INVESTIMENTI, LE COMPAGNIE SONO ESSENZIALI

Nel 2013, le assicurazioni si confermano i principali investitori istituzionali del Vecchio Continente, con asset under management in crescita del 3,2% a 8,5 trilioni di euro. Ma la normativa eccessivamente restrittiva mette a rischio il mantenimento di questi standard: a riproporre il tema è Insurance Europe, la federazione europea degli assicuratori

31/10/2014
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 18 Pagina: 18 - 19
Gli investimenti delle assicurazioni in Europa pesano circa per il 60% di tutto il Pil del continente, fornendo un grande contributo all’economia europea, promuovendone la crescita (quando c’è) e la stabilità proprio attraverso asset allocation a lungo termine. Questo ruolo è, tuttavia, minacciato non da una crisi delle assicurazioni stesse, quanto dai regolamenti, dalla normativa che, invece, dovrebbe aiutare il settore a dispiegare le proprie potenzialità al servizio della collettività. 
Le compagnie sono i principali investitori istituzionali del Vecchio Continente; un ruolo che si è confermato saldamente anche nel 2013, anno in cui sono stati 8,5 trilioni di euro gli investimenti delle assicurazioni in Europa, con un incremento del 3,2% rispetto al 2012. 
Ma il futuro è, appunto, un’incognita e gli investimenti sono a rischio. “Sarà più costoso per gli assicuratori – ha sottolineato Michaela Koller, direttore generale di Insurance Europe – investire nel lungo periodo sia in titoli di Stato sia in obbligazioni societarie, così come in attività che stimolino la crescita, ad esempio progetti infrastrutturali”. È un allarme non nuovo e che arriva direttamente dalla federazione delle imprese assicurative europee. Responsabile delle difficoltà dei grandi player europei dei rischi sarebbe ancora una volta l’entrata in vigore della direttiva Solvency II, che dal 2016 influenzerà la capacità degli assicuratori di continuare a essere investitori stabili e a lungo termine. 
Insurance Europe non contesta il passaggio a un regime di regolamentazione basato sul rischio e pertanto riconosce che la versione finale di Solvency II è stata migliorata rispetto alle release precedenti; ma contemporaneamente fa notare che alcuni aspetti della direttiva, nonché la sua attuazione pratica, richiederanno agli assicuratori di tenere in riserva “impropriamente” un’elevata quantità di capitale che disincentiva proprio gli investimenti a lungo termine.





ASSICURAZIONE, TRA FINANZA E LAVORO

Nel 2013, il valore dei premi totali a livello europeo ammontava a 1119 miliardi di euro, mentre i sinistri vita e danni pagati dalle assicurazioni sono stati pari a 943 miliardi di cui 618 miliardi nel settore vita e 325 in quello danni, con un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente. 
“L’importo delle prestazioni e dei sinistri pagati dagli assicuratori europei – ricorda Koller – stigmatizza il valore prodotto dall’assicurazione in favore della società: l’assicurazione è un servizio finanziario che fornisce un valore reale, sia che si tratti di garantire finanziariamente un’attività economica sia attraverso la protezione quotidiana data ai singoli assicurati”. 
Infine, Insurance Europe fa il punto sui numeri di compagnie e risorse umane impiegate in Europa. Sono ben 5.100 le compagnie di assicurazione che hanno operato a livello europeo nel 2013. La maggior parte sono società per azioni e mutue, ma non mancano forme diverse, come istituzioni pubbliche o cooperative.
In totale, l’industria assicurativa europea impiega circa un milione di persone, cifra che si raddoppia se si considerano le risorse in outsourcing e gli intermediari.




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