NOLEGGIO, UN MERCATO IN CRESCITA

Il settore, stando all’ultimo rapporto di Aniasa, ha chiuso il 2022 con numeri positivi: bene le immatricolazioni, in positivo il fatturato complessivo dell’industria. Gli operatori chiedono ora un riequilibrio fiscale per incentivare lo sviluppo del comparto e favorire, in questo modo, anche la transizione ecologica della mobilità

NOLEGGIO, UN MERCATO IN CRESCITA
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 105 Pagina: 50-51
L’industria dell’autonoleggio e del car sharing in Italia prosegue la sua corsa. Lo scorso anno, secondo l’ultima edizione del rapporto di Aniasa, il mercato si è infatti intestato più del 30% delle immatricolazioni registrate a livello nazionale, ha portato la flotta complessiva a quota 1,2 milioni di veicoli e ha totalizzato un fatturato complessivo di 13 miliardi di euro. I numeri sono stati svelati lo scorso 10 maggio a Milano, in occasione della conferenza stampa indetta dall’associazione nazionale dell’autonoleggio e del car sharing.
La performance messa a segno lo scorso anno dal settore non è stata un exploit momentaneo. E anzi, l’industria ha continuato a crescere, con maggior forza, anche nei primi tre mesi del 2023. Nell’ultimo trimestre, per esempio, il mercato ha infatti registrato una significativa crescita delle immatricolazioni: attualmente quasi un’auto nuova su tre è immatricolata dagli operatori del settore, il livello più alto mai raggiunto dal comparto dell’autonoleggio e del car sharing.

TUTTI I SETTORI IN MIGLIORAMENTO

La performance del mercato nel 2022 è stata guidata principalmente dal comparto del noleggio a lungo termine. Il segmento ha totalizzato un fatturato in crescita del 7% su base annua e messo a segno un balzo del 17% nell’acquisto di veicoli, ampliando del 9% la flotta complessiva a disposizione del comparto. Due le ragioni alla base della crescita registrata: la ripartenza delle consegne, che ha consentito di rispondere alle richieste di rinnovo da parte di fleet e mobility manager, e l’aumento delle richieste da parte dei privati, capaci nel 2022 di contare una flotta complessiva di 160mila veicoli.
Bene anche il segmento del noleggio a breve termine, che nel 2022, dopo la fase critica della pandemia, ha registrato una crescita del 59% nel giro d’affari, spinta dal rialzo del numero dei noleggi (+41%) e dei giorni di noleggio (+28%). In positivo anche il car sharing, nonostante l’onda lunga del Covid-19 si faccia ancora sentire. Sebbene infatti il numero dei noleggi sia ancora lontano dai livelli toccati nel 2019, il settore sta vivendo una progressiva ripresa con quasi 2,5 milioni di utenti iscritti e una flotta di oltre 3.600 vetture.

LA LEVA FISCALE PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA

I margini di crescita per il settore restano tuttavia evidenti. E potrebbero essere colmati con quello che una nota stampa definisce “un saggio utilizzo della leva fiscale”. Italo Folonari, vice presidente di Aniasa, ha elencato le richieste dell’associazione al governo. “Iva al 10% per i servizi di car sharing (come per i servizi di trasporto pubblico) e di noleggio a breve termine per turisti stranieri (come già avviene per alberghi e ristoranti), maggiore detraibilità e deducibilità per le vetture aziendali elettriche: sono le proposte – ha detto – che abbiamo formulato al governo in vista della legge sulla delega fiscale e della prossima legge di Bilancio”. Per Folonari, inoltre, “un riequilibrio fiscale per i servizi di mobilità a basso impatto ambientale trainerebbe la transizione verso l’elettrificazione del parco circolante e spingerebbe verso l’abbattimento delle emissioni nelle nostre città e verso il loro decongestionamento”.
Proprio sul tema della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica si sofferma a lungo il rapporto di Aniasa. La ricerca, a tal proposito, evidenzia come il mercato dell’autonoleggio e del car sharing registri una quota sempre più significativa di nuove vetture ibride (56% del totale immatricolato ibrido plug-in) ed elettriche (32%). “La mobilità del nostro paese – ha commentato Alberto Viano, presidente di Aniasa – necessita di misure strutturali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di contenimento delle emissioni fissati a livello europeo. L’accelerazione del ricambio del nostro parco circolante non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use nel nostro paese. Per favorire il passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli, con conseguenti benefici ambientali ed economici, è oggi indispensabile un adeguato utilizzo della leva fiscale per alleggerirne la pressione sulla mobilità urbana, turistica e aziendale”.

LE DIFFICOLTÀ DELLE QUATTRO RUOTE

Tutto bene, dunque? Non proprio, perché comunque il più ampio settore delle quattro ruote appare ancora in difficoltà. Uno studio condotto da Aniasa e Bain & Company, presentato durante la conferenza stampa, evidenzia che inflazione, crisi dei chip e guerra in Ucraina stanno infatti ostacolando la ripresa di un settore che non è ancora tornato ai livelli che si registravano prima della pandemia. 
L’analisi conferma poi la centralità della sostenibilità economica come fattore determinate nelle scelte di consumo degli italiani in materia di mobilità, cosa che, in un periodo di alta inflazione come quello attuale, sta comportando una minore propensione all’acquisto di nuove vetture e, allo stesso tempo, una maggiore inclinazione verso formule di noleggio. O, in alternativa, verso case automobilistiche che offrono soluzioni più economiche. Come nel caso dei costruttori provenienti dalla Cina e dell’Est Europa, in grado, si legge in una nota stampa, di “produrre auto a costi più competitivi”. Questi operatori di mercato, prosegue la nota, “conquisteranno nei prossimi anni crescenti fette di mercato (in Italia il 4% al 2030), a scapito dei brand tradizionali del Vecchio Continente: dal 2015 a oggi – si legge nel comunicato stampa – l’Europa ha preso la produzione sul proprio territorio di 5,3 milioni di vetture, oggi prodotte per lo più in Cina”.
“In un contesto di incertezza come quello attuale, la centralità per gli italiani dell’aspetto economico legato alla mobilità emerge con forza: pur preferendo i marchi europei, un italiano su cinque sta già considerando marchi cinesi e asiatici perché più convenienti, anche se di minore qualità”, ha commentato Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company. “Il futuro è già qui: l’assetto del mondo automotive – ha proseguito – si sta spostando velocemente verso Oriente”. In questo contesto, secondo Di Loreto, è “necessario e urgente che l’Italia acceleri gli investimenti sulla filiera auto, riaffermando il proprio ruolo industriale nel comparto: la chiave è puntare sulle eccellenze del Made in Italy attraverso il progressivo superamento delle vecchie tecnologie, storico fiore all’occhiello del Paese, per sviluppare nuovi centri di eccellenza e competenza nel mondo dell’elettrificazione”. 

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