I LLOYD’S, TRA BREXIT E INNOVAZIONE

Anche nello scenario peggiore, quello di un “no deal” tra Uk e Ue, la corporation inglese potrà continuare a operare nel mercato unico grazie alla sua nuova compagnia belga, le cui attività partiranno a gennaio. Insurance Review ne ha parlato con il director of performance management, Jon Hancock

27/11/2018
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 59 Pagina: 16
Sulla Brexit gravano ancora pesanti incognite. Il governo britannico guidato da Theresa May ha subíto una dura sconfitta durante il Consiglio europeo di Salisburgo, lo scorso settembre. I leader hanno respinto il cosiddetto Chequers plan, che prevedeva una permanenza del Regno Unito nel mercato unico, affiancandola a un complesso accordo doganale agevolato, progettato principalmente per scongiurare un confine blindato in Irlanda. Poco prima del vertice, May aveva dichiarato pubblicamente che “l’unica alternativa al Chequers plan è quella di uscire dall’Unione Europea senza raggiungere alcun accordo”. 

OPERATIVI ANCHE CON UN NO DEAL

Mentre l’Europa e il Regno Unito attendono di capire come saranno i loro rapporti dopo la Brexit, il business assicurativo non si ferma. Soprattutto non può fermarsi un punto di riferimento globale per l’assicurazione come i Lloyd’s di Londra, che sono preparati da tempo per continuare a operare in qualsiasi scenario: anche nell’ipotesi peggiore del no deal. Insurance Review ne ha parlato con Jon Hancock, director of performance management dei Lloyd’s, in Italia per partecipare a un’iniziativa della corporation britannica. “L’eventualità di una perdita di movimento di capitali, persone e beni è negativa”, spiega Hancock, aggiungendo che “un aspetto altrettanto negativo sarebbe anche la perdita di un periodo di transizione”. Un periodo di transizione sarebbe molto importante perché offrirebbe la possibilità di risolvere alcuni nodi problematici che richiederebbero troppo tempo prima della Brexit: per esempio l’equivalenza per quanto riguarda la riassicurazione e la solvibilità, oppure la coerenza e chiarezza per quanto riguarda la tutela e la protezione dei dati. Pertanto i Lloyd’s “continueranno a collaborare proattivamente con il governo britannico per affermare che avere un accordo è comunque meglio di non avere alcun accordo”. Tuttavia, per quanto riguarda la Brexit, i Lloyd’s sono preparati a qualsiasi risultato. “Il nostro programma – rivela Hancock – ha preso in considerazione ogni possibile risultato. Sia in presenza che in mancanza di un periodo di transizione, noi saremo comunque in grado di far fronte a ogni situazione. E lo faremo grazie alla nostra compagnia assicurativa che abbiamo costituito in Belgio”.


John Hancock, director of performance management dei Lloyd's

NEL CUORE DELL’EUROPA

La sussidiaria è stata approvata dall’autorità di vigilanza del Belgio nel maggio di quest’anno. E a giugno le agenzie AM Best e Fitch hanno confermato che anche alla consociata belga sarebbe stato applicato il rating di credito dei Lloyd’s. “La società – afferma Hancock – è stata costituita, abbiamo un management committee e un cda. Abbiamo reclutato personale in diverse posizioni chiave e stiamo testando la disponibilità operativa già in questo momento. Siamo dunque pronti a fare business a partire da gennaio, quindi tre mesi prima della Brexit. Inoltre riteniamo che il fatto di avere una compagnia assicurativa nell’ambito europeo porterà ai Lloyd’s ulteriori possibilità di fare business in campo europeo”.



INGA BEALE CEDE IL TESTIMONE A JOHN NEAL

Uno scenario inedito che verrà affrontato da un nuovo ceo. Infatti, dallo scorso 15 ottobre, Inga Beale non è più alla guida della corporation, dopo cinque anni passati al vertice. “Inga – spiega Hancock – ha portato a termine il suo incarico orgogliosa della modernizzazione che ha compiuto, anche per quanto riguarda il lavoro fatto nell’ambito delle risorse umane, in termini di gender diversity”. A raccogliere il testimone è il nuovo ceo, John Neal, che ha di fronte a sé diverse sfide: la Brexit, certo, ma anche la digitalizzazione del mercato. “In cima ai pensieri del nuovo ceo – sottolinea – ci saranno ovviamente le performance di mercato, aspetto a cui prestiamo la massima attenzione. Dobbiamo essere sicuri – evidenzia Hancock – che il messaggio che offriamo al mercato e al regolatore sia adeguato al modo di fare business, assicurandoci che tutti i sindacati contribuiscano positivamente al risultato dei Lloyd’s”. 

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