PIOVE: SI APRE L’OMBRELLO DELLA RIASSICURAZIONE
Per ridurre il gap di protezione da eventi estremi, il Reinsurance advisory board di Insurance Europe propone di estendere il ruolo dei privati negli schemi assicurativi nazionali: agevolazioni e sussidi pubblici, sostengono gli analisti, rischiano di falsare l’analisi del rischio e incentivare l’azzardo morale. Meglio lasciar fare ai riassicuratori
05/03/2026
👤Autore:
di Fabrizio Aurilia
Review numero: NOW 5
Pagina: 38-39
☁Fonte immagine: © RomoloTavani - iStock
In Francia ha piovuto dal 14 gennaio per 40 giorni consecutivamente. Si tratta della serie più lunga mai registrata nel paese dall’inizio delle misurazioni, nel 1959, secondo Météo France. Le tempeste Goretti, Ingrid, Nils e Pedro si sono susseguite senza soluzione di continuità facendo esondare parecchi fiumi francesi, dalla Bretagna alla costa mediterranea, passando per il sud-ovest, allagando intere comunità: anche la Senna dentro Parigi è esondata, senza tuttavia raggiungere i livelli storici delle piene del 1910 e del 2016, quando intere sale del Louvre erano state evacuate dalle opere.
Ma degli eventi estremi, ormai, si potrebbe fare un fitto elenco: ogni anno (se non ogni mese), in giro per l’Europa, si battono record negativi o quantomeno si contano danni miliardari (si ricordi solo il ciclone Harry abbattutosi su Sicilia, Sardegna e Calabria) e, talvolta, le vittime. Tempeste, bombe d’acqua, forti venti, alluvioni, esondazioni e frane mettono sempre più in evidenza il gap di protezione dalle cat nat in Europa, un problema che il Reinsurance advisory board (Rab) di Insurance Europe ha affrontato nel suo ultimo report e che ha definito “una preoccupazione urgente, aggravata dai cambiamenti climatici, dall’urbanizzazione e dall’aumento del valore degli asset”.
È nell’interesse di tutti, riflette il board, in Europa e a livello globale, ridurre questo gap in modo che una quota maggiore delle perdite economiche derivanti da eventi cat nat sia coperta dal settore assicurativo privato.
UN MERCATO ATTREZZATO
E allora, nella protezione delle persone e degli asset, i riassicuratori non si tirano indietro e sono pronti a fare la propria parte, anzi di più: “grazie alle loro esclusive capacità di diversificazione globale, alla competenza nella modellazione del rischio e alla capacità di supportare la resilienza pre e post catastrofe, i riassicuratori – scrivono – sono ben posizionati per collaborare con un mercato assicurativo ben funzionante per affrontare l’aspetto dell’offerta”.
La Commissione Europea, del resto, sta già valutando un’ampia gamma di opzioni per affrontare il gap di protezione cat nat nell’ambito del suo framework di resilienza climatica, ma nel frattempo diverse istituzioni pubbliche internazionali ed europee hanno proposto partenariati assicurativi pubblico-privati nazionali: un esempio è, ovviamente, quanto fatto in Italia con la legge sull’obbligo di sottoscrizione della polizza cat nat per le imprese.
Sebbene un sistema di riassicurazione pubblico-privato sia talvolta presentato come parte della soluzione, scrive il Rab, il mercato della riassicurazione privata è meglio attrezzato per fornire copertura e gestire i rischi.
IL RISCHIO DI DINAMICHE NEGATIVE
“Un mercato assicurativo e riassicurativo competitivo e ben funzionante – si legge nel paper – rimane il meccanismo più appropriato per garantire sia l’assicurabilità sia l’accessibilità economica della copertura del rischio di catastrofi naturali in Europa”. Gli approcci pubblico-privati che sfruttano le capacità private e la gestione del rischio per coprire le catastrofi naturali, insieme alle iniziative governative volte a stimolare la domanda di tale copertura e adattamento, richiedono, però, framework di riferimento che evolvono con l’emergere dei rischi climatici e socioeconomici, per garantire efficacia e sostenibilità a lungo termine.
Il tema riassicurativo è, ovviamente, al centro del discorso del Rab che mette sotto la lente d’ingrandimento gli schemi di riassicurazione statali: sebbene questi possano avere effetti positivi nel breve termine, “generalmente non affrontano le cause profonde dell’aumento dei rischi e possono anche creare effetti negativi sulle dinamiche di mercato, incidendo sulla resilienza economica a lungo termine”.
SE LO STATO AGEVOLA L’AZZARDO MORALE
Una preoccupazione particolarmente viva quando si intende centralizzare lo schema a livello europeo che, fanno sapere gli analisti, non potrà essere economicamente efficiente quanto la riassicurazione globale, proprio a causa della limitata diversificazione: “i riassicuratori globali – fa notare il board – che diversificano su più paesi e continenti, zone climatiche, regioni tettoniche, linee di business e contesti economici offrono una soluzione più efficace nel lungo termine”.
Qualora i programmi riassicurativi statali fossero davvero (se non eccessivamente) generosi, questi potrebbero agevolare l’azzardo morale, ad esempio attraendo rischi particolarmente elevati, aumentando, paradossalmente, le perdite cat nat e riducendo la resilienza dei territori.
Il soggetto pubblico dovrebbe, invece, sfruttare le valutazioni sui rischi stilate dal settore privato per attuare normative che regolino meglio, ad esempio, l’uso del suolo, oppure riformare le regole costruttive degli immobili e concentrarsi su investimenti mirati in infrastrutture e strumenti di resilienza più adeguati, contribuendo, in ultima analisi, alla riduzione dell’esposizione. “In questo tipo di collaborazione, tutti gli stakeholder potranno allinearsi per stabilire un quadro di gestione del rischio cat nat finanziariamente affidabile e a prova di futuro”, conclude il Reinsurance advisory board di Insurance Europe.
IL PREZZO NON È UN’ARMA
Attenzione a guardare solo al costo del rischio. Il Reinsurance advisory board di Insurance Europe mette in guardia sui pericoli di una politica di prezzi flat per le coperture cat nat, agevolata dagli Stati. Fondamentale per la sostenibilità a lungo termine, sottolinea il Rab, è allineare i premi al reale profilo di rischio degli asset assicurati ma altrettanto che gli incentivi pubblici siano correttamente strutturati per premiare un comportamento prudente. “Premi flat o particolarmente agevolati – scrivono gli analisti – possono mascherare i rischi e incoraggiare la concentrazione dell’esposizione”. Per le zone a più alto rischio in Europa, dove potrebbero sorgere problemi di accessibilità economica, i sostegni governativi dovrebbero essere limitati nel tempo e mirati a cluster di assicurati selezionati. “Questo approccio di partenariato pubblico-privato – è la conclusione del board – faciliterebbe lo sviluppo di soluzioni su misura per le esigenze e le caratteristiche di ciascun mercato, favorendo così una maggiore accettazione”.
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