UN’OFFERTA CHE EVOLVE CON IL RISCHIO

In uno scenario in rapido deterioramento a causa del cambiamento climatico, le compagnie assicurative sono chiamate oggi a sviluppare soluzioni che siano al passo con l’aumento di frequenza e intensità degli eventi estremi: servizi di prevenzione, polizze innovative e sistemi di gestione sinistri, in attesa di strumenti nuovi come forme di partenariato fra pubblico e privato

UN’OFFERTA CHE EVOLVE CON IL RISCHIO
Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire anche sul mercato assicurativo. Se n’è avuto prova di recente anche in Italia, con una serie di eventi meteorologici estremi che negli ultimi mesi hanno avuto un conto salatissimo per i professionisti delle polizze. Soltanto l’eccezionale ondata di maltempo che lo scorso luglio ha investito vaste aree del nord Italia, per esempio, ha causato complessivamente perdite assicurate per circa 3,7 miliardi di euro: mai prima d’ora una catastrofe naturale in Italia, eccezion fatta per i terremoti, era riuscita a generare un sinistro così elevato. Il mercato, secondo Enrico San Pietro, insurance general manager di UnipolSai, si trova insomma di fronte a “una sfida complessa”. E per affrontarla, prosegue, almeno nel breve periodo sarà probabilmente inevitabile “incrementare i prezzi e controllare le esposizioni, anche agendo su franchigie e limiti di indennizzo, in assenza di nuovi strumenti”.
Per Massimo Monacelli, general manager di Generali Italia, “la nostra industria può contribuire a costruire un sistema economico e sociale più resiliente, rispondendo a nuove necessità di protezione, in ambiti ancora sottoassicurati”. Il settore, aggiunge il top manager, “ha un ruolo molto importante nel sensibilizzare tutta la popolazione sull’adozione di misure di prevenzione e protezione dai rischi climatici e nel supportare la transizione sostenibile, soprattutto in un paese come il nostro, dove il 94% dei comuni è a rischio frane, alluvioni ed erosione costiera, e solo il 5% delle abitazioni risulta assicurato contro le calamità naturali”.

UNO SCENARIO IN RAPIDO DETERIORAMENTO

Il bisogno di protezione risulta evidente dall’evoluzione di uno scenario in rapido deterioramento. “La numerosità e la severità degli eventi climatici sono in netto incremento negli ultimi anni”, osserva San Pietro. “Secondo i dati dell’osservatorio Città Clima di Legambiente – prosegue – nel solo 2023 ci sono stati in Italia 378 eventi estremi, in rialzo del 22% rispetto all’anno precedente, con danni miliardari ai territori e circa cinque milioni di persone colpite”.
Ormai, secondo Monacelli, non si può più parlare di “eventi eccezionali”. Il manager si concentra soprattutto sui cosiddetti “rischi secondari”, ossia eventi naturali diversi dai tradizionali pericoli primari come terremoto e alluvione che sono solitamente compresi nelle coperture incendio. E che adesso, vista l’intensità e la frequenza raggiunta da fenomeni come tempeste, siccità e incendi boschivi, di secondario non hanno ormai più nulla. “Serve una riflessione a livello di sistema per far fronte alle nuove esigenze di protezione di famiglie e imprese: gli eventi atmosferici della scorsa estate rendono necessario e improcrastinabile un cambiamento di approccio nella definizione e gestione degli eventi catastrofali”, afferma Monacelli. 

NUOVE POLIZZE PER LA CLIENTELA

A voler trovare del bene in ogni cosa, si può dire con San Pietro che l’evoluzione del fenomeno ha almeno incrementato visibilmente “l’interesse delle persone e delle aziende verso soluzioni di protezione assicurativa”. L’offerta di UnipolSai in questo ambito, prosegue il top manager, è fatta di “prodotti dedicati a casa, condominio, commercio e impresa contro rischi atmosferici e catastrofali, per un livello di copertura pari a circa 1,8 milioni di edifici: a fronte dell’aggravamento del rischio, stiamo rivedendo i coefficienti tariffari e i presidi tecnici, ma stiamo anche lavorando per rendere più veloce l’aggiornamento delle condizioni del portafoglio in essere”. 
In rapida evoluzione anche i modelli di gestione sinistri. “Abbiamo agevolato la raccolta delle denunce tramite telefono e sito web semplificando le procedure di invio delle perizie, aumentato l’autonomia dei periti in pronta liquidazione, e iniziato a utilizzare strumenti digitali per la ripresa video-fotografica geolocalizzata e droni per i sopralluoghi”, illustra San Pietro.

PREVENZIONE, PRODOTTI E SINISTRI

Grandi novità anche in casa Generali Italia. “È stata creata un’unità organizzativa ad hoc per garantire la gestione del rischio assicurativo lungo tutta la catena del valore attraverso il coordinamento di un team cross-funzionale, il Climate Change Lab, che si occupa di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione e di nuove tecnologie per l’innovazione di prodotto e l’attività di sottoscrizione: grazie agli advanced analytics, per esempio, mettiamo a fattor comune banche dati e nuovi strumenti per il risk assessment, la sofisticazione del pricing, il monitoraggio del portafoglio e l’indirizzo strategico”, spiega Monacelli. 
L’offerta della compagnia copre tutti i fenomeni atmosferici e catastrofali, associandosi a un servizio specifico di disaster recovery per le imprese. A tutto ciò si sommano poi il protocollo Qui per Voi per la gestione delle catastrofi naturali, una struttura dedicata nell’ambito della gestione sinistri e, infine, un progetto di sviluppo sulle polizze parametriche. “Negli ultimi anni abbiamo rilasciato molteplici garanzie parametriche, fra cui soluzioni a tutela delle rese agricole in caso di condizioni atmosferiche avverse”, spiega Monacelli.

UN PASSO AVANTI PER TUTTI

Se lo scenario attuale, come detto, configura una sfida complessa per le compagnie assicurative, in futuro le cose potrebbero migliorare. Serviranno però, dice San Pietro, “modelli previsionali affidabili, una maggiore attenzione alle fasi di prevenzione e mitigazione del rischio e magari anche partnership con istituzioni pubbliche”. In quest’ultimo ambito si è inserita lo scorso anno la grande novità dell’obbligo per le imprese di sottoscrivere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali. “Si tratta di un apprezzabile passo avanti per l’Italia verso soluzioni già presenti in altri paesi”, commenta San Pietro. “Per il settore assicurativo – aggiunge – la novità, da una parte, crea l’opportunità di incrementare il volume di polizze e, dall’altra, comporta un aumento molto rilevante delle esposizioni e, di conseguenza, l’esigenza di reperire il capitale o le coperture riassicurative necessarie a coprire il rischio”.
Per Monacelli, la disposizione di legge risponde alla necessità, ribadita più volte, di “un intervento strutturale fra pubblico e privato: accogliamo quindi favorevolmente lo spirito della norma”. Adesso è però importante non fermarsi qui. “Vogliamo interpretare la novità come il primo step di un percorso virtuoso di partnership fra pubblico e privato che sosteniamo da sempre e che – conclude Monacelli – va nella direzione di colmare lo storico gap di protezione che caratterizza il nostro paese”. 

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