LA NORMA AI CONFINI DELLA FANTASCIENZA

Le leggi della robotica, coniate da Isaac Asimov, sono diventate già realtà. Da qui parte l'excursus di Claudio Perrella, partner di LS Lex Jus Sinacta, che ha parlato delle iniziative regolamentari a tutela dei rischi derivanti da driverless car, di droni e impiego di intelligenze artificiali

08/05/2017
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 43 Pagina: 39
Un tema vasto e dai risvolti inquietanti quello della cyber litigation. L’impatto della robotica e dell’intelligenza artificiale, infatti, rischia non solo di stravolgere il mercato occupazionale (negli Stati Uniti, tre milioni di persone potrebbero perdere il lavoro nel giro di pochi anni), ma anche della regolamentazione.
Un esempio di questa rivoluzione in arrivo, spiega Claudio Perrella, partner di Ls Lexjus Sinacta, sono alcune norme internazionali dal profilo futuristico. In primis, la risoluzione del Parlamento Europeo del 16 febbraio 2017, che parte dall’imprescindibilità per il legislatore di considerare le implicazioni e le conseguenze legali ed etiche derivanti dall’impiego di robot e androidi. Il documento, infatti, invita la Commissione Ue a valutare “l’istituzione di uno status giuridico specifico per i robot nel lungo termine, di modo che almeno i robot autonomi più sofisticati possano essere considerati come persone elettroniche responsabili di risarcire qualsiasi danno da loro causato.”





IL FUTURO È GIÀ QUI

Uno scenario già dipinto dallo scrittore Isaac Asimov nei suoi libri di fantascienza, popolati da robot pensanti, e che oggi è realtà. A riprova di ciò, il Vehicle technology and aviation bill, attualmente all’esame del Parlamento britannico, disciplina la responsabilità per incidenti derivanti da uso di veicoli senza pilota. Un provvedimento che vuole far sì che il Regno Unito diventi il mercato di riferimento per le assicurazioni per i rischi nascenti dalle auto a guida automatica. 
“Siamo ai confini tra diritto, scienze comportamentali e filosofia del diritto”, spiega Perrella, che conclude con la sentenza di un giudice della Corte di Seattle che ha condannato a 30 giorni di carcere un uomo per i danni fisici involontariamente causati da un drone a una donna. Una nuova minaccia che rischia di diventare dilagante, visto il crescente ricorso a questi apparecchi. 


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