L'EUROPA IN UN SINISTRO

Gli indennizzi generosi dell’Italia, la scarsa litigiosità degli svizzeri, il peso dei risarcimenti da lesioni personali, in Francia. L’analisi dei costi e del trend degli incidenti nell’UE è stata oggetto della tredicesima conferenza internazionale Ced che si è svolta a giugno, a Roma

31/07/2014
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 16 Pagina: 16 - 17
Nel 2012, gli assicuratori Rca francesi hanno pagato risarcimenti per circa 4,4 miliardi di euro per vittime della strada, di cui il 71% per lesioni lievi. “Secondo i dati dell’Ffsa (Fédération française des sociétés d’assurances) – racconta Sylvie Chanh, responsabile sinistri Ccr (Caisse centrale de reassurance) – le richieste di risarcimento per lesioni riguardano solo il 3,3% delle richieste in ambito Rca (252 mila su 7,6 milioni di richieste), ma ammontano a circa il 27% del costo totale dei sinistri auto”. 
Dal 2006, la Francia ha adottato la classificazione Dintilhac, che definisce le voci di danno da risarcire, sulla base di alcuni fattori: danneggiati diretti e indiretti; danni di natura temporanea, permanente e riferiti a prima o dopo la data di guarigione clinica; danno patrimoniale e non patrimoniale. 
“I danneggiati francesi che hanno riportato lesioni –spiega Chanh – possono essere risarciti con una somma capitale oppure con una rendita, ma la scelta è oggetto di trattativa tra il danneggiato, il suo legale, il giudice e l’assicuratore Rca. Nell’aprile 2008, però, l’Ffsa ha fortemente raccomandato pagamenti a mezzo rendita, specialmente per l’assistenza”. 
Mentre per calcolare una somma capitale su danni futuri non esiste una tabella obbligatoria da utilizzare, ma ci si affida alle molte tabelle presenti sul mercato, se si opta per la rendita annuale permanente, va applicata la normativa: “secondo la legge 27 Dicembre 1974, l’assicuratore Rca deve indicizzare le rendite annue pagate a danneggiati di incidenti stradali. L’indicizzazione è stata rimborsata dal Fondo di garanzia per tutti i sinistri avvenuti prima del 1 gennaio 2013; dopo tale data, l’indicizzazione resta a carico dell’assicuratore e/o del riassicuratore”.


SVIZZERI, POCO LITIGIOSI

In Svizzera, i risarcimenti versati dagli assicuratori sono in diminuzione dal 2005, con particolare riguardo ai colpi di frusta. “Al di là dei numeri – racconta Patrik Eichenberger, responsabile sinistri Xpertcenter – quello che caratterizza il nostro Paese è la scarsa litigiosità degli abitanti e la tendenza diffusa a cercare un accordo per evitare di arrivare davanti al tribunale federale. Siamo ben organizzati e, nonostante anche da noi, negli ultimi dieci anni, le richieste di risarcimento siano aumentate, sono poche quelle che finiscono in tribunale”. 
Normalmente, in Svizzera, i risarcimenti per lesioni alla persona sono più bassi dell’Italia: “vanno dai 6.000 euro, per la perdita di un fratello, ai 40 mila per quella del coniuge, fino a 180 mila: un indennizzo stabilito con sentenza del tribunale federale, in un caso di grave danno cerebrale”.
Riguardo ai danni materiali, in Svizzera, vale la teoria della differenza patrimoniale (Differenztheorie), che calcola cosa avrebbe avuto in tasca il richiedente se non avesse avuto l’incidente, “ma che non prevede – spiega Eichenberger – risarcimenti per le spese futili ex post (biglietto di un concerto perduto, danno da vacanza rovinata) o la perdita di utilizzo di un bene. Le eccezioni a questa teoria sono definite dal tribunale federale e riguardano la famiglia e l’assistenza e cura, nel caso in cui il danneggiato abbia bisogno di un aiuto per gestire la casa”.
In particolare, sui colpi di frusta, una sentenza della corte federale, del 2010, ha stabilito che, fatta eccezione per specifici e particolari casi, le lesioni non accertabili obiettivamente, come il colpo di frusta, non possono pesare a lungo termine su un assicuratore sociale. Questa sentenza, però non si può applicare nel diritto civile e quindi, di fatto, poco è cambiato e molte restano le incertezze su come evolverà la situazione”.


ITALY IS DIFFERENT

Un calo in termini positivi si registra anche in Italia dove, grazie alla legge 27/2012, sono diminuite le lesioni di lieve entità, producendo un risparmio di 27 euro sul premio Rca. “Viceversa – sottolinea Massimo Treffiletti, dirigente responsabile servizio Card di Ania – sono aumentate le richieste per lesioni gravi: su 100 risarcimenti, il 68,5% (8,3 miliardi di euro) è imputabile ai danni alla persona (percentuale che, al Sud, supera il 35%) e nel 46% dei casi riguarda gravi lesioni: un fenomeno in aumento del 9% a causa del riconoscimento da parte dei tribunali di nuove voci di danno e degli elevati indennizzi che, dal 1995 ad oggi, sono cresciuti del 90%: un sinistro mortale, in Italia, è pagato milioni di euro e il numero dei contenziosi cresce sempre di più, con punte del 60% al Sud”.
Due i temi su cui lavorare, secondo Stefano Scavo, presidente dell’Ufficio centrale italiano: “lo sviluppo di soluzioni e processi che rendano più rapida l’iscrizione del sinistro, soprattutto nella verifica della copertura assicurativa (che rischia di causare un rallentamento nella gestione dei sinistri cross border) e il ricorso al risarcimento in forma diretta per favorire un sistema orientato alla legalità complessiva”.


RISARCITI D'EUROPA

In Svizzera, la perdita del coniuge è indennizzata tra i 25 mila e i 40 mila euro; la perdita di un figlio, tra i 12 mila e i 30 mila euro, quella di un genitore, tra gli 8.000 e i 25 mila euro, quella del partner non registrato, tra i 15 mila e i 25 mila euro. 
In Italia, se una parrucchiera che ha perso l’uso del braccio riceve un indennizzo pari a 1,2 milioni di euro, in Europa siamo sugli 800 mila euro.


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