UNISALUTE APRE LA STRADA AI FONDI APERTI

Ideare soluzioni di welfare alternativo anche per categorie meno tutelate. Pronti strumenti sanitari a costi contenuti. Un percorso pionieristico, almeno in Italia

28/02/2014
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 11 Pagina: 58
Portare soluzioni di welfare anche a categorie trasversali della popolazione che, nel mondo del lavoro, sono protette solo marginalmente. Questo l’obiettivo di UniSalute in tema di sanità integrativa. “Il passaggio dal modello di assunzione a tempo indeterminato a quello di precariato – spiega Fiammetta Fabris, vice direttore generale area operativa di UniSalute – ha posto un tema nuovo sul tavolo della parti sociali: ideare situazioni di welfare integrativo anche per le categorie meno tutelate per le quali stiamo ideando strumenti sanitari a costi contenuti. Tra questi, i fondi aperti, che consentono anche a chi ha meno tutele di aderire alla sanità in forma libera. Ancora, però, non siamo arrivati a definire questo percorso, ancora pionieristico in Italia”.

L’offerta di UniSalute mira a fornire, a grandi numeri di persone, coperture assicurative a costi contenuti, sviluppando un modello integrativo pubblico-privato che, in Italia, ancora non è realtà, laddove non esistono linee guida per affrontare in termini operativi un modello di integratività effettiva e sostanziale. “Il nostro interlocutore è cambiato: sta crescendo l’attenzione verso coperture individuali e verso prodotti mono prestazione (odontoiatria, fisioterapia, diaria, visite), in un’ottica di modello personalizzato. Tutto ciò sarà un’occasione per tutti i canali distributivi, agevolati dal fatto che le urgenze sanitarie sono numerose e crescenti: dalle cure odontoiatriche alle visite specialistiche”. 


MIX TRA PUBBLICO E PRIVATO

Sussidiarietà e welfare integrato: quale modello per l’Italia? “Nel nostro Paese – spiega Fabris – non è pensabile che esista un sistema a esclusiva matrice privata né un sistema universalistico che possa soddisfare una richiesta di assistenza che sta cambiando e che fa lievitare sempre di più i costi sanitari. È necessario trovare un riposizionamento di ruoli e compiti, in un confronto tra pubblico e privato. Viceversa, non è ipotizzabile un’integrazione tra le dinamiche di sanità e di previdenza integrativa, molto diverse tra di loro: se l’obbligazione del fondo pensione è di lunga durata ed è di carattere volontaristico, quella legata al fondo sanitario, comprende esigenze quasi quotidiane (prevenzione, visite specialistiche, cure dentarie), laddove – conclude – la sola UniSalute gestisce due milioni di prestazioni all’anno su una platea di tre milioni di clienti di fondi sanitari, con alte frequenze di utilizzo delle prestazioni, soprattutto di specialistica”.
Fondata dal gruppo Unipol nel 1995, UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Conta sul lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie, annoverando 4,3 milioni di assicurati (tra malattia e assistenza) e una centrale di acquisto che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: nove clienti su dieci consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure.

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