POLIZZE, PER GLI EUROPEI NON SONO UN BENE DI LUSSO

Uno studio promosso da Zurich mostra come i cittadini, anche in tempo di crisi, non siano disposti a risparmiare sull'assicurazione

28/02/2013
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 1 Pagina: 19
Nonostante la crisi economica, i cittadini europei considerano le polizze come l’ultima tra le spese che ritengono di poter tagliare. È quanto emerge da uno studio condotto da GfK per conto del gruppo Zurich, sulla base delle interviste svolte su un campione di cittadini appartenenti a sette Paesi: Italia, Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Russia. Obiettivo dello studio è quello di ottenere informazioni su come l’attuale crisi economica viene gestita dalla popolazione europea.
Sono l’assicurazione e l’educazione le due principali voci di spesa sulle quali non si vuole economizzare. Solo una percentuale che varia tra il 3% e l’8% degli intervistati in Portogallo, Italia e Spagna ridurrebbe le spese per assicurarsi,  qualora si trovasse a dover tagliare il proprio budget. E, dovendo forzatamente rinunciare ad una qualche copertura assicurativa, il 38% degli italiani opterebbe per l’assicurazione furto e incendio, mentre solo il 18% si sentirebbe di rinunciare alla copertura sugli infortuni. Diverso lo scenario, ad esempio, in Portogallo, dove emerge che, a parità delle altre coperture (per le quali la possibilità di rinuncia varia tra il 21% e il 26%), quella a cui non si sentono di rinunciare è l’assicurazione sulla casa (12%). In Germania poi, solo il 6% sostiene di poter rinunciare a una copertura responsabilità civile (non auto). 


PREVIDENZA INTEGRATIVA,  ITALIA ANCORA INDIETRO

La ricerca si è poi focalizzata sull’ambito previdenziale. In Italia emerge che ben il 34% degli intervistati non ha ancora pensato a come mettere da parte risparmi personali per integrare la pensione. Destinare una parte delle proprie risorse da accantonare ai fini pensionistici, pur in periodi di crisi, è importante per circa un terzo di svizzeri e austriaci, mentre oltre il 36% degli intervistati di nazionalità portoghese e circa un quarto del campione in Spagna, Germania, Austria e Russia, ritiene che sia importante, ma sostiene di non avere soldi sufficienti da destinare a tale scopo, percentuale che in Italia è del 16%.
Tornando al contesto generale e, nello specifico, alla domanda che chiedeva quanta preoccupazione ci fosse per la crisi economica attuale, non sorprenderà sapere che l’inquietudine coinvolge in modo particolare i Paesi il cui debito pubblico è finito sotto osservazione: circa il 70% degli intervistati in Portogallo, il 67% in Italia e il 59% in Spagna sono molto preoccupati per la situazione in cui versa l’economica, mentre in Austria (44%), in Germania (38%) e in Russia (31%) queste  percentuali scendono in maniera significativa.

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