GESTIONE CAT NAT, PERCHÉ SIAMO ALL’ANNO ZERO

Aipai, il mese scorso, ha organizzato a Milano un convegno che si è dimostrato un prezioso punto di incontro e confronto tra tutti gli attori coinvolti nella prevenzione e gestioni dei sinistri da eventi naturali: assicuratori, intermediari, periti, clienti, istituzioni, accademici. Ne abbiamo parlato con due tra i promotori, Giuseppe Degradi e Marco Valle

GESTIONE CAT NAT, PERCHÉ SIAMO ALL’ANNO ZERO

Più che eventi straordinari, i disastri naturali stanno diventando una realtà con cui imparare a convivere. La prevenzione e la gestione delle criticità sono due aspetti cruciali su cui il settore assicurativo italiano viene chiamato in causa, soprattutto quando l’obbligo per le imprese di assicurarsi sarà entrato a pieno regime. Ma affinché questo sforzo risulti pienamente efficace, serve il contributo non solo di chi opera in ambito assicurativo, ma di tutti gli attori coinvolti: istituzioni, imprese, mondo accademico. I periti italiani da tempo si sono messi a disposizione non solo per offrire al sistema le proprie competenze multidisciplinari, ma anche per promuovere nel Paese un dibattito culturale che faccia aumentare la consapevolezza attorno a questi rischi. Una preziosa occasione di confronto è avvenuta nel corso del convegno sviluppato su due giornate (il 2 e 3 ottobre scorsi) e organizzato da Aipai, all’interno del quale si sono confrontati una pluralità di attori che, ciascuno in modo diverso, sono coinvolti nella prevenzione o nella gestione di questi eventi. Insurance Review ne ha parlato con il presidente di Aipai, Giuseppe Degradi, e con il consigliere Marco Valle, due tra le figure che più fortemente hanno voluto questo appuntamento di confronto. 

UN MOMENTO DI SVOLTA EPOCALE

Con l’entrata in vigore dell’assicurazione obbligatoria, spiega Degradi, “è importante che tutti gli attori coinvolti nella gestione di questo rischio imparino a prepararsi per tempo a offrire una risposta adeguata”. Il titolo dato al convegno, Calamità naturali in Italia: anno zero, è stato scelto perché “entriamo davvero in una nuova fase, un anno zero nel modo di intendere la responsabilità collettiva verso i rischi naturali. Dobbiamo iniziare a costruire – sottolinea Degradi – un modello nuovo, imparando a fare sistema, e creando un approccio diverso rispetto al passato, anche facendo tesoro dei momenti critici che abbiamo vissuto finora”. In questo senso, aggiunge Valle, “siamo chiamati a una svolta epocale in cui tutto il sistema deve modificarsi, adattarsi, crescere, essere pronto a offrire una buona prova di sé”. 
Tra le esperienze critiche vissute nel recente passato, e di cui far tesoro, Degradi cita i sinistri da grandine del luglio 2023, un evento esteso che ha investito tutto il nord Italia con centinaia di migliaia di episodi in pochissimi giorni. Questa intensità, ricorda il presidente di Aipai, “ha mandato in crisi alcune compagnie e alcune strutture peritali perché non si era pronti ad assorbire un accumulo di sinistri così ampio in così poco tempo. Ecco perché – sottolinea – io credo si debba partire dalle esperienze vissute e prepararci per tempo. Noi vogliamo ribadire che Aipai mette a disposizione tutti i periti d’Italia: in caso di emergenza in una parte del Paese, sarebbe possibile coinvolgere anche i professionisti provenienti da aree non colpite dagli eventi. Solo mettendo assieme tutte le forze si possono risolvere situazioni estremamente critiche”. 

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

La legge che ha sancito l’obbligo per le imprese ad assicurarsi, ricorda Valle, “ha introdotto anche un concetto nuovo, cioè la copertura dei danni da frana. È un’innovazione enorme per un paese come il nostro, che in Europa è quello con il maggior numero di frane”. Parliamo di un rischio a fronte del quale il ruolo della prevenzione messa in atto da soggetti pubblici è davvero imprescindibile. Ecco perché al convegno di Aipai era intervenuto proprio su questo aspetto il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni per parlare dettagliatamente del ruolo fondamentale della messa in sicurezza del territorio a rischio. E anche il perito, secondo Valle, in questo senso può fare la propria parte. “Il perito del futuro – spiega – sarà una figura in grado di dare i giusti suggerimenti anche in chiave di prevenzione alle aziende, soprattutto alle realtà piccole o alle microimprese, in cui non è presente un risk manager”. 
Da parte dei rappresentanti del mondo produttivo che hanno partecipato all’evento di Aipai (erano presenti esponenti di Confindustria, Assolombarda, Confapi) è emersa chiaramente la necessità di un supporto per gli imprenditori nella comprensione del rischio e nella prevenzione. “Questa operazione – osserva Degradi – il mondo assicurativo la può fare innanzitutto attraverso gli agenti e i broker, che nella filiera assicurativa sono i primi soggetti a entrare a contatto con il mondo produttivo. Anche noi periti ci rendiamo disponibili a partecipare agli incontri con le imprese, perché parlare dei sinistri e spiegare cosa avviene una volta che si verifica un danno è particolarmente istruttivo: purtroppo in Italia si pensa spesso che gli incidenti accadano solo agli altri”. 

COME SI COSTRUISCE IL RAPPORTO DI FIDUCIA

Ecco perché un altro aspetto chiave su cui concentrare l’attenzione è quello di saper raccontare i rischi e di sottolineare l’importanza di prevenirli, rivolgendosi a platee più ampie ed eterogenee. “Al nostro convegno – spiega Valle – abbiamo invitato il noto giornalista e scrittore Beppe Severgnini con il quale ci siamo confrontati sul tema della comunicazione dei media attorno a questi argomenti. Quando c’è un disastro naturale si accende un faro mediatico, ma poi questa attenzione si spegne perché col tempo si tende all’assuefazione. Severgnini ha ricordato come sia fondamentale dare visibilità alle buone pratiche per fare in modo che l’assicurazione non sia vista come una tassa ma come una forma di civiltà, un gesto di responsabilità collettiva. In questo senso è fondamentale evidenziare il concetto di fiducia, che è alla base del rapporto assicurativo”.

LA COSTRUZIONE DELLE COMPETENZE DEI PERITI 

Il convegno ha presentato anche un punto di vista internazionale grazie alla presenza, tra gli altri, di Francisco Espejo Gil, esperto internazionale di loss adjusting, che ha spiegato il funzionamento del Consorcio de Compensacion de Seguros spagnolo, e di Klaas Brand, presidente della Fuedi, la federazione europea delle associazioni dei loss adjuster. 
Fuedi, di cui Aipai è stato socio fondatore (e di cui Degradi è stato presidente fino a poco tempo fa), mette un forte accento sul tema della formazione di eccellenza, anche attraverso il rilascio del certificato Fuedi-Elae, cioè il titolo di European loss adjuster expert che viene rilasciato ai periti senior, riconosciuto a chi completa un particolare percorso formativo. “Con Fuedi – sottolinea Degradi – vogliamo valorizzare e far valere in varie sedi questo attestato. Aipai per i periti iscritti all’associazione offre un aggiornamento effettuato ogni anno con percorsi formativi ad hoc, per informare i soci delle novità nelle tecniche di perizia, nei supporti informatici e molto altro. Ci teniamo molto alla formazione in quanto è nella radice culturale di Aipai. Noi vogliamo in primis – conclude Degradi – che il professionista Aipai sia una persona preparata”.


IL RUOLO DEI PERITI CAT NAT PRESSO LA CONSAP
La Consap è stata incaricata dal governo di realizzate il Ruolo dei periti cat nat. Aipai è in contatto con la concessionaria pubblica, alla quale ha manifestato la propria disponibilità a collaborare alla sua messa a punto. “Abbiamo già avuto alcuni incontri con Consap – spiega Giuseppe Degradi, presidente di Aipai – per spiegare loro qual è la nostra attività nel concreto, e per offrire un contributo di sostanza. Devo dire che la Consap, il presidente Sestino Giacomoni e lo staff, hanno apprezzato la nostra disponibilità e ci hanno anche chiesto un contributo concreto relativamente alla scrittura della norma e alla composizione del Ruolo. In questa fase stiamo aiutando a identificare quali sono i requisiti che deve avere un perito che deve entrare nel Ruolo del periti cat nat”. 
Per Degradi è fondamentale che colui che vi è iscritto abbia “un percorso professionale di un certo tipo, competenze multidisciplinari e che graviti attorno a realtà culturali di un certo tipo, come la nostra. I sinistri da catastrofe naturale – aggiunge – non possono essere affrontati da un battitore libero. Gli accertamenti richiedono una struttura, un’organizzazione, una capacità di intervento”.


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