PER IL SETTORE ASSICURATIVO IL 2020 SARÀ DECISIVO

Ne è convinta Insurance Europe che fa un bilancio dell’ultimo quinquennio e mette in evidenza le sfide per l’anno prossimo: in primis quella della revisione di Solvency II, ma anche il regolamento sui Priips, che lascia molti dubbi

25/07/2019
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 66 Pagina: 48
L’elezione di un nuovo Parlamento Europeo e l’arrivo di una nuova Commissione offrono sempre un’opportunità sia per riflettere sul passato, sia per guardare al futuro con speranza. Questo vale anche per il settore assicurativo che, all’indomani delle elezioni europee, fissa le priorità per gli anni a venire, richiamando un cambio di passo dell’organo di governo dell’Ue.    
Il settore assicurativo contribuisce in modo determinante alla crescita e allo sviluppo economico dell’Europa. Gli assicuratori europei generano una raccolta premi superiore a 1.200 miliardi di euro, danno lavoro a oltre 950mila persone e investono oltre 10.200 miliardi nell’economia reale. Un interlocutore di questo peso chiede maggior ascolto presso le istituzioni, nonché regole calibrate per un comparto che spesso si trova a dover allinearsi agli altri settori finanziari. Come fare? Per esempio non perdendo l’occasione di una riforma profonda (e proficua) di Solvency II, il sistema nervoso centrale della normativa assicurativa. 

CONSEGUENZE INDESIDERATE

La Commissione uscente, dicono da Insurance Europe, ha promosso, sulla carta, un’agenda per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento, e anche una razionalizzazione delle iniziative prese dalla precedente Commissione Barroso che, dicono dalla federazione, aveva reagito alla peggiore crisi finanziaria ed economica europea del dopo guerra con una serie di leggi affrettate. “Noi del settore assicurativo – si legge nel report annuale di Insurance Europe – speravamo di assistere a una revisione ponderata della legislazione esistente, anche perché inizialmente vi erano state proposte legislative valide”. Poi, però, la cosa è sfuggita di mano, e la massa di regole e norme che insistono sul settore è cresciuta “con conseguenze indesiderate per gli assicuratori e i loro clienti”.
Se da un lato il comparto plaude al progetto di Better regulation e alla task force su sussidiarietà e proporzionalità, dall’altro i frutti di queste iniziative non si sono ancora visti. 



LE NORME SUI PRIIPS? NON FUNZIONANO

Secondo la federazione, il prossimo anno sarà cruciale per le assicurazioni dell’Ue perché sarà il momento del lavoro sulla prima importante revisione di Solvency II dalla sua introduzione all’inizio del 2016: l’appello è quindi ai legislatori affinché “colgano l’occasione per apportare i miglioramenti necessari alla progettazione e alla calibrazione del quadro normativo”.
Un’altra opportunità è la revisione del regolamento sui prodotti di investimento (i Priips), le cui regole, afferma Insurance Europe, “semplicemente non funzionano”, poiché le informazioni fornite ai consumatori “sono nel migliore dei casi poco chiare e nel peggiore dei casi fuorvianti”. Affrontare le carenze nel processo di regolamentazione dell’Ue è qualcosa che Insurance Europe chiede da tempo.



LA NUOVA SOLVENCY II

La revisione di Solvency II 2020, secondo gli assicuratori europei, dovrebbe essere un esercizio mirato, con miglioramenti che puntano a correggere i difetti della regolamentazione e ridurre la prudenza nella gestione del capitale, laddove questa è esagerata. Insomma, quando è necessario un capitale più elevato a causa di rischi reali e della volatilità, le conseguenze negative sul business possono essere gestite, ma quando il capitale in eccesso è richiesto a seguito di una calibratura eccessivamente prudente o addirittura di misurazioni errate, allora il meccanismo non funziona.
Le priorità chiave del settore assicurativo per il riesame di Solvency II l’anno prossimo riguardano il miglioramento della misurazione delle passività, grazie a un miglior legame con le attività, per riflettere correttamente i rischi reali affrontati dagli assicuratori; la proporzionalità e la sua applicazione nella pratica; la rendicontazione, conservando ciò che è effettivamente necessario e utile ai supervisori e rimuovendo ciò che si è dimostrato un onere eccessivo. Poi occorrerà mettere mano ai modelli interni, per verificare almeno che conservino la loro efficacia.
Ecco perché il 2020 sarà fondamentale per sostenere e rafforzare il ruolo delle assicurazioni nella società e nell’economia europea, nonché la loro competitività a livello internazionale.

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