COME GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

Il tema dei lavori del XI congresso nazionale di Snfia è stato il ruolo del sindacato dei lavoratori in un contesto sociale, politico ed economico in rapida evoluzione. Emerge la necessità di cambiare pelle per adeguarsi alle nuove istanze del settore assicurativo, dato in crescita per i prossimi tre anni

14/05/2019
👤Autore: Maria Moro Review numero: 64 Pagina: 22
I ritmi e i cambiamenti imposti dalla rivoluzione tecnologica modificano non solo i modelli di business ma anche l’organizzazione del lavoro all’interno delle compagnie assicurative, con un riflesso diretto sull’attività dei singoli e sulla loro capacità di rispondere alle mutate esigenze delle imprese. In un contesto simile, il sindacato si trova a metà strada tra il rischio di risultare un’organizzazione obsoleta, legata a modelli superati, e la capacità di assecondare il cambiamento aggiornando le proprie istanze in funzione della tutela dei diritti dei lavoratori nel nuovo contesto. Si muove su queste tematiche la discussione del XI Congresso nazionale Snfia Il mondo del lavoro in evoluzione: governare il cambiamento, svoltosi a Garda, che ha visto l’elezione del veronese Stefano Ponzoni, di Cattolica Assicurazioni, alla segreteria generale al posto di Roberto Casalino, giunto a fine mandato.

PROSPETTIVE DI SVILUPPO IN TUTTI I SETTORI

Le sfide a cui il sindacato è (e sarà) chiamato nei prossimi anni sono emerse dai risultati dello studio Prospettive di sviluppo dell’occupazione nel settore assicurativo italiano, commissionato da Snfia a Prometeia, che ha restituito l’immagine di un settore in crescita, con risvolti positivi sull’occupazione, in particolare per le figure a più elevata professionalità. Lo studio, presentato da Stefano Frazzoni, head of insurance, wealth & asset management area di Prometeia, ha analizzato per la prima volta i temi dell’evoluzione professionale nel settore assicurativo prendendo in considerazione in visione prospettica il periodo 2019-2022. Il quadro generale che emerge è di una crescita del 4% annuo nei prossimi tre anni, inserita in una fase economica e politica del Paese di incertezza, in cui è alta la vulnerabilità agli agenti esterni. Il settore sarà protagonista di un altro periodo anticiclico, con la crescita di tutti i segmenti e un maggiore ruolo degli sportelli bancari e postali. 
L’esito dell’occupazione nel triennio risentirà di una serie di fattori: la progressiva concentrazione delle imprese, l’automazione dei processi, la tendenziale crescita dell’anzianità di servizio e gli interventi legislativi sul sistema previdenziale, influenzeranno negativamente l’occupazione. Come forze positive agiranno invece lo stato di salute del settore, le prospettive di sviluppo di tutti i rami e gli elevati livelli di produttività, tutti trend che richiederanno uno sforzo di adeguamento delle professionalità attraverso la formazione.


Stefano Ponzoni, segretario generali di Snfia

IL PUNTO FORTE DELLA PRODUTTIVITÀ

Il confronto con alcuni altri Paesi mette in evidenza la positiva produttività del lavoro dipendente delle compagnie in Italia. Prometeia calcola che i dipendenti medi per compagnia siano 553 in Germania, 523 in Francia, 219 in Italia e 212 in Spagna: a fronte di tali numeri, però, la produttività italiana risulta di molto maggiore, con una raccolta premi per dipendente pari a 2.813 euro contro i 1.444 della Francia, i 1.295 della Spagna e i 678 della Germania. In Italia, l’aumento dell’occupazione previsto nei prossimi tre anni influenzerà anche la produttività, per cui si prevede di raggiungere i 3.459 euro per dipendente nel 2022. L’analisi di Prometeia vede invece una tendenza inversa per le reti agenziali, che risentiranno in termini di occupazione del consolidamento del canale bancario assicurativo e dell’ingresso di player non tradizionali, a cui vanno aggiunte le conseguenze della progressiva concentrazione delle reti distributive.

LA SFIDA DI RESTARE FORZA COLLETTIVA 

In un contesto professionale che cambia, anche il sindacato deve considerare in maniera critica il suo ruolo e comprendere in che modo può essere necessario assecondare il cambiamento per rispondere ancora in modo efficace alle nuove istanze dei lavoratori. Dalla tavola rotonda che ha commentato la ricerca realizzata da Prometeia è emersa la considerazione che, se il cambiamento è oggi un fattore ordinario, il sindacato lo potrà governare nella misura in cui riesce ad anticiparlo. 
Il confronto su questi temi è avvenuto tra il nuovo segretario generale Snfia, Stefano Ponzoni, il giuslavorista Michele Tiraboschi, i direttori delle relazioni industriali di Ania, Riccardo Verità, e di Generali Italia, Davide Pelucchi, il responsabile dell’area governance risorse umane e legale di Unipol, Roberto Giay, e Stefano Frazzoni. Alla luce dei risultati della ricerca di Prometeia, non sono semplici le sfide che attendono le rappresentanze dei lavoratori se vogliono mantenere un ruolo di riferimento. 
Di fronte a un sindacato che si muove ancora su logiche corporative, il mondo del lavoro si sta indirizzando verso nuove modalità operative (in primis lo smart working) in cui l’identità professionale è orientata al risultato e non più al tempo, favorendo una logica sempre più individualistica e sempre meno collettiva. Un secondo aspetto va a toccare la tendenza emersa dalla ricerca di un lavoro che si innova e richiede una parallela capacità di evoluzione delle figure professionali addette, una trasformazione che va gestita con una popolazione aziendale in età avanzata. Dal canto loro, anche le compagnie vivono la sfida di una continua rincorsa, consapevoli da un lato della necessità di allineare le modalità operative alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, e dall’altro del fatto che l’evoluzione è più veloce della formazione: l’indicazione che esce dalla tavola rotonda è quella di individuare nuove forme di organizzazione del lavoro che integrino la formazione nell’attività corrente, in modo da creare continuità di aggiornamento. Un dibattito a cui ha portato il proprio contributo anche Alberto Minali, ad del gruppo Cattolica, ponendo come punto di riferimento la figura di Adriano Olivetti. “Come dirigenza – ha detto – abbiamo da poco concluso un’attività sui valori che vogliamo porre alla base del nostro lavoro insieme ai risultati economici. Abbiamo seguito l’osservazione di Olivetti, che sollecitava a generare valore e ricchezza per il territorio e per chi ci lavora, avendo chiaro che il concetto di territorio oggi è molto più ampio”. 

VERSO UNA NUOVA RAPPRESENTANZA

La sfida che si presenta al sindacato è di sapersi rinnovare senza perdere di vista la propria missione di operare per la difesa del lavoro, restando interlocutore di riferimento per iscritti e compagnie in un’epoca in cui i lavoratori rischiano di venire considerati come risorsa liquida: “C’è bisogno di un sindacato non ideologizzato, che cerchi di sanare le difficoltà e le contraddizioni che attraversano il processo accelerato di cambiamento strutturale”, ha affermato il nuovo segretario generale Stefano Ponzoni, che vede nella capacità di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione lo strumento per interloquire e affiancare i propri iscritti, mentre la formazione assume il ruolo fondamentale di baluardo in difesa della professionalità.

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