MARINE E AVIATION, COSA C’È DI NUOVO

MARINE E AVIATION, COSA C’È DI NUOVO

17/06/2019-Un workshop dell’Ania ha approfondito tematiche ampie e di grande attualità, come le conseguenze della Brexit per i contratti assicurativi in essere, ma anche gli sviluppi normativi che regolamentano l’utilizzo dei droni civili, e le coperture per i rischi catastrofali

I settori marine e aviation sono caratterizzati da un’elevata...

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  NIENTE PANICO, SIAMO INGLESI

NIENTE PANICO, SIAMO INGLESI

09/05/2019-Al convegno sulla Brexit organizzato da Anra, i relatori britannici hanno potuto solo attestare la fase di grave incertezza che caratterizza la trattativa con la Ue. Uno scenario che nessuno all’inizio aveva previsto, e che sta mettendo le imprese e le compagnie assicurative nella difficile situazione di gestire rischi su ipotesi...

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  I LLOYD’S, TRA BREXIT E INNOVAZIONE

I LLOYD’S, TRA BREXIT E INNOVAZIONE

27/11/2018-Anche nello scenario peggiore, quello di un “no deal” tra Uk e Ue, la corporation inglese potrà continuare a operare nel mercato unico grazie alla sua nuova compagnia belga, le cui attività partiranno a gennaio. Insurance Review ne ha parlato con il director of performance management, Jon Hancock

Sulla Brexit gravano ancora pesanti...

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  UNA POLIZZA CONTRO IL RISCHIO BREXIT

UNA POLIZZA CONTRO IL RISCHIO BREXIT

08/03/2018-Per prepararsi alle conseguenze dell'uscita del Regno Unito dall'UE i Lloyd's di Londra stanno dando vita a una succursale, con sede a Bruxelles, grazie a cui potranno garantire la continuità operativa con i 27 Stati comunitari. Il ceo Inga Beale spiega a Insurance Review come funzionerà la soluzione adottata

La data fatidica del 29...

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  BREXIT, UNA REALTA' CON CUI CONFRONTARSI

BREXIT, UNA REALTA' CON CUI CONFRONTARSI

18/10/2016-In attesa che il Regno Unito lasci formalmente l’Ue, il settore assicurativo potrà continuare ad agire sulle regole di sempre. Ma occorre prepararsi a questo passaggio: i Lloyd’s garantiscono tutto il supporto necessario, in un’ottica di costante dialogo con broker e clienti. E intanto lavorano a strategie in grado di affrontare gli...

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  GLI INVESTIMENTI DEL DOPO BREXIT
Previdenza

GLI INVESTIMENTI DEL DOPO BREXIT

03/10/2016-La decisione del voto nel Regno Unito, la complessa situazione di instabilità a livello mondiale e la prolungata fase di tassi bassi rendono sempre più urgente, per le compagnie di assicurazione, la necessità di impiegare le risorse in un’ottica di mitigazione dei rischi. Uno scenario difficile, in cui non mancano le possibilità di scelta

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  MISURE A LUNGO TERMINE

MISURE A LUNGO TERMINE

22/09/2016-L'incognita Brexit, la crisi di fiducia con i cittadini, l'impegno di Solvency II. Governo e regolatore concordano sulla possibilità di affrontare queste sfide rimuovendo i limiti all'investimento e minimizzando l'instabilità nel breve periodo

L’ottimismo anima istituzioni e regolatore, nel nuovo quadro socio-economico. Nel corso della...

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  BREXIT, LE CRITICITÀ PER GLI ASSICURATORI

BREXIT, LE CRITICITÀ PER GLI ASSICURATORI

20/09/2016-Con l'uscita del Regno Unito dall'UE, quali saranno le conseguenze per le compagnie? Tanti gli elementi destabilizzanti: la volatilità dei mercati, i problemi di passaporto, la dislocazione dei lavoratori e i cambiamenti nel contesto giuridico e normativo. Un report di Marsh & McLennan prova a fornire una panoramica sugli scenari futuri

Con la Brexit nulla sarà come prima. Ma al momento l’unica certezza è l’incertezza: sui mercati finanziari, il panico generato inizialmente si è poi ridimensionato, diradandosi in carburante per alimentare la già vivace turbolenza delle Borse europee. Sono molti gli scenari allo studio per ipotizzare cosa accadrà una volta che il Regno Unito avrà abbandonato l’Unione europea. L’ALLARME DELL’FMIIl Fondo monetario internazionale, ad esempio, nel luglio scorso ha delineato tre diverse ipotesi, a seconda di come si evolveranno i negoziati fra la Gran Bretagna e l’Ue: nel più severo, la crescita mondiale scenderebbe al 2,8% sia nel 2016, sia nel 2017; quella dei Paesi avanzati all’1,4 e all’1% (contro uno scenario base dell’1,8% in tutti e due gli anni). Restringendo il campo al mondo assicurativo, sono molti gli elementi che possono destabilizzare le compagnie: dai problemi di passaporto, alla possibile necessità di dover spostare grandi masse di lavoratori fuori dal territorio britannico, fino ai cambiamenti nel contesto giuridico e normativo (basti pensare a tutto ciò che ruota attorno al gigantesco mercato dei Lloyd’s). Un report pubblicato a fine giugno da Marsh & McLennan prova a fornire un’ampia panoramica su questi aspetti.QUATTRO IPOTESI PER IL REGNO UNITOIl report traccia quattro possibili ipotesi post Brexit. Primo scenario: l’Uk diventa parte dello Spazio economico europeo (See), di cui fanno già parte Islanda e Norvegia. In questo caso la Gran Bretagna avrebbe accesso al mercato unico, e sarebbero ancora applicabili regolamenti e direttive; tuttavia il Paese dovrebbe continuare a contribuire al bilancio dell’Ue, e non avrebbe una politica immigratoria indipendente; naturalmente questo sarebbe lo scenario con il più basso impatto sull’economia. Secondo scenario: il Regno Unito sigla un trattato di integrazione bilaterale con l’Ue (ne ha siglato uno ad hoc, ad esempio, la Svizzera). Ciò comporterebbe la possibilità di accedere al mercato unico, ma senza un pieno accesso a beni e servizi; questa ipotesi potrebbe avere un impatto moderato su economia, commercio e immigrazione. Terzo scenario: un accordo di libero scambio tariffario tra Uk e Ue. In questo caso il Regno Unito potrebbe avere una propria politica di immigrazione e una politica commerciale indipendente, con possibili implicazioni per la circolazione transfrontaliera delle persone; in questo caso ci sarebbe un qualche accesso al mercato unico, e l’impatto sull’economia sarebbe moderato.Quarto scenario: il Regno Unito non sigla accordi di alcun genere, e commercia con l’Ue come un qualsiasi Paese terzo: in questo caso si applicherebbero solo le clausole dell’Organizzazione mondiale del commercio; questo scenario, come è intuibile, è quello che potrebbe avere il più alto impatto sull’economia del Paese.INDIRIZZI DI STRATEGIA AZIENDALESecondo l’analisi, le compagnie dovranno seguire da vicino i negoziati, ricalibrando l’impatto per ciascuno di questi scenari, normativi e di mercato, nei loro piani di investimento. In base agli scenari più probabili, tanto le aziende Ue con sede in Regno Unito, quanto le multinazionali globali extra Ue, dovranno ripensare le loro operazioni nel Paese. Secondo Marsh McLennan, non è infatti ancora chiaro cosa succederà ai diritti di passaporto, cioè la possibilità per le società di servizi finanziari con sede in un Paese dell’Ue di operare in un altro Stato senza la creazione di un nuova entità giuridica. Ci sono poi i risvolti legati alle normative paneuropee (su tutte, Solvency II) che dovranno essere rinegoziate, anche se, fa notare il report, “è inverosimile e i regolatori britannici vorranno discostarsi significativamente dai principi e dagli scopi del nuovo regime regolamentare”.DISLOCAZIONE DELLA FORZA LAVORO Per quanto riguarda le politiche migratorie la Brexit potrebbe portare a cambiamenti nella regolamentazione del mercato del lavoro Uk: oltre a un discorso di capacità attrattiva dei talenti chiave e delle risorse umane, ci sono da considerare le conseguenze dell’uscita dalla Ue su pensioni, benefit e compensazioni. L’analisi di Marsh e McLennan si conclude sottolineando che i board delle imprese dovrebbero analizzare le conseguenze che il possibile mercato del futuro potrebbe avere sugli schemi pensionistici, sulle alleanze, nonché sulle strategie di finanziamento e di risk...

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