AGIT, UN GRUPPO A VOCAZIONE SINDACALE

Il presidente, Angelo Mangano, traccia un ritratto della rappresentanza nata dieci anni fa dalla fusione tra due gruppi precedenti (Gant e Gag), e spiega tra le altre cose in che modo è stata affrontata questa difficile fase segnata dalla pandemia, e come sono, allo stato attuale, i rapporti con la mandante

21/12/2020
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 80 Pagina: 51
Agit (Agenti Groupama Italia) è la rappresentanza nata nel 2010 dall’unione di due gruppi agenti, il Gant (Gruppo Agenti Nuova Tirrenia) e il Gag (Gruppo Agenti Groupama). L’unificazione ha fatto seguito a ciò che era accaduto nel mercato solo un anno prima, quando a fondersi erano state la branch italiana di Groupama e la Nuova Tirrena, compagnia acquisita dal gruppo francese rilevandola da Generali, nel 2007. 
Il primo a guidare Agit è stato Piero Melis, presidente storico del Gant. Melis è rimasto in carica fino al 2014, quando gli è subentrato Mauro Franchi, già presidente del vecchio Gruppo Agenti Groupama. Dal 2018 il presidente è Angelo Mangano, che a Insurance Review traccia un ritratto della rappresentanza, spiegando tra le altre cose in che modo è stata affrontata questa difficile fase segnata dalla pandemia, e come sono, allo stato attuale, i rapporti con la mandante. 



UNA FORTE IMPRONTA SINDACALE

“Il Gant – raccolta – è sempre stato un gruppo molto sindacalizzato, questo grazie a due presidenti storici come Mario Razzano e al già citato Piero Melis. Oltretutto la vicinanza di Melis allo Sna, all’interno del quale ha ricoperto importanti incarichi, ha portato il Gruppo Agenti Nuova Tirrena ad avere una posizione all’avanguardia nel panorama assicurativo italiano, tra i gruppi aziendali. Devo inoltre sottolineare che se il processo di unificazione non ha avuto alcun tipo di scossone, è anche grazie alla leadership di Melis”. 
Oggi Agit conta circa 730 agenzie, per circa mille agenti associati. “È un gruppo molto coeso – dice Mangano – con una buona partecipazione degli iscritti alle assemblee territoriali e al congresso nazionale annuale. Agit è molto vicina alle politiche del Sindacato nazionale agenti, del quale fa parte”. La maggioranza delle agenzie del gruppo ha un portafoglio medio contenuto, tra il milione e mezzo e i due milioni di euro, anche se non mancano agenzie con portafogli di premi rilevanti. Dal punto di vista territoriale, l’ex Gruppo Agenti Nuova Tirrena era molto focalizzato al centro sud, mentre le agenzie originariamente Groupama erano diffuse abbastanza capillarmente sul territorio italiano. 



IL SUPPORTO DELLA MANDANTE E IL MUTUO SOCCORSO

Come per tutto il mercato, la pandemia ha segnato e sta segnando l’attuale contesto in cui operano gli agenti. Nei mesi in cui l’emergenza è deflagrata, forse i più duri finora, la mandante ha offerto un contributo concreto agli agenti, di cui Mangano dà atto. “Sono molto riconoscente alla filiale italiana di Groupama – dice – per come ci ha supportato durante il primo lockdown. Abbiamo sentito la vicinanza della compagnia, che è stata la prima sul mercato italiano a erogare contributi a fondo perduto, e non mere anticipazioni provvigionali o di rappel. Da questo punto di vista, abbiamo sentito la solidarietà della dirigenza, e non è una cosa banale o scontata. Siamo quindi riconoscenti a Groupama Italia per la disponibilità nei nostri confronti, e per il confronto costante che abbiamo sempre potuto avere con la direzione commerciale”. Agit, inoltre, ha messo a disposizione anche dei propri aiuti economici agli associati utilizzando i fondi del gruppo agenti, stanziando una somma pari a 150mila euro per intervenire in soccorso di agenti che in quel pesante periodo si sono trovati in condizioni critiche a causa dell’emergenza sanitaria. Una parte di quei fondi, “purtroppo – ammette – è stata erogata, segno che si sono verificate situazioni di difficoltà, come è accaduto per la scomparsa del nostro giovane collega marchigiano Roberto Oddo, vittima del Covid: come gruppo agenti abbiamo voluto sostenere economicamente i suoi due figli e permettere di dare continuità al loro percorso di studi”. 


Angelo Mangano (sulla destra, al centro) con la sua squadra

UN RAPPORTO TRA ALTI E BASSI

Per quanto riguarda i rapporti con la mandante, Mangano li definisce “ondivaghi. Da un lato – spiega – sono estremamente riconoscente per il supporto ricevuto durante il lockdown. Dall’altro, tuttavia, riscontriamo una modifica delle relazioni industriali. Non ci ha fatto piacere, ad esempio, aver ricevuto a fine settembre una formale disdetta di un accordo sinistri. Credo che in uno spirito di collaborazione e di rispetto della partnership qualunque tipo di tematica debba essere messa sul tavolo e avere un contraddittorio. Ricevere formalmente la disdetta di un accordo sicuramente modifica le relazioni che ci sono state per anni tra gruppo agenti e compagnia”. Attualmente sono due le trattative in corso per altrettanti accordi che sono stati disdetti in maniera formale dalla compagnia: uno è il già citato accordo sinistri, l’altro riguarda l’accordo economico annuale. 
Negli ultimi due anni, aggiunge ancora Mangano, “la compagnia ha lavorato per mettere in sicurezza il bilancio, e oggi – osserva – crediamo sarebbe opportuno non parlare più solo ed esclusivamente di pulizia del portafoglio, ma anche di sviluppo. Uno sviluppo che deve essere certamente sano, perché la sostenibilità è nell’interesse di tutti”. 

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