COME RAFFORZARE LA RESILIENZA FINANZIARIA
La cosiddetta assicurazione inclusiva è una strada, ma come percorrerla davvero? Geneva Association ricorda che milioni di persone nel mondo vivono in modo precario e che basta davvero poco per cancellare anni di progresso sociale. Ecco, quindi, come il settore assicurativo (ma non da solo) può essere la chiave per la sostenibilità nei mercati emergenti
06/02/2026
👤Autore:
Fabrizio Aurilia
Review numero: 127
Pagina: 60-61
☁Fonte immagine: JLco - Julia Amara - iStock
Protezione, risparmio, sostenibilità. Questi sono gli elementi essenziali che servono a famiglie e imprese nei paesi emergenti. Già, perché dietro all’apparente potenza delle mega-imprese cinesi, delle risorse naturali e minerarie del Brasile e del Sudafrica o dei super ricchi dell’India, c’è un’enorme quantità di persone che vivono al limite, costantemente in bilico tra la tranquillità della borghesia, della classe media, e il pericolo di scivolare nella povertà. Nelle economie emergenti, la vulnerabilità finanziaria è la realtà quotidiana per famiglie e piccole imprese. Shock climatici, emergenze sanitarie e incostanza del reddito possono cancellare anni di progressi, in poco tempo. Un recente report di Geneva Association dimostra però come un mercato assicurativo realmente inclusivo possa rafforzare la resilienza finanziaria di milioni di persone ancora escluse dal settore delle polizze.
Sebbene l’accesso a pagamenti digitali, credito, risparmio e assicurazioni sia aumentato negli ultimi anni, oltre 1,3 miliardi di adulti nel mondo rimangono esclusi dai servizi finanziari. L’assicurazione, fanno notare gli analisti svolge “un ruolo stabilizzante unico”: a differenza degli strumenti di risparmio, che si limitano al fabbisogno di liquidità, o del credito, che può aggravare l’indebitamento, l’assicurazione distribuisce il rischio e rafforza la resilienza su larga scala.
IL VALORE SOCIALE DEI PROGRAMMI PUBBLICO-PRIVATO
Geneva Association ha condotto un’indagine tra i clienti di sette mercati emergenti: Brasile, Cina, India, Messico, Marocco, Sudafrica e Turchia. I risultati rivelano che, se è vero che Cina, India e Sudafrica mostrano già una maggiore familiarità con le assicurazioni, in tutti i paesi considerati almeno il 70% degli intervistati considera utili le assicurazioni.
I costi sanitari sono al centro delle preoccupazioni delle famiglie, ma permangono importanti lacune in termini di protezione, soprattutto per quanto riguarda le assicurazioni sugli immobili, l’invalidità e la protezione vita e risparmio: queste arretratezze sono dovute principalmente a barriere di conoscenza e accessibilità economica. In India, per esempio, dove alcuni programmi sanitari di prevenzione degli infortuni, supportati dalla tecnologia e sovvenzionati anche dallo Stato, hanno raggiunto centinaia di milioni di persone, il valore sociale dei programmi pubblico-privato è evidente.
INNOVARE LA DISTRIBUZIONE
Il rapporto non fotografa solo lo status quo ma identifica tre aree in cui i fattori di successo sono più efficaci al fine di una migliore inclusione assicurativa nelle economie emergenti, sottolineando contemporaneamente la necessità di un approccio integrato. La prima è la leva commerciale: i prodotti assicurativi inclusivi validi, sentenzia Geneva Association, devono essere “semplici, comprensibili, accessibili, di valore ed efficienti”. Perché si verifichino queste cose, occorre, in primis, innovare la distribuzione: partnership con aziende telco, microfinanza, retailer e network, ad esempio, sono fondamentali, così come i modelli che integrano l’assicurazione in altre transazioni.
Altro aspetto fondamentale è la fiducia, che si basa su processi di richiesta di risarcimento trasparenti e prodotti davvero rilevanti (value for money). Le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale e i dati consentono, infine, una valutazione del rischio più granulare, prezzi personalizzabili e operations scalabili, riducendo costi e frodi.
SERVONO PROGRAMMI DI ALFABETIZZAZIONE
La seconda area comprende le policy pubbliche: integrare l’assicurazione nelle strategie nazionali di inclusione finanziaria è fondamentale e più fattibile di quanto si creda, visti i significativi progressi nei pagamenti digitali e nelle infrastrutture pubbliche digitali. Cina, India, Marocco e Sudafrica, ad esempio, posizionano esplicitamente l’assicurazione come un pilastro della propria politica statale. Il sostegno fiscale nell’assicurazione sanitaria e contro gli infortuni in India o i sussidi all’assicurazione agricola in Cina, affrontano proprio questi problemi di accessibilità economica. Servono però programmi di alfabetizzazione, programmi scolastici e quadri di tutela dei clienti che rafforzino la fiducia nel settore privato e nei partenariati.
UNA NORMATIVA FLESSIBILE
L’infrastruttura pubblica digitale, inclusi i sistemi di identità e di pagamento, sono, infine, essenziali per estendere l’offerta a basso costo da parte delle compagnie assicurative private.
Ultimo asset da attivare è quello della normativa: la regolamentazione assicurativa deve bilanciare la solidità prudenziale con la flessibilità per consentire l’innovazione. “Licenze semplificate, onboarding digitale, prodotti compositi e sandbox per l’innovazione consentono la sperimentazione nel settore privato”, spiegano gli analisti, nel report. L’interazione di queste tre leve attraverso un’ampia gamma di collaborazioni pubblico-private determina la scalabilità dei progetti: “l’assicurazione inclusiva – conclude Geneva Association – può prosperare solo quando l’innovazione commerciale si allinea alle priorità politiche e alla flessibilità normativa”.
LE LACUNE NELLA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO
Gli intervistati nel report di Geneva Association sull’assicurazione inclusiva attribuiscono valore alla protezione del patrimonio e alla mitigazione del rischio, mentre i prodotti di risparmio sono predominanti nella pianificazione a lungo termine e nelle decisioni finanziarie chiave, come la formazione di una famiglia o l’acquisto di una casa. La maggior parte di coloro che non hanno un’assicurazione ritiene che la copertura sarebbe disponibile se la richiedesse. L’accessibilità economica, invece, rimane il principale ostacolo all’acquisto di un’assicurazione sanitaria nella maggior parte dei paesi, mentre il gap di conoscenza più significativo coinvolge i prodotti vita e di investimento.
Le assicurazioni salute e auto restano le più diffuse; mentre la penetrazione delle assicurazioni vita che si riferiscono a una proprietà immobiliare e quelle sull’invalidità permanente è limitata, in tutti i paesi oggetto della ricerca.
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