LA COMPETIZIONE A TUTTO CAMPO TRA STATO E ASSICURAZIONI

Se le scelte di business sono guidate soprattutto dall'evoluzione della tecnologia, l'azione della politica e del legislatore può concentrarsi sull'apertura di nuovi mercati e su nuove prospettive di integrazione tra pubblico e privato

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Autore: Fabrizio Aurilia Numero Review: 25 Pagina: 42 - 43
Avanti così, il mercato assicurativo italiano sta evolvendo velocemente dopo una lunga fase di, diciamo così, rilassamento. La politica non vuole entrare nel merito della gestione dei modelli industriali al centro del cambiamento in questi anni, perché già il mercato e le novità provenienti da altri settori lo stanno facendo con decisione. Tuttavia, c’è l’intenzione da parte del legislatore di intervenire sui meccanismi che non hanno dato i risultati sperati: e questi interventi potrebbero non essere indolori. 
Questo è il messaggio, quasi un avvertimento mascherato da approfondita analisi di mercato, di Massimo Mucchetti, senatore del Partito democratico e presidente della Commissione Industria del Senato (nonché ex giornalista del Corriere della Sera), intervenuto in un recente convegno, organizzato da zeb consulting a Milano. Tema: il futuro delle assicurazioni in Italia (ma anche in Europa), l’evoluzione dei modelli industriali, a partire dalla distribuzione, e le prossime azioni del Governo che incideranno sul settore dei rischi.


SE L’INPS SI MANGIA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Di fronte a una platea di addetti ai lavori e top manager di molte delle principali compagnie operanti in Italia, Mucchetti non ha esitato ad annunciare l’idea di una proposta di legge che, in sostanza, potrebbe drenare risorse alla previdenza complementare in favore del primo pilastro. Seguendo quello che il senatore-giornalista ha chiamato “principio di libertà”, la Commissione potrebbe presto studiare una norma che “consenta alle persone, dovendo aumentare il proprio risparmio previdenziale, di scegliere se affidarlo al secondo pilastro, fondi pensione o Pip, o scommettere tutto sul montante contributivo pubblico”, versando quindi anche eventuali risparmi alle casse dell’Inps per contare su una pensione statale più consistente. “Nella libera competizione – ha sottolineato – il settore assicurativo potrà avere capacità attrattiva maggiore rispetto a quella dell’Inps, o forse no: ma deve esserci concorrenza anche in questo campo”.

La riflessione di Mucchetti parte da ciò che non ha funzionato con i fondi pensione che hanno fallito in uno dei loro scopi, cioè quello di “modernizzare il nostro mercato finanziario”. I fondi pensione oggi hanno uno stock di circa 120 miliardi di euro che cresce di 10/13 miliardi l’anno. “Questa cifra – ha argomentato il presidente della Commissione Industria – è abbastanza stabile da molti anni. Il 70% è investito all’estero, l’altro 30% in Italia va in titoli di Stato e corporate bond. Meno dell’1% è investito in azioni”. Troppo poco. D’altro canto i risparmi dei consumatori sono esigui e, secondo Mucchetti, “se destino poco alla previdenza complementare avrò poco”.     


COMPAGNIE E CDP INSIEME PER LA SICUREZZA DEL PAESE

Il senatore, accanto a una visione che mette in concorrenza Stato e privati, abbina anche proposte che invece avvicinano i due attori, nell’ottica di favorire il consumatore, la finanza pubblica e l’ampliamento del mercato assicurativo. Si sta parlando dello spinosissimo tema delle catastrofi naturali, del risarcimento, ma anche della loro prevenzione. Sappiamo quanto costi allo Stato l’attuale sistema: “circa sei miliardi di euro l’anno”, ha ricordato Mucchetti, che potrebbero essere risparmiati con l’attivazione di “una forma mutualistica diffusa in tutto il Paese”, in cui il ruolo dello Stato sarebbe di “dare un contributo per il premio”. Questa sarebbe una soluzione “conveniente per la finanza pubblica”, ma percepita come “un’imposizione parafiscale che certamente il Governo, politicamente, vorrebbe scongiurare”. Eppure, lo sforzo dei privati e dello Stato, insieme, potrebbe fare qualcosa anche per la prevenzione delle catastrofi. Mucchetti, per questo, propone che “Cassa depositi e prestiti e assicurazioni studino emissioni obbligazionarie di lungo termine per finanziare opere di risistemazione idrogeologica”. Da queste iniziative, quindi, si aprirebbero nuovi mercati e nuovi investimenti per le compagnie.


SOLVENCY II E LA BATTAGLIA SUI TITOLI DI STATO

Il tema investimenti è di grande attualità e di primaria importanza, visto l’arrivo di Solvency II e la battaglia che si sta giocando, un po’ sottotraccia, nei palazzi del regolatore europeo di settore, l’Eiopa. Il senatore democratico ha invitato a non sottovalutare l’argomento della rivalutazione dei titoli di Stato in portafoglio: si tratta di un punto chiave. “Se passa il principio – ha avvertito – che anche i bond governativi incorporano un rischio e non sono risk-free, avremo una rivoluzione di cui avverto la pericolosità”. In sede Eiopa, l’Italia dovrà quindi battersi, “altrimenti le compagnie, piene giustamente di titoli di Stato italiani, andranno incontro ad aumenti di capitale molto importanti o a ristrutturazioni di portafoglio”. Questo è un importante scontro di potere in seno all’Europa, che contrappone i Paesi del Nord, insieme agli anglosassoni, a quelli mediterranei e periferici dell’area. 


LA TECNOLOGIA MEGLIO DI BERSANI

Anche da queste evoluzioni (o rivoluzioni) potrebbero cambiare i modelli di business, in una fase in cui non sarà il singolo provvedimento del Governo a orientare la bussola del mercato. “Quello che fece Bersani – ha ricordato –, eliminando il vincolo di esclusiva e aprendo la distribuzione agenziale al plurimandato, ha portato meno risultati di quanti l’evoluzione tecnologica non ne stia producendo in questi ultimissimi anni”. Ecco che, ora, è il mercato a dover trovare strumenti adatti per vendere nel settore danni. Anche perché “la fase informativa di internet – ha chiosato –, che porta il consumatore a informarsi on line e comprare in agenzia, sta finendo: è finita ormai da anni per le banche, che hanno ridotto filiali e addetti, e finirà presto anche per le assicurazioni”. 


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