IL LEONE NON CAMBIA STRADA

Gli azionisti di Generali approvano la lista per il rinnovo del cda presentata da Mediobanca. Prevale così la linea della continuità: Gabriele Galateri di Genola e Philippe Donnet restano al loro posto

18/06/2019
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 65 Pagina: 32
L’unica sorpresa è stata l’appoggio di Edizione srl, la holding della famiglia Benetton, alla lista presentata da alcuni investitori istituzionali capitanati da Assogestioni. Per il resto l’assemblea degli azionisti di Generali si è svolta secondo copione: riuniti lo scorso 7 maggio a Trieste, gli shareholder del Leone hanno votato a larga maggioranza (60,78%) la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione presentata dal primo azionista Mediobanca, confermando in buona sostanza il vecchio board e mantenendo alla tolda di comando il management che nel primo trimestre del 2019, al primo test dalla presentazione del piano industriale, ha totalizzato un utile netto di 744 milioni di euro, segnando un balzo del 28,1% su base annua. Il presidente Gabriele Galateri di Genola e il group ceo Philippe Donnet restano così al loro posto.
“Sarà un onore per me intraprendere il secondo mandato come amministratore delegato di Generali”, ha affermato il manager francese dopo l’approvazione della lista. “Guiderò – ha aggiunto – con grande passione ed entusiasmo la squadra per l’attuazione di un piano industriale che non è mai stato così ambizioso per Generali”.



FIDUCIA AL MANAGEMENT

La mossa dei Benetton ha spiazzato un po’ tutti. Soprattutto perché nei giorni precedenti si era a lungo fantasticato su uno zoccolo duro, compatto e coeso, di soci italiani per la governance del Leone. Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista del gruppo con il 5%, si era spinto addirittura più in là, criticando la scelta di ripresentare quasi interamente il precedente board. “Si è affacciato un nuovo grande azionista ed è un peccato che non sia rappresentato, forse anche ingiusto”, si era lasciato scappare lo scorso aprile, a margine dell’assemblea della holding Caltagirone spa.
Fonti vicine al dossier Benetton, in assenza di comunicazioni ufficiali da Ponzano Veneto, hanno tuttavia voluto sgombrare il campo da ogni dubbio: la mossa è “coerente con la natura finanziaria dell’investimento” e, di conseguenza, “in linea con considerazioni di buona governance” che hanno spinto il gruppo ad allineare i propri interessi a quelli del mercato. La fiducia verso il management di Generali resta così inalterata.


Philippe Donnet, group ceo di Generali 

POCHE NOVITÀ IN CDA

Il nuovo cda, che conterà nuovamente 13 componenti e resterà in carica fino all’approvazione del bilancio relativo al 2021, registra l’uscita di scena delle sole Ornella Barra e Paola Sapienza. Dalla lista di Mediobanca, oltre ai già citati Galateri di Genola, Donnet e Caltagirone, risultano eletti Clemente Rebecchini, Romolo Bardin, Lorenzo Pelliccioli, Sabrina Pucci, Alberta Figari, Diva Moriani, Paolo Di Benedetto e Antonella Mei-Pochtler. Espressione della lista di Assogestioni, capace di raccogliere il 38,96% dei voti, sono invece Roberto Perotti e Ines Mazzilli
Nelle cariche di vice presidente sono stati confermati Caltagirone, che da statuto assume le funzioni vicarie del presidente, e Rebecchini. L’incarico di revisione contabile è stato invece affidato a Kpmg per il periodo 2021-29.


Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali

UN VASCELLO PIÙ SOLIDO

L’assemblea si è svolta alla presenza del 55,8% del capitale, ben al di sopra di quanto registrato negli ultimi anni. “È la più alta, da quello che ricordo a memoria”, ha affermato Galateri di Genola. Proprio a lui è stata affidata l’apertura dei lavori, con un discorso introduttivo che ha consentito al presidente di ripercorrere la storia recente del gruppo e, allo stesso tempo, gettare uno sguardo a quello che riserverà il futuro. “La nave di Generali negli ultimi anni ha avuto bisogno di manutenzione straordinaria e rinnovamento per navigare in acque sempre più agitate”, ha commentato approfittando della cornice cantieristica della stazione marittima di Trieste, luogo scelto per l’assemblea, che ha ben prestato il fianco alla metafora navale. Il risultato, ha aggiunto, “è un vascello più solido, veloce e moderno” che consentirà di “vedere e sostenere gli orizzonti promettenti che la nave Generali si presta a solcare”. Per Galateri di Genola, “è arrivato il momento di cogliere opportunità d’espansione nell’industria assicurativa”.

TEMPO DI M&A?

Sull’orizzonte del futuro si è soffermato anche Philippe Donnet, il quale, sollecitato dalle domande dei soci, ha voluto chiarire la posizione del gruppo su eventuali operazioni di M&A. “In Europa ci sono 4.000 piccole e medie società di assicurazioni che si muovono in un orizzonte sempre più complicato, con costi crescenti in termini di regolamentazione”, ha affermato. In questo contesto, la diversificazione degli asset può rivelarsi una valida alternativa, ma richiede competenze e risorse che, ha aggiunto, “non tutte queste società hanno a disposizione: alcune avranno sicuramente interesse a integrarsi con gruppi più importanti. Noi – ha assicurato – saremo uno di questi”. L’obiettivo, ha chiosato, è “rafforzare la nostra leadership in Europa, dove sono convinto che ci saranno opportunità che guarderemo con disciplina strategica”.
Capitolo chiuso invece per quanto riguarda le dismissioni. Dopo il recente perfezionamento della cessione di Generali Leben a Viridium Gruppe, ultimo tassello di un programma di ottimizzazione geografica che ha riguardato dodici società, non si registrano novità in uscita. “Abbiamo completato il nostro piano di dismissioni: non c’è nient’altro sul tavolo”, ha assicurato Donnet.

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