Architetture e sviluppo con i clienti al centro: l’approccio Trusted Fintech di Crif Global Technologies

30/01/2020
👤Autore: Crif Review numero: 70 Pagina: 7
Mirko Tedaldi, IT Solutions senior director di Crif, racconta su quali pilastri la divisione IT di Crif fonda le proprie basi per creare sempre più valore per i clienti. “La centralità del cliente e degli utenti finali – spiega – richiede di saper sviluppare rapidamente applicazioni e servizi soggetti a frequenti interazioni. Le architetture tecnologiche vanno quindi ripensate in maniera più flessibile, per essere adattabili al business e realizzare i nuovi servizi in modalità Minimum viable product e minimum viable process”.

GOVERNANCE E FLESSIBILITÀ PER INNOVARE

A Crif Global Technologies la digital transformation pone alcune grandi sfide: “in primis – osserva Tedaldi – quella di coniugare governance e sicurezza. Dobbiamo inoltre far leva su asset e servizi chiave, senza compromettere agilità e centralità del cliente, e supportare nuovi modelli di business senza causare discontinuità ai servizi esistenti. Altri aspetti determinanti sono garantire agilità nello sviluppo, nella delivery e nelle operations e permettere di reagire all’elasticità della domanda tramite il cloud”. Di pari passo, a livello organizzativo “serve una stretta sinergia tra tutte le funzioni aziendali, tesa alla soddisfazione del cliente finale”. 

METODOLOGIE, COLLABORAZIONE E INTERCULTURALITÀ

Crif Global Technologies ha implementato la metodologia DevSecOps con tre componenti: l’automazione del flusso, dalla richiesta di feature e bug-fix ai test post-rilascio in produzione; l’utilizzo di un orchestratore di flussi automatici per le build/test; il coinvolgimento del team di operation nella fase iniziale di progetto. La variante Sec del DevOps è stata guidata dalla consapevolezza dell’imprescindibile esigenza di garantire la sicurezza di software e infrastrutture.
Per la gestione dei progetti “adattiamo i processi IT all’ambito e alle caratteristiche del cliente e del progetto stesso, quali dimensioni, complessità e tolleranza del rischio”. Due i cardini: rilasciare al cliente solo le funzionalità di cui ha effettiva necessità, con un approccio agile e incrementale, e garantire un business sostenibile tramite un’innovazione veloce e vicina alle esigenze dei clienti.
Nella forte espansione internazionale di Crif, “la metodologia Agile ha rappresentato una strategia vincente per servire efficacemente clienti globali, adottata in contesti e ambiti di business diversi e con team numerosi, multiculturali e distribuiti geograficamente”. D’altronde l’interculturalità è un valore e una conditio sine qua non per Crif. In Global Technologies questo significa puntare su team IT interculturali e cross-funzionali. “Siamo riusciti a fare della diversità la nostra unicità, attraverso linee guida, strumenti e metodologie, automazione, tool di collaborazione e il binomio Agile-DevSecOps. Perché l’innovazione e la collaborazione sono le chiavi del successo delle organizzazioni moderne”, conclude Tedaldi.

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