AUA, UNA GRANDE CASA COMUNE

Un anno fa, dalla fusione di sei diversi gaa, è nata l’associazione unica degli agenti UnipolSai, che è anche la più grande del mercato con circa 4.000 iscritti. Angelo Colia, Paola Minini, Jean-François Mossino, Nicola Picaro ed Enzo Sivori, che compongono il comitato dei presidenti, ripercorrono con Insurance Review le tappe e le motivazioni che hanno portato alla nascita della rappresentanza

11/03/2020
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 72 Pagina: 36
La storia del più grande gruppo agenti del mercato italiano è partita da Torino esattamente un anno fa. Nel marzo 2019 cinque diverse rappresentanze della galassia UnipolSai hanno deciso di unire le proprie forze e dare vita a una nuova grande casa comune: Agenti UnipolSai Associati (Aua). A oggi sono iscritti 3.958 agenti e 2.304 agenzie, presenti su tutto il territorio nazionale: il 100% delle agenzie precedentemente iscritte ai gruppi fondatori ha aderito ad Aua. 
In questa prima fase la reggenza della rappresentanza è affidata a un comitato di presidenti di cui fanno parte Angelo Colia, Paola Minini, Jean-François Mossino, Nicola Picaro ed Enzo Sivori, che in questa intervista collettiva a Insurance Review spiegano come interpretano il ruolo della rappresentanza e quali sono gli obiettivi futuri. Le risposte sotto riportate sintetizzano il pensiero di tutti e cinque presidenti sopra menzionati, che hanno voluto esprimersi con un’unica voce.

Ripercorriamo le tappe che hanno portato alla nascita dell’associazione unica degli agenti UnipolSai. Cosa è Aua, quali passaggi e quali riflessioni hanno portato alla sua definizione attuale?
Non è semplice riassumere in poche frasi un percorso lungo, complesso e articolato come quello che ha portato alla nascita della più grande rappresentanza agenziale d’Italia e di tutta Europa. 
Aua nasce da un’idea, che si è poi trasformata in progetto per diventare infine una realtà concreta. Un’idea coraggiosa, in controtendenza e inizialmente difficile persino da ipotizzare, figuriamoci da realizzare. 
In questo clima generale di disunità e disaffezione rispetto all’associativismo, ci inorgoglisce pensare di aver contribuito a dare corpo a un’entità così importante, in grado di tutelare in senso tradizionale gli agenti UnipolSai, ma anche di sostenerli e supportarli nei molteplici aspetti del quotidiano professionale. 
Per rispondere alla sua domanda sul piano pratico, a partire dall’estate 2018 le rappresentanze degli agenti UnipolSai hanno deciso di accelerare il processo di convergenza sul quale era in atto un confronto piuttosto articolato già da tempo. I gruppi fondatori di Aua erano perfettamente consapevoli delle difficoltà che avrebbe potuto comportare far confluire in un unico soggetto le diverse storie, culture, modalità operative e organizzative, strutture e via dicendo. Ma, nello stesso tempo, erano altrettanto consapevoli dell’impossibilità di proseguire nei rapporti con la compagnia in un tale contesto di frammentazione. 
Quella disomogeneità stava già danneggiando i colleghi, e nel prosieguo li avrebbe danneggiati sempre di più. Le problematiche da affrontare, anche a livello di mercato e non solo nello specifico mondo UnipolSai, sono numerose ed estremamente complesse; richiedono un approccio strutturato, relazioni industriali equilibrate, capacità strategica e di pianificazione, autorevolezza. Tutte esigenze non coerenti con una rappresentanza disarmonica. 
Possiamo riassumere dicendo che la nascita di Aua ha risposto a una precisa esigenza: quella di creare una rappresentanza in grado di portare a sintesi le diverse sensibilità, tenendo conto dei livelli evolutivi delle agenzie e ripartendo dai territori per costruire un nuovo progetto associativo, consentendo a tutti di abbandonare l’approdo sicuro della propria storia per cimentarsi, oltre i confini precostituiti, nell’impresa di scriverne una tutti insieme. Ciascun gruppo ha quindi condiviso con i propri iscritti non un percorso di unificazione, ma un percorso per la costituzione di una nuova, unica e moderna rappresentanza degli agenti UnipolSai, che alle soglie del terzo millennio dovrà impegnarsi a tutelare, supportare e sostenere i propri associati nei percorsi di evoluzione di ruolo, di crescita professionale e imprenditoriale, di strutturazione e ristrutturazione delle proprie agenzie. Dopo aver ricevuto il mandato a procedere in tal senso nel corso del 2018, gli agenti UnipolSai hanno suggellato a Torino, nel marzo 2019, l’avvio della nuova esperienza, durante un’assemblea straordinariamente partecipata e in rappresentanza di 4.000 colleghi.
Il processo di integrazione delle diverse anime di Aua, in effetti, è stato persino più veloce di quanto fosse possibile prevedere inizialmente: la sinergia tra i commissari che siedono ai tavoli con la compagnia e tra i rappresentanti regionali è piena ed efficace, tutte le espressioni sono condivise; cosa ancora più importante, gli iscritti si incontrano costantemente, si mescolano e hanno piena consapevolezza di stare affrontando problematiche e tematiche comuni, senza più alcuna distinzione di provenienza. 
Oggi Aua è una realtà unitaria pienamente percepita sul territorio, un punto di riferimento per tutti gli iscritti a livello nazionale che sta compiendo un percorso tangibile e testimoniato non solo dall’incessante e documentata attività, ma anche dai risultati concreti ottenuti. 
In nessun momento, neppure nella fase di avvio, si sono mai interrotti gli esercizi di rappresentanza e di confronto con la compagnia. 
Nel corso del 2019 è stata conclusa la complessa fase di armonizzazione delle strutture organizzative, delle segreterie, delle società di servizi, delle attività di formazione, e per il 2020 è previsto un intenso lavoro di consolidamento ed elaborazione delle future strategie politiche dell’associazione.

Qual è la visione del mercato per i prossimi anni dal punto di vista di Aua?
Il contesto di mercato nel quale si muovono gli intermediari tradizionali, e quindi anche la rete UnipolSai, è caratterizzato da una crescente complessità. 
Ciò dipende sia dagli interventi regolatori che si sono ininterrottamente succeduti a partire dal Regolamento Ivass n. 5 in poi, sia da una tensione competitiva dovuta all’ingresso nell’ambito assicurativo di molteplici soggetti nuovi e diversi. 
In una situazione simile, la responsabilità in capo a un gruppo agenti è molto importante: si tratta di fare il possibile perché nessun collega resti indietro, e anzi acquisisca competenze professionali e imprenditoriali avendo anche accesso a una serie di strumenti e servizi tali da implementarne l’autonomia e la capacità di stare sul mercato e rispondere alle crescenti esigenze dei clienti, in un’ottica di piena e totale compliance con tutti gli obblighi normativi. 
Noi però siamo convinti che l’agente UnipolSai esprima qualità e competenza e, teniamo a ribadirlo, condivide un impianto valoriale comune che si manifesta in comportamenti quotidiani ispirati ai princìpi fondanti di autonomia, responsabilità, collegialità, democrazia, innovazione, lealtà, partecipazione, professionalità, rispetto, solidarietà e unità. Tutto questo si trasferisce virtuosamente nel mercato e nel rapporto con i clienti.



Come interpretate la dinamica interna al gruppo, anche in termini di rapporto tra la dirigenza e la base?
Chiaramente non potrebbe essere pensabile immaginare dinamiche interne ad Aua che prescindano dalle origini particolari di questa associazione. Ogni articolo statutario, ogni progetto, ogni organo associativo – a partire dal comitato dei presidenti fino alla segreteria, passando per le rappresentanze periferiche – è stato pensato ed elaborato per dare eguale spazio a tutte le componenti originarie, mettendo a fattor comune i patrimoni storici, culturali e valoriali. A qualsiasi livello è stato e viene quotidianamente svolto un certosino lavoro di conciliazione, mediazione, reciproca conoscenza e costruzione di un rapporto. Non sempre è stato facile, ma gli effetti che stiamo riscontrando sono premianti. Fondamentale, in Aua, è il ruolo dei delegati territoriali, insostituibile tramite tra tutti gli organismi e la base degli associati.

Come sono i rapporti con la mandante e le dinamiche con il mercato?
Le relazioni industriali con UnipolSai vengono intrattenute ai diversi livelli dagli organismi associativi: le commissioni tecniche si confrontano costantemente con le varie aree aziendali su temi strettamente correlati all’attività svolta dalle agenzie, mentre l’ufficio di presidenza incontra i massimi vertici dell’impresa discutendo gli aspetti più squisitamente politici. Non sfugga poi l’importanza della figura del rappresentante degli agenti nel cda della compagnia, assolutamente unica nel panorama distributivo italiano, che ha il compito di valorizzare in termini relazionali l’attività di presidio dei portafogli e dei territori svolta dalle agenzie e i contributi di idee portati dalla rappresentanza in fase di elaborazione del piano industriale, favorendo nel contempo la conoscenza di alcuni settori e contesti dell’impresa che normalmente sono distanti dagli agenti, pur influenzandone la linea strategica. 
In una logica di reciproco rispetto dei differenti ruoli e pur in un contesto nel quale non ci si considera a prescindere controparti, ma componenti del medesimo sistema, l’obiettivo primario dichiarato e perseguito da Aua tramite ogni organo associativo è sempre e comunque quello di rappresentare gli interessi degli associati. E lo fa con tutta l’autorevolezza, la credibilità e la forza che le derivano dalle sue dimensioni, dal suo peso e dalla consapevolezza di avere alle spalle circa 4.000 colleghi.



Quali servizi sono disponibili per gli associati? Quali iniziative avete in cantiere per il prossimo futuro?
Sebbene Aua sia un soggetto ancora giovane, è già in grado di erogare ai propri associati un’ampia gamma di servizi, che viene costantemente ampliata. A titolo di esempio, e su un piano molto pratico, i colleghi iscritti possono attingere a un ricco catalogo formativo sull’utilizzo degli applicativi, marketing e comunicazione, business management e prodotti assicurativi. A seguito del percorso di armonizzazione cui accennavamo prima, tutte le società di servizi realizzate dai gruppi fondatori oggi fanno capo a un consorzio unico, grazie al quale le eccellenze di ciascuno sono divenute patrimonio comune. Il sistema associativo consentirà, partendo da una riflessione e uno studio dei modelli distributivi, di business e organizzativi, di creare una rete di sostegno per le agenzie che intraprenderanno percorsi di riposizionamento strategico e di adeguamento strutturale, con l’obiettivo di migliorare la propria capacità di rispondere alle sollecitazioni e alle sfide di un mercato sempre più complesso e difficile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti