato Zanchi. “Un tempo si sarebbe parlato soltanto di costi, cosa che invece adesso finisce in fondo alla classifica: adottare il cloud, prima ancora che una scelta tecnologica, è una scelta di business. I responsabili IT che abbiamo intervistato sembrano aver compreso il valore di questa tecnologia: adesso – ha concluso – è necessario abbattere un’ultima barriera per portare questa consapevolezza anche al top management delle imprese.

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