IL FARO DI IVASS SUI PORTAFOGLI DELLE COMPAGNIE

In Italia, la vigilanza si concentrerà sia sui temi europei, Solvency II in primis, sia su quelli nazionali, con un occhio di riguardo per il comparto vita: il regolatore lo vorrebbe “più assicurativo” e meno “finanziario”. L’Ania, invece, caldeggia un riordino definitivo dell’Rc auto

23/09/2019
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 67 Pagina: 42
Solvency II, riforme (italiana ed europea) dell’Rc auto, nuova gestione dei prodotti vita: sono tante le sfide del prossimo anno per le compagnie e anche per l’Ivass, che è essa stessa alle prese con una profonda riorganizzazione già ben avviata. 
Certamente, la revisione delle norme di Solvency II è sottolineata in rosso nell’elenco delle cose da fare. Cruciale è l’aggettivo più utilizzato per definire l’importanza della messa a punto, che arriva a quattro anni dall’entrata in vigore della norma. Per le compagnie italiane ciò che uscirà dalle stanze dei bottoni normativi è forse più importante che per gli altri assicuratori dell’Unione Europea, perché meno di loro beneficiano delle misure che il legislatore europeo ha previsto per proteggere la posizione patrimoniale dalla volatilità di breve termine. L’Ivass ha segnalato da tempo “l’inadeguato funzionamento di alcune di queste misure”, e in particolare il volatility adjustment, la cui attuale impostazione non consente alle compagnie italiane di mitigare le variazioni significative negli spread sui titoli in portafoglio. È vero che le recenti modifiche europee alla modalità di calcolo del volatility adjustment hanno migliorato le cose ma, dice sempre Ivass, “non possono considerarsi risolutive”. 


Maria Bianca Farina, presidente dell'Ania

SULL’RC AUTO L’EUROPA È SOVRANISTA

L’altro tema caldo è l’Rc auto, la polizza più diffusa e che riguarda tutti i Paesi europei. La precedente Commissione Europea aveva presentato nel maggio 2018 la proposta di revisione della direttiva Rc auto (2009/103/EC) per aggiornare l’ambito di applicazione della norma, visto che i classici concetti di veicolo, traffico e circolazione stanno lentamente cambiando significato. Ma soprattutto, gli obiettivi principali erano quelli di uniformare i massimali minimi in tutti gli Stati Ue, favorire la portabilità degli attestati di rischio tra Stati membri, estendere l’intervento obbligatorio del Fondo di garanzia all’insolvenza dell’assicuratore; rafforzare la lotta ai veicoli non assicurati, addirittura con maggiori controlli alle frontiere. La commissione incaricata (Internal market and consumer protection) ha reso il proprio parere il 28 gennaio 2019, ma da allora le posizioni degli Stati membri sono ancora divergenti, in particolare riguardo al reciproco riconoscimento degli attestati di rischio a fronte della disomogeneità dei sistemi di bonus-malus e al funzionamento dei Fondi di garanzia.

L’ANIA E LA NUOVA MOBILITÀ

Su questi temi, anche in Italia c’è molto fermento, ed è l’Ania questa volta a ricordare la necessità di “una revisione organica della normativa Rc auto, oggetto fin qui di troppe e non sempre coordinate modifiche”. Le compagnie la chiedono soprattutto dopo il periodo prolungato di calo delle tariffe.
La revisione auspicata dovrebbe tornare a “valorizzare i principii fondanti”, come la mutualità, la sostenibilità tecnica e l’educazione ai comportamenti virtuosi, ma anche tenere conto delle nuove prospettive del sistema di mobilità: le auto con guida assistita o autonoma, le nuove forme di utilizzo del leasing, del noleggio a lungo termine e il crescente fenomeno dello sharing.



UNA RIFLESSIONE ULTERIORE SULLE UNIT LINKED

Ma le compagnie italiane dovranno anche fare i conti con un altro cavallo di battaglia dell’Ivass: la presenza (troppo?) massiccia, nei portafogli delle imprese, di polizze vita il cui rischio finanziario è a carico dell’assicurato. Il presidente, Fabio Panetta, l’ha detto chiaramente: c’è un tema di composizione di portafoglio. Le riserve tecniche connesse ai contratti unit e index linked sono arrivate a rappresentare in Italia quasi un quinto del totale del passivo (19%, contro il 14% della Francia e il 7% di Germania e Spagna). Questa tendenza “rischia di allontanare dall’essenza del prodotto assicurativo”, dice Ivass, secondo cui “una riflessione è necessaria, alla luce dell’evoluzione delle dinamiche socio demografiche”. Ecco perché, la vigilanza ha l’obiettivo di “rivitalizzare le componenti più tipicamente assicurative delle forme di risparmio”.
L’attenzione di Ivass nel monitoraggio del mercato è particolarmente marcata sui prodotti che integrano in modo sempre più sofisticato la componente di rischio finanziario. In questo senso, si spiega il lancio di un monitoraggio sui Kid, i Key information document, abbinati alle polizze d’investimento assicurativo (Ibip). 

TUTTI I KID MINUTO PER MINUTO

Gli operatori, cioè le compagnie che commercializzano prodotti vita in cui è presente il documento, sono chiamati a fornire il loro contributo, compilando un questionario e inviandolo entro venerdì 20 settembre. 
L’Ivass vuole dotarsi di strumenti di rilevamento e analisi dei dati contenuti nei Key information document, così da avere una prima fonte d’informazione sulla struttura e le principali caratteristiche degli Ibip sul mercato. 
In primis, sarà creato un database dei Kid, fruibile secondo esigenze e filtri specifici, in base alle caratteristiche dei prodotti in commercio da parte sia delle imprese italiane, sia delle principali imprese estere operanti nel Paese. In una seconda fase, la vigilanza intende aprire un portale web dedicato che consenta di accedere, cercare e filtrare la versione corrente e lo storico dei Kid pubblicati dalle compagnie, nonché le informazioni quantitative. Si potrà quindi archiviare e storicizzare le informazioni, e si potranno pertanto scaricare i dati che interessano. Nell’ambito dell’osservazione, Ivass intende quindi catalogare i nuovi prodotti che man mano usciranno sul mercato, e sviluppare nuove analisi statistiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti