AUTO IBRIDA, RITORNO AL FUTURO

La rivoluzione tecnologica connessa al mondo del trasporto è alle porte. Durante il convegno di per celebrare i 60 anni di Quattroruote, che si è svolto all'Unicredit Pavillion di Milano, sono state tracciate previsioni e idee per la mobilità di domani

AUTO IBRIDA, RITORNO AL FUTURO
Il terremoto valoriale, istituzionale, sociale e politico che avevamo da anni previsto, alla fine è arrivato. Oggi stiamo assistendo a un vero e proprio cambiamento d’epoca, una trasformazione che modifica la relazione con la tecnologia, con il denaro, con i servizi e i prodotti e con l’intero sistema dei consumi. In questo frame si inserisce anche il futuro della mobilità: l’auto dei prossimi decenni saranno caratterizzate da zero emissioni, zero incidenti, zero proprietà. E soprattutto zero conducenti. 

“Siamo di fronte alla più grande rivoluzione tecnologica legata al mondo del trasporto”, ha sintetizzato l’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, al convegno per celebrare i 60 anni di Quattroruote, che si è svolto all’Unicredit Pavillion di Milano nelle scorse settimane. 

D’altronde, che siamo in presenza di una svolta di carattere epocale lo testimonia anche Lukas Neckerman, l’esperto di mobilità che ha pubblicato il saggio The Mobility revolution, che evidenzia come saranno i mezzi di domani e come la tecnologia cambierà le abitudini e l’approccio degli uomini. Anche perché, come ha ricordato nel suo intervento Montezemolo, intervistato dal giornalista televisivo Giovanni Floris, “l’auto ibrida sarà il futuro, e chi non ha un’ibrida in gamma è fuori mercato”. Entro il prossimo decennio la maggior parte delle automobili sarà connessa e a guida autonoma: in alcune tratte a lunga percorrenza (autostrade, tangenziali e arterie extraurbane), si potrà guidare senza l’ausilio delle mani. 


HABITAT URBANO RIVOLUZIONATO

Lo sguardo è proiettato in avanti verso il futuro prossimo: su come cambierà l’automobile di domani, sul modo di spostarsi e su come la tecnologia modificherà le abitudini e l’habitat urbano. In questa prospettiva, secondo l’architetto di fama mondiale, Stefano Boeri, che ha progettato il Bosco verticale di Milano (premiato come miglior grattacielo del mondo), la sfida sarà proprio coniugare la tecnologia con la nostra libertà di movimento. In questa direzione, la chiave è guardare verso l’alto. “I centri torneranno a crescere in altezza”, ha rilevato Boeri sottolineando che si tratta di “una questione di spazio, sempre più limitato, e di energia, che con gli edifici verticali è ottimizzata”. In questo contesto urbano, secondo la visione di Boeri, ci sposteremo su capsule autonome, in sharing, che useremo per gli spostamenti quotidiani, che avverranno su percorsi rigidi, prestabiliti. “L’auto, però, resterà fondamentale per la libertà individuale e dovrà essere taylor made, su misura come un vestito”. Questa sarà la sfida più difficile nel rapporto tra immaginario collettivo e individuale. 


GUIDA AUTONOMA, LA CHIAVE DELLA MOBILITA'

Nei prossimi anni, la mobilità si declinerà lungo tre filoni secondo il maestro di stile e design Walter de Silva. Il primo punto riguarda la guida flessibile “che ci permetterà di spostarci tra una città e l’altra seguendo percorsi in cui l’auto andrà da sola salvo poi riprenderne i comandi quando si accede all’area urbana”. La seconda declinazione fa riferimento alla guida manuale, che rientrerà nella sfera del divertissement: “ci sarà ancora il divertimento al volante – spiega de Silva – ma sarà ristretto ad ambiti limitati, in pista e in club di appassionati”. 

Infine, il terzo filone riguarda le auto automatiche, o come le definisce de Silva, le semi-automatiche-semi: perché, allo stato attuale, “l’automatismo totale mette ancora ansia, mentre se c’è un’interazione con la vettura, con il volante e il pedale dell’acceleratore, si ha la sensazione di non essere in balia della macchina”. 

Tutto il resto, invece, potrà essere automatizzato. In prospettiva, comunque, la chiave di lettura risiede nel cambiamento di paradigma, come sostiene il sociologo e fondatore del Future Concept Lab, Francesco Morace. “Ciò che stiamo vivendo è un passaggio epocale e per capirlo basta un dato: negli ultimi due anni è esploso l’uso delle biciclette nei centri urbani. Quello che ci aspetta è un cambio di paradigma che insisterà per almeno 20-25 anni. In questo nuovo ambito ci saranno alcune tendenze che possiamo già vedere: il valore dell’eccellenza, del ben fatto, contro il mito del low cost degli anni passati. La prossimità digitale, con la tecnologia che ci avvicinerà sempre più e non ci allontanerà, come si temeva in precedenza. E ancora: avremo e vorremo sempre più servizi e oggetti facili, semplici da usare ed efficaci, ma anche sostenibili e soprattutto universali”. 

SOSTENIBILITÀ, SHARING E IMPATTO SULL’INDUSTRY ASSICURATIVA

Il fattore sostenibilità avrà un impatto significativo sulla mobilità. L’esperto di mobilità, Lukas Neckermann, ha fissato tre obiettivi: “zero emissioni, zero incidenti e zero proprietà”. E per ottenerli la soluzione è l’auto autonoma. “Di fatto – ha evidenziato – noi voliamo su aerei che vanno in automatico per gran parte del tempo, viaggiamo su treni senza macchinisti e ci fidiamo. Ci fideremo anche dei robot su strada? Io credo di sì: entro il 2020 quasi il 100% dei nuovi veicoli venduti avranno delle forme di automatismo. Il sogno per molti è e resta un’auto sportiva su una strada libera, e ce la godremo ancora, come oggi andiamo ancora a cavallo nel tempo libero. Ma la realtà è che le nostre città stanno crescendo a ritmo intensissimo e la necessità di ottimizzare spazio e tempo ci spinge verso forme di condivisione sempre più diffuse. Per i giovani di oggi il logo sul volante non è importante, ma lo è il logo del servizio di mobilità che scelgono sullo smartphone. Quello, secondo me, è il futuro”. Se l’auto senza conducente rappresenta il domani occorrerà, già oggi, valutare l’impatto che avrà sull’industry assicurativa: e gli effetti potrebbero essere dirompenti. L’Rc auto cambierà, giocoforza, al mutare della mobilità. E manager assicurativi saranno chiamati, in questo processo, da un lato a fare propri i cambiamenti tecnologici e, dall’altro, a indirizzare i fattori chiave connessi alla responsabilità legale dei veicoli autonomi. 

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