UNO SGUARDO SUL MONDO

Notizie tratte da Business Insurance, Commercial Risk, Global Risk Manager (London), WorkCompCentral, Asia Insurance Review e Middle East Insurance Review (Amman)

UNO SGUARDO SUL MONDO

Adesso è ufficiale: Eric Andersen assumerà a giugno l’incarico di presidente e ceo di Aig. La notizia è arrivata con una nota stampa in cui si specifica che il consiglio di amministrazione, al termine del previsto periodo di transizione, ha confermato la nomina che era stata fatta a gennaio. Andersen prenderà il posto di Peter Zaffino, che resterà comunque all’interno di Aig in qualità di executive chair. “Desidero esprimere a Peter Zaffino tutto il mio apprezzamento e gratitudine per la sua leadership straordinaria, il suo impegno instancabile e il contributo che ha offerto nel trasformare Aig e riportarla alla sua posizione di leader del mercato”, ha commentato Andersen. “Sono onorato di essere stato designato come il prossimo ceo di Aig – ha proseguito – e desidero ringraziare Peter e tutto il consiglio di amministrazione per l’opportunità che mi hanno dato di guidare una società così iconica”.



Scatta il momento della piena operatività per Longbrook Insurance. La società, lanciata a novembre da Macquarie Insurance Facility, ha presentato la sua offerta nell’ambito della transactional liability insurance. L’assicuratore, con sede a Londra, offrirà soluzioni assicurative per operazioni di M&A a livello globale, comprese coperture warranty & indemnity e polizze di tax liability. Ulteriori linee di prodotto, fra cui soluzioni nel settore dell’energia, dovrebbero essere lanciate nel corso dell’anno. “Il nostro obiettivo è fornire soluzioni affidabili e orientate al cliente nei settori warranty & indemnity e tax liability, sostenute da solide partnership finanziarie e distribuite in stretta collaborazione con i broker”, ha affermato Shaun Reynolds, head of transactional liability di Longbrook.



Un fondo assicurativo e un meccanismo di garanzia basato sui prestiti per gestire meglio il rischio portato dalle catastrofi naturali nell’Unione Europea. È quanto propongono Eiopa e Mes in un recente discussion paper, in cui si sottolinea la necessità di un nuovo modello di condivisione del rischio per prevenire, mitigare, gestire ed eventualmente coprire in maniera più efficiente i danni provocati da fenomeni come alluvioni, tempeste, siccità e incendi boschivi: stando a quanto si legge nel documento, il 75% delle perdite provocate da catastrofi naturali nell’Unione Europea non risulta soggetto a una qualche forma di copertura. La proposta, nelle previsioni delle due istituzioni, potrebbe consentire di utilizzare il capitale a disposizione in maniera più efficiente, ampliare le coperture e mantenere le tariffe accessibili per famiglie e imprese.



Jc Flowers ha assunto una partecipazione di controllo in Niyam Group. Il fondo di private equity sarà anche lead investor del sindacato che il gruppo riassicurativo indiano ha lanciato ai Lloyd’s: il veicolo, battezzato Niyam Syndacate 2047 in onore del piano governativo Viksit Bharat 2047, è il primo sindacato del mercato londinese che sarà focalizzato sullo sviluppo del mercato assicurativo in India. Niyam ha annunciato nella stessa occasione anche la nomina di Devesh Srivastava a presidente del gruppo.
“Sono molto grato per il supporto che ci è stato garantito da Jc Flowers, società che unisce una competenza specialistica nell’ambito della riassicurazione e una comprovata esperienza di investimenti di successo ai Lloyd’s e nel mercato indiano”, ha commentato Bobby Swarup, ceo e founder di Niyam Group. 



Nonostante le tensioni internazionali in Medio Oriente, il mercato assicurativo in Israele resta solido. Stando a una recente analisi di S&P Global Ratings, le imprese del settore hanno tutte le capacità finanziarie per gestire la volatilità che si è innescata con lo scoppio della guerra in Iran. Le compagnie assicurative, più nel dettaglio, possono contare sugli ottimi risultati messi a bilancio nel 2025. E possono pure beneficiare del programma che è stato lanciato dal governo israeliano per coprire i danni al patrimonio immobiliare che possono essere direttamente collegati al conflitto, così come i sinistri sulle polizze vita dei soldati impegnati nella guerra: in pratica, il mercato assicurativo in Israele non è esposto ai rischi principali del conflitto. Difficilmente dunque le tensioni in Medio Oriente potranno incidere sui risultati e sul merito di credito delle compagnie assicurative in Israele.



La Cina risulta particolarmente esposta alle catastrofi naturali. Il ricorso a coperture assicurative rimane però scarso: si stima che il protection gap nel paese si attesti al 90%. A livello globale, giusto per avere un’idea, il dato si ferma al 50%. Tutto ciò starebbe mettendo a dura prova la capacità del sistema di assorbire l’impatto di fenomeni come alluvioni, tifoni e ondate di caldo estremo, così come la capacità del mercato di garantire soluzioni a prezzi sostenibili.
“L’urbanizzazione, l’industrializzazione e la concentrazione di asset continuano a intensificare l’accumulo di rischio”, ha commentato Sven Liu, responsabile della divisione Greater China di Qbe Re. Il top manager ha inoltre evidenziato che l’esposizione al rischio sta crescendo maggiormente nelle principali aree economiche del paese.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

👥

Articoli correlati

I più visti