GESTIONE SINISTRI: LA RIVOLUZIONE TRANQUILLA DELLA SANITÀ

Affrontare la richiesta di risarcimento in maniera condivisa tra assicurazione, ospedale e operatori sanitari riduce i costi diffondendo la cultura della prevenzione

GESTIONE SINISTRI: LA RIVOLUZIONE TRANQUILLA DELLA SANITÀ hp_stnd_img
👤Autore: Sham Review numero: 81 Pagina: 7
Esistono due modi di assicurare le strutture sanitarie dal rischio MedMal: il primo si limita alla costruzione della polizza e al pagamento dei risarcimenti; il secondo punta a stabilire una partnership reale, atta a ridurre il rischio e le spese legate ai risarcimenti nel medio e lungo periodo.
Questo è il modello proposto da Sham, società di Relyens, gruppo europeo di riferimento nell’ambito della responsabilità civile e della gestione del rischio in sanità. “La strategia di Sham è basata sul modello mutualistico – spiega Claudia Maiolo, claims manager di Sham Italia – ed è un approccio completamente differente. Una mutua, infatti, non ha capitale sociale e non è destinata a distribuire gli utili agli azionisti. Il nostro scopo è creare un rapporto di fiducia duraturo con gli associati e gli stakeholder, coltivato fianco a fianco nell’operatività quotidiana.

Dove parte il meccanismo alla base del miglioramento? 
Per Sham la gestione dei sinistri è un processo condiviso tra azienda, assicuratore e operatori sanitari. Partiamo dal confronto sia con il medico legale, sia con i diversi specialisti. L’analisi esterna è determinante perché tende a escludere alcuni bias interni, offrendo, perciò, una ricostruzione obiettiva degli eventi. 

Come si traduce in un vantaggio per l’azienda?
L’approccio di Sham offre un’analisi super partes, una riduzione dei costi, un aumento nella sicurezza. Tre traguardi che si situano in passaggi diversi del processo.
Il primo passo è quello di analizzare il caso prospettando all’azienda sanitaria gli scenari più probabili e il loro costo eventuale. Qualora, poi, la responsabilità della struttura risultasse acclarata, è bene che tutte le parti raggiungano rapidamente un accordo. Così si ottiene un duplice obiettivo: l’attenuazione delle frizioni con le controparti e la riduzione dei costi. 

In che modo il processo influisce sulla prevenzione?
Ciò avviene quando la reazione al sinistro diventa proattiva. In Sham chi gestisce i claim si confronta in modo sistematico con i risk manager e i reparti, individuando le eventuali criticità e i pattern che si ripetono nelle diverse richieste di risarcimento. 

Qual è l’esito che avete riscontrato?
Gli operatori sono molto recettivi nei confronti di questa nuova logica di prevenzione del rischio condivisa con l’assicuratore. Il risultato finale è composito: parliamo di azioni di miglioramento suggerite dagli operatori, tutela dei professionisti e percorsi formativi partecipati.

Come si concretizza il risparmio per le strutture sanitarie?
Riducendo i claim e successivamente – si auspica – i costi di polizza, collegandola allo storico dei sinistri in decrescita. Il risparmio dei risarcimenti può essere investito nelle cure. Il modello che proponiamo è una valida alternativa all’auto-ritenzione del rischio, pratica a cui ricorre ancora una parte importante della sanità italiana.

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