CORONAVIRUS, LA RISPOSTA DEL MERCATO

Istituzioni, associazioni, compagnie e intermediari: il settore assicurativo si mobilita per arginare il contagio e gestire le ripercussioni sull’andamento del business, fra smart working e misure straordinarie in favore di clienti e collaboratori

17/04/2020
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 73 Pagina: 32
Le assicurazioni nascono come un meccanismo per la gestione del rischio. Alla base di tutto c’è un semplice concetto matematico: il rischio è dato dal prodotto fra probabilità e gravità del danno. È da qui che bisogna partire per costruire modelli più sofisticati che sfruttano la logica della mutualità per dare copertura alle eventuali perdite. Non sempre però la realtà delle cose rispetta le leggi della matematica. A volte può infatti capitare l’incidente, l’evento imprevisto e addirittura l’inimmaginabile, il cigno nero escluso da tutti i modelli matematici che provoca danni ingenti e inattesi. Può essere un attentato terroristico, una crisi finanziaria o, ancora, un’epidemia.
La pandemia di quella che è stata ribattezzato Covid-19 sta generando in Italia un’emergenza senza precedenti. E come tale richiede misure senza precedenti. Anche per quanto riguarda il mercato assicurativo. Il primo intervento del settore arriva lo scorso 24 febbraio: a pochi giorni dal decreto governativo che istituisce la zona rossa, l’Ania annuncia la creazione di “un’unità di coordinamento in stretta collaborazione con l’Ivass e le proprie associate, al fine di monitorare la situazione e di predisporre le misure idonee a garantire i servizi assicurativi”.

L’IMPEGNO DELL’ANIA

Poi però il contagio si espande. Il virus, inizialmente concentrato in pochi comuni della Lombardia e del Veneto, si diffonde lungo tutta la penisola. Le misure restrittive varate dal Governo per evitare il contagio vengono estese a tutto il Paese: l’emergenza diventa nazionale, l’Italia intera è zona rossa. E l’Ania risponde. Il 24 marzo annuncia con una nota la definizione di un protocollo con le organizzazioni sindacali First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca “per la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro del settore assicurativo”. Il giorno dopo deposita una memoria alla commissione Bilancio del Senato, in cui sottolinea la necessità di “sostenere il debito italiano e, superata l’emergenza, rilanciare l’economia del Paese, con particolare riferimento alle piccole e medie attività produttive, con tutte le risorse disponibili”: l’associazione ritiene a tal proposito “opportuno promuovere la raccolta di risparmio finanziario e assicurativo, opportunamente indirizzato verso i titoli di Stato e le imprese italiane”.
Nel frattempo c’è spazio anche per azioni di solidarietà. Il 20 marzo l’Ania rende noto lo stanziamento, in accordo con la Protezione Civile, di un fondo da due milioni di euro per il reperimento di “beni e servizi utili a contrastare la diffusione della malattia”. Inoltre il progetto Ania Cares, realizzato in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma, viene riconvertito per fornire supporto psicologico a medici e infermieri che lavorano a diretto contatto con i pazienti.



GLI INTERVENTI DELLA VIGILANZA

La diffusione del contagio crea nuove difficoltà. E proprio per far fronte alla crescita degli oneri operativi, il 17 marzo l’Ivass vara una serie di misure straordinarie volte a sostenere le attività di intermediari e compagnie. In materia di distribuzione, in deroga a quanto stabilito dal regolamento n. 40/2018, l’Ivass stabilisce che i test di verifica dei corsi di aggiornamento potranno essere effettuati a distanza. Il termine per l’adozione della cosiddetta home insurance, previsto per il 1° maggio, viene posticipato al 1° luglio di quest’anno. E le scadenze per la trasmissione della relazione sui reclami e della relazione sulle reti distributive vengono prorogate al 29 marzo. Una settimana dopo, in linea con quanto stabilito dal cosiddetto decreto Cura Italia, l’Ivass sospende i procedimenti amministrativi di sua competenza dal 23 febbraio al 24 aprile.
Anche Eiopa si mette in moto. Contestualmente ai primi interventi dell’Ivass, l’autorità di vigilanza europea invita i supervisori nazionali ad adottare un approccio flessibile nella segnalazione e nella divulgazione delle attività di vigilanza: Eiopa, dal canto suo, assicura che limiterà le richieste di informazioni allo stretto indispensabile e si dice pronta, insieme alle autorità nazionali, a utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa per mitigare i rischi e i possibili impatti sul settore. Tre giorni dopo porta al 1° giugno 2020 la scadenza per la valutazione olistica dell’impatto della revisione di Solvency II.



TUTTI AL LAVORO (DA CASA)

Nel frattempo arrivano anche le prime misure del mercato. A cominciare dallo smart working, iniziativa fortemente caldeggiata dal Governo per prevenire i rischi di contagio. Praticamente tutte le compagnie si adeguano, dando la possibilità ai dipendenti di lavorare da casa. A fine marzo Aviva Italia annuncia che il 100% del personale ha adottato lo smart working, fatto salvo “un presidio a rotazione in ufficio”. Nello stesso periodo Alleanza Assicurazioni, nel presentare l’iniziativa #PrimaveraAlleanza, rende noto che l’intera rete distributiva, composta da 12mila consulenti, “opererà completamente da remoto per servire a distanza le famiglie italiane”.
A ciò si aggiungono poi altre iniziative a tutela della forza lavoro. Generali Italia, per esempio, decide di estendere a tutti i dipendenti del gruppo le coperture di GeneraSalute, soluzione assicurativa pensata per tutelare il personale delle imprese. Sempre restando nell’universo del Leone, Europ Assistance Italia istituisce attorno alla metà di marzo un servizio di assistenza telefonica per illustrare ai dipendenti le linee guida applicate dal gruppo a seguito della pandemia, offrire informazioni sanitarie certificate ed effettuare una prima valutazione medica nel caso in cui si presenti qualche sintomo di contagio.

GARANZIE ESTESE AL COVID-19

Vengono poi varate misure straordinarie a favore della clientela. Il modello più seguito, adottato dall’intero mercato, è quello dell’estensione delle garanzie di polizza. Già agli inizi di marzo Reale Group rende noto che “la patologia del coronavirus Covid-19 è coperta da tutti i suoi prodotti relativi all’offerta Salute e Protection, Temporanee caso morte e Long term care”. Stessa strategia anche per il gruppo Unipol, che ricorda in una nota che le polizze sanitarie emesse dalle sue società “possono prevedere diverse coperture che valgono anche in caso di contagio da coronavirus”. Molto diffusa anche la pratica di estendere gratuitamente il riconoscimento dell’indennità giornaliera anche in caso di isolamento a seguito di positività al tampone.
A ciò si aggiunge poi il lancio di nuove soluzioni. È il caso del gruppo Cattolica Assicurazioni, che il 3 marzo presenta una polizza contro il rischio di business interruption pensata per le attività commerciali che operano al di fuori della zona rossa: la soluzione, chiamata Active Business NonStop, offriva un indennizzo in caso di chiusura imposta dalle autorità.



ASSISTENZA A DISTANZA

Vengono poi estesi i servizi di teleconsulto medico. Il 19 marzo, per esempio, il gruppo Axa Italia annucia che i clienti potranno “beneficiare di una consultazione medica gratuita, disponibile anche in video chiamata, utilizzabile attraverso l’app My Axa”: l’obiettivo, si legge in una nota, è quello di “non sovraccaricare il sistema sanitario nazionale nell’attuale contesto di emergenza”. UniSalute presenta a fine marzo invece un servizio di consulto medico a distanza dedicato alle visite specialistiche, che si somma a quello lanciato per valutare sintomi riferibili all’infezione da coronavirus.
Sempre in materia di consulto a distanza, da segnalare l’iniziativa di Das: la compagnia apre infatti il 16 marzo un sportello legale pensato per offrire a enti e imprese un’assistenza qualificata sulle tematiche legate alla situazione di emergenza, come la corretta applicazione dello smart working e le modalità di fruizione delle misure di sostegno alle attività produttive.

ANTICIPI, POSTICIPI E SOSPENSIONI

L’emergenza, infine, porta con sé l’esigenza di adottare misure straordinarie per gli intermediari. Il gruppo Amissima, seguendo l’esempio di molte altre compagnie, vara a tal proposito una serie di iniziative volte a sostenere finanziariamente la rete distributiva: si va dall’anticipo rappel al posticipo delle partite di debito nei confronti della compagnia, passando per la sospensione dei canoni di locazione. Il gruppo Allianz Italia annuncia misure eccezionali a sostegno della rete del valore complessivo di 75 milioni di euro, mentre Itas Mutua stanzia due milioni di euro come anticipo provvigionale per gli intermediari.
Tutte misure che tuttavia non sembrano tranquillizzare la categoria, inevitabilmente colpita dalle misure restrittive che limitano le opportunità di business. Sna e Anapa Rete ImpresAgenzia scrivono a più riprese a Ivass e Ania, nonché ai vertici del Governo, per chiedere misure idonee a sostenere un settore che conta 250mila addetti fra agenti, subagenti, collaboratori e dipendenti di agenzia: le iniziative messe in campo dalle compagnie rischiano infatti di non essere sufficienti. In questo contesto, c’è anche chi decide di mobilitarsi in prima persona: Agit (agenti Groupama) e Aua (agenti UnipolSai), a tal proposito, hanno attivato iniziative di solidarietà per sostenere i colleghi in difficoltà.

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