AGRICOLTURA, ANIA E AGEA INSIEME CONTRO LE FRODI

La collaborazione tra l’associazione e l’agenzia è particolarmente strutturata e si basa sull’integrazione tra i sistemi di analisi e di monitoraggio del territorio, nonché sull’esperienza e le competenze delle compagnie nella gestione delle polizze e dei sinistri. Un’iniziativa che punta a migliorare l’impianto assicurativo nel suo complesso

AGRICOLTURA, ANIA E AGEA INSIEME CONTRO LE FRODI

Tutelare l’integrità delle risorse pubbliche e private, e rendere il sistema assicurativo agricolo più efficiente, trasparente e affidabile, a beneficio degli agricoltori e dell’intera economia. Questo il duplice obiettivo della nuova collaborazione avviata da Ania e Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) finalizzata a rafforzare il contrasto alle frodi nel settore agricolo e nella gestione del rischio assicurativo. 
Ma come concretizzare questa collaborazione e creare un sistema più trasparente, efficiente e orientato alla tutela sia del corretto utilizzo delle risorse pubbliche sia degli assicurati? Occorre un’integrazione strutturata delle competenze, servono strumenti e basi informative evolute e un confronto chiaro che preveda lo sviluppo di indicatori di rischio, in grado di intercettare tempestivamente anomalie e possibili fenomeni fraudolenti. 

UNA SERIE DI AZIONI PRATICHE

Abbiamo chiesto direttamente ad Ania, e nello specifico a Umberto Guidoni, co-direttore generale dell’associazione, di spiegarci quali sono gli elementi principali che fanno di questa intesa un’innovazione importante. “L’accordo – spiega Guidoni – si basa su un principio chiave: integrare le informazioni disponibili presso il sistema pubblico e il mercato assicurativo per migliorare la capacità di prevenzione, individuazione e contrasto delle irregolarità anche aventi evidenza di frode”. In concreto, la collaborazione prevede che tra le due istituzioni ci sia lo scambio e la valorizzazione dei dati relativi alle polizze agricole agevolate e ai sinistri; l’integrazione con i sistemi informativi pubblici e con gli strumenti di monitoraggio satellitare, che consentono verifiche oggettive sulle superfici e sulle colture; lo sviluppo di modelli di analisi e indicatori di rischio condivisi, utili a individuare situazioni anomale o potenzialmente fraudolente; il rafforzamento della cooperazione  tra istituzioni e imprese assicurative, anche attraverso tavoli tecnici e iniziative congiunte.
Insomma, una serie dettagliata di principi che sarà essenziale mettere in pratica e far funzionare. 

Umberto Guidoni, co-direttore generale di Ania
© Insurance Connect

LE TRUFFE PIÙ COMUNI

Quando si parla di frodi in agricoltura, è importante ricordare che l’azione fraudolenta “non produce soltanto un danno a tutti gli agricoltori e alle imprese di assicurazione ma anche all’erario”, sottolinea Guidoni. “Nelle frodi assicurative in agricoltura – osserva il dg – rientrano comportamenti finalizzati a ottenere indebitamente contributi pubblici o indennizzi assicurativi, attraverso dichiarazioni non veritiere o manipolazioni dei dati”. False dichiarazioni sulle colture o sulle superfici assicurate; sovrastima o simulazione dei danni da eventi climatici, come grandine, siccità, gelo etc; richieste di indennizzo incoerenti con lo stato reale dei terreni; duplicazioni o sovrapposizioni di coperture su medesime superfici o produzioni, sono le truffe più comuni, secondo l’esperienza di Ania. 
È frequente, ad esempio che nel contesto dei fondi della Politica agricola comune (Pac), le frodi riguardino false dichiarazioni di produzione o di danni, “con l’obiettivo – precisa Guidoni – di accedere indebitamente a contributi o risarcimenti”.

LA BANCA DATI ANTIFRODE NEL DANNI NON AUTO

Per quanto riguarda le cifre non è semplice avere una stima ufficiale, giacché “tale fenomeno sino a oggi non è stato adeguatamente monitorato”, rivela Guidoni. La raccolta dei dati per valutare l’entità esatta delle frodi sarà proprio uno degli obiettivi della task force che l’associazione delle imprese ha messo in campo per fronteggiare e supportare al meglio tutto l’impianto dell’accordo. 
“Stiamo lavorando – continua Guidoni – alla realizzazione di una banca dati antifrode finalizzata a contrastare le frodi assicurative nei rami danni non auto, di cui fa parte anche il segmento dei rischi agricoli. L’avvio della collaborazione tra Ania e Agea nasce proprio dall’esigenza di passare da controlli a campione a modelli più sistematici, basati su analisi dei dati e tecnologie avanzate”.

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AMPLIARE LA PLATEA DEGLI ASSICURATI

Quando si parla di territorio, non si può non fare riferimento alla protezione contro le catastrofi naturali e al cambiamento climatico, e un tema cruciale riguarda proprio la diffusione delle coperture agricole, a oggi ancora estremamente limitata, in Italia: dai dati forniti da Ania, su circa 770mila aziende agricole italiane, solo il 10% risulta assicurato. “Questo dato è particolarmente rilevante perché incide direttamente sull’equilibrio del sistema”, fa notare Guidoni, poiché “finché ad assicurarsi saranno poche aziende, che per di più, di solito, sono anche quelle esposte al rischio, il livello dei premi tenderà a rimanere elevato”.
Una delle priorità è quindi quella di ampliare la platea degli assicurati, rendendo l’assicurazione uno strumento più accessibile e diffuso sul territorio e tra tutte le tipologie di impresa agricola. A oggi, racconta Guidoni, ad assicurarsi sono le realtà più strutturate, mentre le aziende più piccole non lo fanno. In questo contesto, una partnership sempre più stretta con il comparto pubblico non solo è fondamentale per garantire l’adeguata capacità finanziaria al sistema e la stabilità nel tempo, ma è anche auspicabile.

EVITARE I COMPORTAMENTI OPPORTUNISTICI

Dal 2023, ricorda il co-dg di Ania, è operativo AgriCat, il fondo mutualistico nazionale in agricoltura, che rappresenta una forma di copertura pubblica di primo livello per gli agricoltori che aderiscono alla Pac: il fondo interviene per indennizzare i danni derivanti da eventi catastrofali, quali alluvioni, gelo e brina e siccità, contribuendo a rafforzare la resilienza del settore primario. Ed è proprio in questo scenario che “il tema delle frodi assume un rilievo ancora più significativo”, spiega Guidoni: “eventuali comportamenti opportunistici o dichiarazioni non corrette, oltre ad avere un impatto sul sistema assicurativo privato, potrebbero averlo anche sulla sostenibilità finanziaria del fondo pubblico. Per questo motivo, il rafforzamento dei presidi di controllo antifrode, rappresenta un elemento essenziale per proteggere il sistema di gestione del rischio”, sottolinea. 

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TECNOLOGIA E INNOVAZIONI: CI SONO ANCHE LE POLIZZE PARAMETRICHE

Ma niente di tutto questo si potrebbe fare senza il contributo della tecnologia destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel contrasto alle frodi in agricoltura. Guidoni, a questo proposito, cita le tecnologie di osservazione della Terra, come quelle del programma Copernicus e dei sistemi di monitoraggio continuo delle superfici agricole (Ams), “che consentono di verificare in modo oggettivo lo stato delle colture, la coerenza delle dichiarazioni rese e l’effettivo accadimento degli eventi dannosi”, commenta.
Un ulteriore ambito di innovazione sono le polizze parametriche, che consentono di ridurre i margini di discrezionalità nella valutazione del danno; accelerare i tempi di liquidazione e limitare il rischio di contenziosi e comportamenti opportunistici. 
“In sintesi – conclude Guidoni – tecnologia e innovazione non sono solo strumenti di controllo, ma rappresentano un vero e proprio fattore abilitante per la sostenibilità del sistema, perché consentono di rafforzare la fiducia, ridurre i costi impropri e garantire una più efficiente allocazione delle risorse, pubbliche e private”.


IL RUOLO DELLE COMPAGNIE
Nell’ambito della collaborazione tra Ania e Agea, anche le singole compagnie dovranno avere un ruolo preciso: alle imprese sarà richiesto di rafforzare gli adempimenti informativi che già oggi hanno nei confronti dell’ente pagatore, aumentando i presidi antifrode su questo specifico tema.
Sì, ma nel concreto? Le compagnie dovranno, qualora sia necessario, “mettere a disposizione i dati relativi alle polizze e ai sinistri, utili per le attività di analisi e prevenzione delle anomalie”, racconta Umberto Guidoni, co-dg di Ania. Contribuiranno così allo sviluppo di “indicatori di rischio condivisi”, mentre parteciperanno a tavoli tecnici con le istituzioni per migliorare i processi di controllo e la qualità dei dati. L’Ania ha costituito “un gruppo di lavoro ad hoc – rivela Guidoni – che avrà il compito di elaborare delle linee guida indirizzate al corpo peritale, con delle raccomandazioni finalizzate a individuare e segnalare alle compagnie dei casi sospetti”.


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