ANAPA RILANCIA IL DIALOGO CON LE COMPAGNIE

Al terzo congresso nazionale, Vincenzo Cirasola è stato riconfermato alla presidenza dell’associazione nata nel 2012. La missione del nuovo consiglio direttivo è disegnare l’agente del futuro, ripartendo dal passato: cioè la riapertura della trattativa per il rinnovo dell’accordo nazionale. Ma non sarà facile

ANAPA RILANCIA IL DIALOGO CON LE COMPAGNIE hp_stnd_img
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 95 Pagina: 22
Il terzo congresso elettivo di Anapa Rete ImpresAgenzia, svoltosi lo scorso 18 maggio, a Roma, non è stato solo un appuntamento associativo dedicato agli aderenti, ma anche un’occasione di approfondimento e confronto con gli attori del settore dei rischi. 
Un dibattito avvenuto peraltro a pochi giorni di distanza dall’interruzione delle trattative per il rinnovo dell’accordo nazionale imprese-agenti; uno stop voluto da Ania, vista “l’impossibilità di proseguire la trattativa con le organizzazioni sindacali”. 
L’argomento su cui si è consumata la rottura è la titolarità dei dati del cliente: sul tema le posizioni sarebbero “inconciliabili”, dice Ania, “visto in particolare l’assunto dello Sna di ritenere l’agente sempre e solo titolare autonomo del dato”. Anapa aveva subito preso le distanze da Sna, definendo “pregiudiziali” e “del tutto ideologiche” le posizioni del Sindacato nazionale agenti. 

UN ACCORDO PER L’AGENTE DEL FUTURO

Dopo la riconferma alla presidenza (vedi box), Vincenzo Cirasola ha detto di voler ripartire “dalla riaffermazione del ruolo sociale dell’agente di assicurazione e dalla consapevolezza che tanto c’è ancora da fare in un mondo che si sta evolvendo”.
L’evoluzione del ruolo dell’agente e il progetto dell’agente del futuro sono tra gli obiettivi di Anapa nel prossimo triennio: obiettivi che, però, sarà possibile realizzare solo riaprendo il confronto con le compagnie. “Gli agenti che noi rappresentiamo, e pensiamo le stesse compagnie – ha spiegato Cirasola durante la sua relazione –, hanno bisogno di un nuovo accordo-quadro che regoli i loro rapporti”. Per questo, ha proseguito, “auspichiamo di cuore che il senso di responsabilità prevalga e di trovare un punto d’incontro con Ania per definire un assetto definitivo e conforme alle attuali regole e caratteristiche del mercato”.

L’ANIA ATTENDE

Per quanto riguarda il tema più caldo dal punto di vista delle relazioni industriali, la risposta di Ania è arrivata subito, sia dalla presidente Maria Bianca Farina, sia dal co-dg Umberto Guidoni. “Sull’accordo nazionale – ha detto Farina – le nostre posizioni sono chiare. Auspico ci sia un’adeguata riflessione all’interno della categoria degli agenti, senza perdere il senso degli obiettivi integrati tra compagnie e agenti: siamo sulla stessa barca. Gli agenti resteranno centrali, a condizione di perseguire insieme professionalità e innovazione. Contiamo su di voi”. 
Guidoni, invece, ha richiamato con pragmatismo al rispetto delle norme generali sul trattamento e sul possesso dei dati dei clienti, confermando contemporaneamente “l’ampia disponibilità di Ania” a capire le ragioni degli agenti. “Invito, però, alla riflessione qualcuno che non è qui oggi – ha aggiunto –, il dialogo tra noi e tutte le componenti sindacali è essenziale. Attendiamo che la riflessione porti a valutazioni più lineari”.

UN AGENTE IMPRENDITORE, MANAGER, GIOVANE

Insomma, la disponibilità per rimettersi a un tavolo sembra esserci, ma non sarà possibile farlo finché anche l’altro attore, che rappresenta la maggioranza degli agenti iscritti a un sindacato, non vorrà sedersi di nuovo a trattare. 
Ma, intanto, non mancano certo le cose da fare. Tra gli altri obiettivi del prossimo triennio, Cirasola ha citato la rivalutazione del Ccnl dei dipendenti; il consolidamento del network di assistenza e consulenza sindacale; la promozione del nuovo modello di agenzia ibrido-digitale; più comunicazione all’esterno; e il rafforzamento dell’efficienza e dell’autonomia delle giunte regionali e provinciali, anche per diffondere sul territorio la conoscenza della figura dell’agente. 
In un mondo in continua evoluzione, l’agente sta cambiando pelle, come confermato dalla nuova ricerca del Cetif, presentata al congresso dalla professoressa Chiara Frigerio. Oggi l’agente “è più strutturato, più professionale-manageriale e comincia a essere più giovane”. È un intermediario che sposa il modello di agenzia ibrida-digitale: “un elemento di efficienza ed efficacia”, ma è anche un agente che sta cominciando a costruirsi un proprio posizionamento social. “Il futuro dell’agente di assicurazione – ha concluso Frigerio – è fatto di diversificazione, crescita dimensionale, aggiornamento continuo delle competenze, ricambio generazionale”.



UN AIUTO ANCHE DA IVASS

Il canale agenziale si è confermato determinante in questi ultimi anni: ha retto all’urto delle chiusure, è rimasto un punto di riferimento per i clienti e per le stesse compagnie. “Nonostante la pandemia – ha ricordato il consigliere di Ivass, Riccardo Cesari –, la categoria ha tenuto, mostrando soprattutto capacità d’innovazione nella comunicazione”. 
Cesari ha ricordato “il buon lavoro e il contributo molto importante” degli agenti nel dialogo con il regolatore. Ha citato due nuovi progetti che stanno per essere ammessi nella sandbox, “che miglioreranno le modalità di sottoscrizione e la tenuta di pagamenti per le reti agenziali”, progetti frutto degli incontri organizzati presso Ivass tra agenti e start up insurtech
Gli agenti Anapa raccolgono la sfida del futuro, ma non vogliono essere soli a navigare nel mare in tempesta.

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